Incontro con il pianista umbro Maurizio Mastrini: “Per me il pentagramma è un taccuino su cui fissare emozioni molto profonde e apparentemente semplici”

Maurizio Mastrini e il suo pianoforte

E’ considerato dalla critica uno dei maggiori pianisti e compositori incontaminati del panorama musicale e strumentale internazionale. Stiamo parlando di Maurizio Mastrini, autentico genio musicale, uomo semplice ed affabile, nato a Panicale, piccola cittadina dell’Umbria da genitori giovanissimi. Ha iniziato ad avvicinarsi al mondo del ritmo e della musica a 8 -9 anni, nella bottega del padre, fabbro artigiano, accompagnando la musica che usciva dalla radio e percuotendo rudimentali batterie costruite con i fusti vuoti di vernice. Resosi conto del potenziale musicale di Maurizio il padre lo portò da un insegnante di musica che dopo solo pochissime lezioni, lo invitò ad iscriversi in conservatorio. La sua vita musicale e artistica iniziò subito con vittorie di primi premi in concorsi musicali nazionali ed internazionali, concerti, tournée sia in Italia che all’estero, incisioni discografiche per l’etichetta Azzurra Music e grandi successi di vendite in tutto il mondo. Allievo del maestro Vincenzo Vitale, con percorso musicale pianistico estremamente veloce, è stato considerato dagli esperti un enfant prodige ed è arrivato a calcare con il suo pianoforte i palchi di importanti teatri Italiani.

Il maestro Maurizio Mastrini al Castello Ursino di Catania

Come si legge nella sua biografia “le opere di Maurizio Mastrini sono un anello di congiunzione tra i canoni classici della musica e la nuova musica classica contemporanea, attraverso uno studio di ricerca colto ed emozionale. Molte composizioni sono minimaliste, altre hanno una concezione matematica, altre invece presentano una tale abbondanza di suoni da far pensare ad un’orchestra”. La consacrazione della sua statura in campo internazionale come compositore è arrivata con la realizzazione del primo album “Il Mio Mondo al Contrario”, in cui suona composizioni classiche ed originali al contrario partendo dall’ultima nota verso la prima con un riscontro musicale sorprendente. Come pianista-compositore pubblica e distribuisce in tutto il mondo. A 14 anni ha scritto una Messa in Latino, un’opera lirica, un’Ave Maria e tante altre composizioni. Ha registrato per le maggiori emittenti televisive e radiofoniche mondiali ed ha fondato l’Accademia Nazionale d’Arte Musicale di cui è diventato direttore. Negli ultimi 10 anni ha tenuto oltre 650 concerti in giro per il mondo. Tra i suoi dischi di musica classica hanno ottenuto più successo “Piano Music”, “Baby’s First Piano Music”, “Il Pianoforte”, “Love Music”, “Classic Music For Christmas”, “Le musiche dello Zodiaco”, “Love Piano”.

Il maestro Mastrini

Come pianista compositore ha pubblicato e distribuito “Il mio Mondo al Contrario- “Il Profumo della Musica” – “Contrario” – “Terra” – “Fly” – “Essential”- “Heart” – “The Pianist” – “W la vita” – “Lockdown”.
Attualmente lavora al disco “Excellence”, curato dal produttore musicale Tony Renis.

Personalmente ho avuto il piacere di ascoltarlo e di conoscerlo al Castello Ursino di Catania in occasione del suo concerto “Lockdown”, nell’ambito della rassegna “Catania Summer Fest” dell’amministrazione comunale, con l’organizzazione del Centro Magma di Salvo Nicotra e dei “Pomeriggi musicali a Gravina”, progetto di Tania Cardillo. Durante la sua esibizione, dello scorso settembre 2020, condizionata dall’emergenza Covid-19 e con una presenza di pubblico limitata, ho potuto apprezzato la sua grande abilità tecnica in brani virtuosistici. E’ stata soprattutto l’occasione per scambiare alcune battute con l’uomo, con l’artista Mastrini e per conoscere alcune sfumature, curiosità e caratteristiche del suo percorso, della sua singolare vita. Per i lettori di “Cronaca Oggi Quotidiano”, in esclusiva, ecco la mia chiacchierata con il geniale pianista Maurizio Mastrini.

