Emergenza Coronavirus, determinante la disponibilità dei donatori di sangue

L’emergenza Coronavirus è diventata anche emergenza sangue, almeno così  è stato nei giorni scorsi. Con le carenze riscontrate a livello nazionale nei giorni passati, per le paure causate dall’implodere dell’infezione virale  e il conseguente appello da parte delle istituzioni e del Centro Nazionale Sangue, “l’Italia s’è mossa” possiamo dire, i donatori hanno fatto a gara nel presentarsi nei centri di raccolta sangue e oggi, nel bollettino settimanale dell’Assessorato della Salute della nostra Sicilia – Dipartimento  Attività sanitarie e Osservatorio Epidemiologico – Centro Regionale Sangue, si fa riferimento a un +44% di incremento di sacche di sangue donate rispetto alla settimana precedente.

Nello stesso bollettino il dirigente del Servizio 6 Trasfusionale, Attilio Mele, raccomanda una più lungimirante programmazione delle raccolte di sangue in funzione delle esigenze degli ospedali, al fine di evitare giacenze che poi possono andare a scadenza e sempre attraverso un contatto telefonico, per le prenotazioni, con le segreterie delle associazioni del volontariato del sangue che gestiscono oltre l’80% delle raccolte in Sicilia.

Si ricorda che il sangue è un prodotto labile, a scadenza! a 42 giorni, utilizzabile fino all’ultimo giorno di validità, anche se per molti pazienti come i talassemici il sangue deve essere trasfuso generalmente entro la prima settimana dal prelievo e per essi le donazioni di sangue devono continuare regolarmente nel tempo.

Anche la Comunità islamica di Sicilia ha risposto prontamente agli appelli e, in collaborazione con l’ADVS FIDAS di Catania e l’Arnas Garibaldi, ha dato il via ad una campagna di promozione della donazione di sangue a Catania. Punto di riferimento la Moschea della Misericordia, di piazza Cutelli, per una giornata, martedì 24 marzo, dedicata alle “pre-donazioni” come vuole la normativa in atto in Sicilia che prevede un esame di sangue per la valutazione di alcuni parametri sierologici e la compilazione di un questionario anamnestico e attuale sullo stato di salute dell’aspirante donatore.

Oggi abbiamo fatto gli esami di idoneità a quanti ho potuto raggiungere telefonicamente e nel breve tempo a disposizione – dichiara Kheit Abdalhafir, Imam  della moschea catanese, la più grande del Sud Italia, e presidente della Comunità islamica di Sicilia – e nonostante il cattivo tempo con la pioggia e le restrizioni di mobilità è stato un primo passo. Ma vogliamo continuare a dare il nostro contributo ai bisogni della città con la donazione di sangue”.

Tredici i prelievi effettuati in singoli aspiranti donatori (alcuni dei quali avevano avuta una precedente esperienza di donazione di sangue nel paese di origine) e anche in nuclei familiari provenienti dal Marocco, dall’Algeria e dall’Egitto, dalla Siria e dalla Guinea-Bissau (GNB). Ora si aspetteranno gli esiti degli esami, si rispetteranno i tempi di sospensione previsti per i recenti viaggi nel paese natìo e si programmerà la giornata della donazione, propriamente detta. Con il tempo migliore, meteorologicamente parlando, e in accordo col Trasfusionale del Garibaldi e le Raccomandazioni regionali.

Vincenzo Caruso

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