Alla Sala Giuseppe Di Martino, a Catania, il 21 Febbraio debutta, per Fabbricateatro, “Molly Bloom – Il divino è femmina”, regia di Elio Gimbo

Una scena con Cinzia Caminiti e Sabrina Tellico

Torna con la prima nuova produzione del 2020 il Centro teatrale Fabbricateatro di Elio Gimbo e Daniele Scalia che dal 21 Febbraio, alle ore 21.00, nello spazio della Sala Giuseppe Di Martino, in via Caronda 82, a Catania propone “Molly Bloom – Il divino è femmina”, dal XVIII capitolo dell'”Ulisse di James Joyce, per la regia di Elio Gimbo. Su una scena a pianta centrale di Bernardo Perrone, protagoniste saranno Sabrina Tellico e Cinzia Caminiti, aiuto regia Nicoletta Nicotra.

Lo spettacolo di Fabbricateatro, ideato ed elaborato nel 2014, per varie vicende è rimasto nel cassetto ed oggi il regista Elio Gimbo ha avvertito l’esigenza di metterlo in scena. È la trasposizione del noto capitolo XVIII dell’Ulisse di James Joyce, del “flusso di coscienza” di Molly, moglie del protagonista Leopold Bloom. Nell’originale Molly non fa altro che crogiolarsi nelle sue fantasie erotiche per tutta la notte, nel talamo coniugale, apparentemente senza alcuna azione fisica. A teatro, proprio per l’intrinseca natura del mezzo, questa “inattività” si deve trasformare in azione, non necessariamente “realistica”, il flusso linguistico di natura simbolica acquista senso ulteriore attraverso il valore dell’”esperienza” dello spettatore, attivo o addirittura interattivo osservatore del corpo dell’attore.

Il regista Elio Gimbo e Sabrina Tellico

Ma come è nata l’idea di mettere in scena un monologo impegnativo, definito da alcuni “cult” come quello di “Molly Bloom”ed a cosa si è ispirato il regista?

“Ho tratto ispirazione da Beckett, autore delle perfette “macchine simboliche” del suo teatro. – sottolinea il regista Elio Gimbo – Nello spettacolo richiamo esplicitamente la Winnie di Giorni felici di Beckett e ne evidenzio le affinità con la Molly di Joyce. Le due donne, Molly e Winnie, sembrano sapere come il cancro di ogni maschio stia nel suo desiderio, mai appagato, alle prese con un femminile di cui non riesce mai a comprendere la natura complessa, “plurale”. Negli uomini questa pluralità trovò in origine una sublimazione nella categoria del sacro, uno spazio simbolico in cui la capacità generatrice della donna fu innalzata al divino”.

Come è arrivato alla realizzazione di questo spettacolo e cosa vedrà in scena lo spettatore?

“Alla fine di un lungo percorso, costellato da riflessioni, momtaggi e idee, ho realizzato che questo spettacolo avesse bisogno in scena delle due donne di Fabbricateatro, Sabrina Tellico e Cinzia Caminiti. Entrambe sono donne nella vita reale ed entrambe sono “La donna” nella categoria del sacro. Due Molly per un unico sembiante: una che sogna e canta, l’altra che pensa ed agisce. Entrambe sono vive, energia pura, a differenza di quest’uomo ridotto a fantoccio che protegge i propri beni e la propria nevrotica inferiorità. Un fantoccio incapace di comprendere quanto le azioni delle donne siano volte piuttosto a mascherare la sua mancanza. Sulla scena il pubblico vedrà un fantoccio in una sedia a rotelle, una cassapanca, degli oggetti, una maschera e due donne o meglio una Molly sdoppiata. Le emozioni – scaturite dalle nevrotiche e caotiche parole di Molly o dagli interventi musicali dal vivo – per lo spettatore non mancheranno certamente!”.

La locandina

Il monologo di Molly Bloom, cantante d’opera, che conclude l’Ulisse di James Joyce è un lungo monologo interiore, dove pensieri del personaggio scorrono liberi senza interruzioni da parte di eventi esterni. E Molly racconta i suoi pensieri e le sue bugie mentre a letto aspetta il ritorno del marito Leopold.

Molly inizia il suo monologo involontariamente, è notte fonda ed è distesa a letto probabilmente nella fase del dormiveglia. La stanza della donna sembra isolarla completamente dalla realtà esterna, contribuendo a lasciar fluire l’infinità dei suoi pensieri, presentati così come affiorano nella sua mente. Alcuni episodi del passato si mescolano con il presente ed il futuro di Molly e questo determina, insieme all’assenza di punteggiatura e di un ordine logico, un grande disordine. È un monologo molto caotico, specchio del caos interiore di Molly e allo stesso tempo sinonimo di rinascita. L’autore, infatti, sembra voler suggerire che in questo caos possa celarsi l’esistenza di nuove forme di espressione e di vita. Molly stessa, infatti, afferma il valore dell’esistenza contestualizzandolo nel suo futuro, al quale si riferisce con ripetuti “Si, lo farò, sì” con i quali dice sì al suo corpo, all’amore e alla vita.

Con Molly Bloom l’autore, James Joyce, punta a far riflettere sulla centralità della donna nelle sorti dell’umano e sul suo ruolo di motore immobile, spesso invisibile, delle dinamiche sociali, sentimentali e artistiche.

Scheda spettacolo

“Molly Bloom – Il divino è femmina”

(XVIII capitolo “Ulisse di J. Joyce)

Regia di Elio Gimbo

Con Sabrina Tellico e Cinzia Caminiti

Scena di Bernardo Perrone – Aiuto regia Nicoletta Nicotra

Produzione Fabbricateatro – Sala Di Martino, via Caronda 82, Catania

Venerdì 21 febbraio 2020-ore 21:00 – Sabato 22 febbraio -ore 21:00

Domenica 23 febbraio -ore 18:00 – Venerdì 6 marzo -ore.21:00

Sabato 7 marzo-ore 21:00 – Domenica 8 marzo -ore 18:00

Info e prenotazioni: 347 3637379 (anche Whatsapp)

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