“Autunno”

Cosa vuol dire per Maurizio Mastrini esprimere la sua creatività all’interno del suo eremo in Umbria? 

Vuol dire trovare ogni giorno, ogni attimo, piccoli tesori nascosti, un profumo di un fiore nuovo, un sapore nuovo, un tema musicale originale… questo per me rappresenta vivere nel mio spazio e portarlo con me nelle mie composizioni”. 

Cosa lo ha portato a comporre proprio in un eremo e quali sensazioni prova quando esprime il suo talento creativo in un luogo così raccolto e meditativo?

“Nello spazio dove vivo mi ci sono trovato facendo scelte di vita ben precise. Sento che è un posto dove quando respiro, percepisco la sensazione dell’aria che entra nei polmoni nello stesso momento se pur uno spazio circoscritto mi proietta in quello che è il mondo totale, quello che oggi internet ci permette di fare in modi totalmente differenti”.   

Al pianoforte

Quando ha capito di avere quel talento musicale, quella energia che le viene riconosciuta ormai ovunque?

Onestamente non ho ancora capito cos’è che rende il pubblico cosi sensibile verso la mia musica. Scrivo, compongo ed eseguo con semplicità il miei brani e probabilmente questi sono gli ingredienti grazie ai quali il mio pubblico si emoziona, ma onestamente non ne sono certo. Questa mancanza di certezza, mi mette sempre in crisi soprattutto quando devo affrontar la sfida di mettere le mani su un nuovo progetto che segue un successo”.

Chi è  Maurizio Mastrini lontano dal suo pianoforte, dalla sua musica e come si rapporta quotidianamente con il mondo che lo circonda? 

“Sono una persona semplice e riflessiva, conscia che per poter vivere ad “alti livelli” debba trovare emozioni e sensazioni dalle piccole cose, che poi si rivelano essere mai davvero piccole. Sono capace di saper ascoltare il prossimo e soprattutto avere rispetto per tutto e per tutti“.

“Carezze”

Cosa ha provato nei duri mesi di lockdown e in pieno Covid-19? 

E’ stato un  periodo di vera e grande sofferenza e terrore. Vedere tante persone che se ne andavano, in prevalenza anziani senza poter lottare per la vita è stato una vera tragedia”.

Secondo lei l’intero pianeta di cosa ha bisogno per salvarsi dalla violenza, dall’egoismo e dalla crudeltà che sembrano aver preso il sopravvento? 

Come dico sempre basterebbe veramente poco. Sarebbe sufficiente apprezzare ciò che si è e non quello che vorremmo essere, basterebbe rispettare, condividere e saper prendere qualcosa dal prossimo”. 

La musica e l’arte in genere possono salvare l’uomo e la Terra? 

Credo proprio di si, mi auguro che da qui al prossimo futuro ci si accorga di quello che l’arte può e possa fare per l’umanità“.

Vuole spiegare ai nostri lettori il suo stile musicale, la sua tecnica e l’innovativa frontiera della “Musica al contrario” che tanti consensi gli sta portando? 

Il mio stile musicale nasce da una ricerca di quello che è l’essenzialità nella ricerca della melodia, successivamente elaboro il brano inserendo anche delle evoluzioni tecniche che rappresentano la mia formazione pianistica. Per quanto concerne la musica al contrario è nata da una sperimentazione, cioè un gioco e se vogliamo un divertimento nato per caso; io giocavo e gli altri mi hanno preso sul serio. Da li programmi televisivi in cui dopo le mie esibizioni si invitavano psichiatri, psicologi a spiegare perché un essere vivente potesse avere certe necessità. Per essere onesti tutto quello che si è creato intorno mi è assolutamente servito, però alla base di tutto c’era solo e pura curiosità per la sperimentazione”.

Che rapporto ha con Catania e con la Sicilia?

“Ho un legame molto intenso con Catania la frequento da tanto tempo oltre ad aver trovato il grande amore in questa città”. 

