Come reagire alla pandemia con “U vaccinu”, al Giardino Fava di Catania, fino al 6 settembre, il libero adattamento di Elio Gimbo del martogliano “U Contra”

Cinzia Caminiti e Savì Manna (Ph. Gianni Nicotra)

Partendo dalle paure e dalle incertezze del presente per il Covid-19 ed agganciandosi alla crisi che sta coinvolgendo oggi le famiglie, la società e che sta mutando abitudini e linguaggi, il regista Elio Gimbo ha riletto il noto testo di Nino Martoglio “’U Contra”, mettendone in scena nel delizioso Giardino Pippo Fava, in via Caronda 82 a Catania, una edizione attuale e movimentata. “‘U Contra”, ridotto dagli originali tre atti in atto unico, rivisitato e traslato ai nostri giorni, si è trasformato in “‘U vaccinu” e viene proposto – fino al 6 settembre – dalla compagnia Fabbricateatro con ben 12 interpreti.

Su una scena di Bernardo Perrone, con pochi oggetti che fanno riferimento ai nostri giorni, ma che ricordano anche il passato, i protagonisti dello storico quartiere catanese di San Cristoforo (e non della Civita di “U Contra”), ignorante e intriso di pregiudizi, urlano, si agitano, litigano, tra canzoni neomelodiche, minigonne e pantaloni leopardati, pistole, cellulari, sms e zumba. Sullo sfondo un piccolo spaccio celato dietro alle quarare di pasta ca’ triaca. In queso universo dai mille colori e sapori, antichi e moderni, si materializzaano personaggi ambigui, stralunati e presuntuosi, nascono anche sentimenti e litigi per banalità. Il personaggio cardine è Don Procopiu Ballacchieri, uomo profondamente onesto che cerca di tirare avanti la carretta, alle prese con il suo altezzoso rivale don Cocimo Benanti ed altri protagonisti dal linguaggio quasi incomprensibile che ignorano persino il significato di parole come ad esempio “igiene”.

Una scena (Foto Gianni Nicotra)

In un angolo del quartiere, Don Procopiu e gli altri surreali personaggi martogliani discutono, o meglio litigano, si dividono, sulle modalità di propagazione del Coronavirus ed emergono due contrastanti correnti di pensiero: quella del gruppo dei “baddisti” che pensa che il morbo si diffonda attraverso gli untori e quella dei “culunnisti”, sostenuta da Don Procopiu, secondo cui il virus viene importato attraverso il vento di Scirocco. Alla fine quello più coinvolto è il povero Don Procopiu che, nascondendo con dignità la sua povera condizione e passando tra le querele o le divertenti lezioni alle donne del quartiere, arriva a dover operare una difficile scelta: seguire il proprio rigore morale o annegare la propria coscienza per la sopravvivenza dei suoi concittadini. Da autentico maestro di vita popolare Don Procopiu sceglierà una strada nobile e piena di saggezza. Sulla scena 12 protagonisti, un mix di esperienza e di gioventù, tutti rigorosamente con mascherina e guanti per l’intera durata dello spettacolo. Nei panni di Don Procopiu, un dignitoso ed elegante Savì Manna, mentre negli altri vari e surreali ruoli ritroviamo Cinzia Caminiti nei panni della vociante ed irrequieta Zia Saridda, Carmelo Zuccaro è Don Cocimo Benanti, Sabrina Tellico è Zia Ciccia, Daniele Scalia Don Pietro, Marco Cambiano il dottore, Alessandro Chiaramonte Peppino, Paola Collorafi è Donna Concetta, Francesca Coppolino Agatella, Carmelo Incardona Pippo, William Signorelli Nitto e Marilena Spartà Betta. L’impianto scenico, come detto, volutamente povero, è di Bernardo Perrone, luci e fonica di Simone Raimondo, aiuto regia Nicoletta Nicotra, produzione Fabbricateatro.

