Presentato “Si può fare” di Antonella Sturiale dedicato alla memoria di Marcello Perracchio

La presentazione del libro (Ph. Dino Stornello)

Una festa del teatro non una statica e fredda presentazione di un libro quella organizzata da Antonella Sturiale, autrice del volume “Si può fare”, edito da Operaincerta editore, dedicato alla memoria del compianto Marcello Perracchio.

Al chiarore delle stelle nella maestosa cornice della corte del Castello Ursino, per la rassegna SummerFest patrocinata dal Comune di Catania, la giornalista Elisa Guccione e l’attore Enrico Pappalardo, alla presenza di un pubblico partecipe e generoso negli applausi, hanno presentato l’ultima creatura letteraria dell’autrice catanese che, senza cadere nel ginepraio dei luoghi comuni, descrive la Sicilia, i suoi uomini e la nostra drammaturgia in modo sempre diverso e innovativo.

“Si può fare– dichiara Antonella Sturiale apprezzata scrittrice di opere teatrali come “Le anime del nespolo” o “Fantasticheria… mare di provvidenza” interpretato proprio da Marcello Perracchio- è una raccolta di testi teatrali al servizio del palcoscenico che consegno nelle mani dei lettori come fa un genitore con il proprio figlio”.

Tante emozioni e tanti  applausi per il bel canto di Agata Raineri, la buona musica del Maestro Alessandro Cavalieri e la lettura di alcuni brani più significativi del libro interpretati dagli attori Barbara Cracchiolo, Elisa Franco, Rosaria Francese, Alba La Rosa, Viviana Toscano, Rosa Lao, Marisa Giannino, Chiara Viscuso, Valeria Treccarichi, Maria Catanzaro, Francesco Russo, Antonio Sturiale, Francesco Scoto ed Enrico Pappalardo i quali hanno vestito con la loro arte e professionalità le parole dell’autrice, regalando ai presenti una serata di puro teatro.

“Sono certa– aggiunge   l’autrice prima della conclusione della serata- che Marcello Perracchio lassú tra le nuvole con il suo fare bonariamente burbero, proprio come siamo stati abituati a vederlo  in tv nelle vesti del dottor Pasquano, nella serie il Commissario Montalbano, starà osservando questa serata in suo onore magari ripetendo quella stessa frase che mi ha detto quando ha il letto il primo copione che gli ho sottoposto esclamando: “Si può fare!”, frase che è diventata doverosamente il titolo del mio libro, che con devota ammirazione gli ho dedicato”.

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