E’ affezionato a qualche suo brano o album in particolare? 

Sono legatissimo a FLY probabilmente l’album che mi ha reso più famoso nel mondo come compositore dopo la “musica al contrario”. 

Che cosa ha significato ritornare a suonare a Panicale, suo paese di origine, dopo 30 anni?

Tornare a suonare nella propria città dopo aver girato in lungo e largo il mondo è qualcosa di molto profondo che va aldilà del semplice orgoglio. A Panicale ci sono nato, ci sono tornato a vivere, qui nascono i brani ispirati in grande arte proprio dalla terra che vivo e dall’aria che respiro”.

Prima dell’esibizione…

Si sente, come uomo e come artista, legato alla sua terra o cittadino del mondo che vuole scoprire nuove dimensioni e fare sempre esperienze diverse? 

“Sia come uomo che come artista una volta raggiunto un successo oppure un obiettivo il sapore di esso mi dura qualche ora, ho sempre necessità di nuovi sapori e nuove sfide a prescindere da dove mi trovo”. 

Cosa le ha dato e cosa le continua a dare la sua musica, il suo pianoforte, il suo talento e la sua professione di musicista-compositore? Il pentagramma per Maurizio Mastrini…

Mi ha dato tantissimo, attraverso la musica riesco a dialogare e trasmettere quello che provo ma anche a parlare con le emozioni della gente. Per me il pentagramma rappresenta un taccuino su cui fissare emozioni mai banali, sempre molto profonde anche se pur apparentemente semplici”. 

Se non fosse Maurizio Mastrini chi vorrebbe essere e quale altra professione vorrebbe svolgere?

Avrei potuto essere e fare solo quello che sono, non mi vedo in nessun altra veste anche se ho molti interessi anche al di fuori del campo musicale ed artistico”. 

Maurizio Mastrini a teatro…

Lei è stato anche definito “cuore selvaggio”, per questo suo modo di essere solitario…

Non sono un selvaggio tanto meno il mio cuore è selvaggio, un giornalista mi definì cosi tanto tempo fa perché l’habitat che aveva trovato per me era il mio modo di vivere quasi in solitario connesso con questa mia creatività musicale”.

Il suo è stato un percorso artistico frastagliato, affascinante, ma quali sono stati i suoi passaggi, i momenti più importanti per la crescita del maestro Mastrini?

“Sicuramente l’essere cresciuto in una famiglia dove l’amore la faceva da padrone su tutto e dunque i miei genitori e la famiglia che ho voluto costruire intorno a me. Professionalmente l’incontro con il maestro Vincenzo Vitale è stato importante e poi strada facendo ho saputo cogliere, in ogni persona con cui sono venuto a contatto, il lato migliore e trovare arricchimento”.

Da dove e da cosa nascono le sue composizioni? 

Le composizioni nascono dalle emozioni, dalle emozioni che la natura mi restituisce, dai racconti e le emozioni che gli amici mi raccontano. A volte mi intrufolo anche in storie che non sono le mie per saper cogliere delle sensazioni di vita vissuta”.

A cosa sta lavorando, quali saranno i prossimi concerti del maestro Maurizio Mastrini?

“Ho due dischi in uscita e un tour da far partire proprio in questi giorni, stiamo predisponendo con il mio team con a capo Giordana Patumi tutto il lavoro da fare e realizzare. “Lockdown” dovrà raggiungere ogni angolo del mondo per poter portare a più gente possibile le emozioni del mio periodo di forzata prigionia”. 

Ancora Mastrini….

Un’ultima curiosità: c’è un progetto in particolare che vorrebbe realizzare?

Non è un progetto ma una necessità: sarebbe bello poter sostituire le monete del pianeta con la moneta del sorriso, pagare un qualcosa sorridendo, barattare un piatto di pasta con un sorriso, scambiarci abbracci e serenità tra tutti gli esseri viventi”.  Grazie maestro Mastrini per la sua disponibilità e per le sue parole, buon lavoro e speriamo di poterla rivedere ed ascoltare presto.

“Babayaga”

di Maurizio Sesto Giordano 585 Articles
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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