Il regista Elio Gimbo

La pièce vede Fabbricateatro ed il regista Elio Gimbo ritornare, dopo “Capitan Seniu” lo scorso gennaio, all’opera di Nino Martoglio ed al “realismo dialettico”, dando vita ad un lavoro che analizza i dettagli dei comportamenti sociali del popolo catanese, soprattutto in tempo di Covid-19. Si assiste, quindi, ad una rilettura e rivalutazione storica e ideologica del testo di Martoglio, che mette assieme esperienza e forze nuove, passato e presente, traslando l’epoca (ricordiamo che “‘U Contra” fu scritto nel 1918 e venne dedicato agli effetti dell’epidemia di colera del 1887 sul sottoproletariato catanese) e lasciando immutati i riferimenti di classe.

Da rilevare che il lavoro, soprattutto, entra nell’attualità, parlando dell’attuale pandemia che ancora oggi turba ed impaurisce tutti , anche se la libera riduzione di Elio Gimbo – come lui stesso sottolinea – è una sorta di reazione ad una serie di aspetti: al pessimismo del mondo teatrale in merito alle possibilità di riprendere l’attività applicando le misure cautelative; allo scetticismo sulle capacità del teatro di raccontare la società nell’era del Covid-19; alla paura dello spettatore verso gli spazi teatrali; al pregiudizio secondo il quale è impossibile affrontare una tragedia collettiva con il registro del comico.

Ancora un momento di “U Vaccinu”

Pubblico che ride ed applaude all’idea ed al lavoro di Fabbricateatro e di Elio Gimbo, ormai studioso ed attento osservatore del mondo e dell’opera martogliana. E sia pur nella paura e nell’incertezza che ancora aleggia per il virus, con le trovate ed i personaggi in scena che si esprimono in un siciliano ricco di spropositi linguistici e deformazioni lessicali, lo spettatore trascorre una serata in allegria tornando a respirare teatro e cogliendo – tra urla, canzoni ed espressioni ormai quasi incomprensibili per i più giovani – le provocazioni, gli spunti innovativi, proposti dal libero adattamento di Gimbo. Ed alla fine, anche silenzi e riflessioni, quando, sulla scena vuota, restano, uno accanto all’altro, solo i ritratti di Nino Martoglio e Pippo Fava. Quasi dei numi tutelari del luogo, del teatro, dei nostri tempi e di Catania.

I ritratti di Martoglio e Fava insieme sulla scena

Scheda dello spettacolo

‘U vaccinu

Libera rielaborazione di “U Contra” di Nino Martoglio

Regia Elio Gimbo

Con Cinzia Caminiti, Savì Manna, Carmelo Zuccaro, Sabrina Tellico, Daniele Scalia, Marco Cambiano, Alessandro Chiaramonte, Paola Collorafi, Francesca Coppolino, Carmelo Incardona, William Signorelli, Marilena Spartà. Aiuto regia Nicoletta Nicotra, Luci e fonica Simone Raimondo, impianto scenico Bernardo Perrone.

Repliche Luglio: venerdì 31 – Agosto: Sabato 1, domenica 2, mercoledì 5, venerdì 7, sabato 8, domenica 9, mercoledì 19, venerdì 21, domenica 23, mercoledì 26, giovedì 27, venerdì 28, sabato 29, domenica 30 – Settembre: giovedì 3, venerdì 4, sabato 5, domenica 6 – Biglietto: 10 euro.

Lo spettacolo viene messo in scena nel pieno rispetto della normativa anti Covid-19. Per l’ingresso (costo del biglietto € 10) è consigliata la prenotazione al nr 347 3637379 (su cui è attivo anche  WhatsApp ) perché i posti sono limitati. E’ obbligatorio utilizzare la mascherina in ingresso e in uscita. E’ consigliato l’acquisto dei biglietti on line, ma sarà comunque possibile acquistarli in loco. E’ comunque necessario effettuare la registrazione dei propri dati: on line alla pagina https://forms.gle/MVbd4gDMQwpiXZAy5 , oppure consegnando l’apposito modulo già compilato in ogni sua parte all’ingresso. L’organizzazione raccomanda di mantenere una distanza di almeno un metro in fila al botteghino e ai servizi.

di Maurizio Sesto Giordano 578 Articles
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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