Reati contro i minori, Terre des Hommes: record drammatico per la Sicilia

In Italia, segna un lieve calo (-1%) il numero globale di minori vittime di reato nel 2019 rispetto all’anno precedente, passando da 5.990 a 5.930, il 60,5% delle quali bambine e ragazze.

Se però si prendono in considerazione gli ultimi 10 anni (dal 2009 al 2019) che mostrano un aumento del 41% di questi reati, il fenomeno della violenza sui bambini rivela tutta la sua drammatica realtà con una crescita in quasi tutte le fattispecie di reato.

Record drammatico per la Sicilia, seconda regione italiana dopo la Lombardia,che nel 2019 ha registrato 651 casi di reati contro i minori, di cui il 57% costituito da bambine e ragazze. Il reato di maltrattamento in famiglia ha coinvolto 253 minori (+23%), di cui più della metà di sesso femminile.

In aumento in Sicilia anche i casi di violenza sessuale e violenza sessuale aggravata, rispettivamente con 47 e 28 vittime nel 2019. Crescono anche le vittime di pornografia minorile: +56%, di cui il 93% bambine e ragazze.

È questa l’allarmante fotografia scattata da Terre des Hommes che ha presentato oggi i nuovi dati elaborati dal Comando Interforze per la nona edizione del Dossier della Campagna “indifesa”, illustrati con una particolare attenzione alle differenze regionali.

Anche a livello nazionale, i maltrattamenti in famiglia – il reato che miete maggiori vittime tra i bambini, più di un terzo del totale – continuano a crescere: + 7% rispetto al 2018 e +105% rispetto al 2009. Delle 2.101 vittime, il 54% è di sesso femminile. Anche l’abuso di mezzi di correzione o disciplina segna un +16% nel confronto con l’anno precedente e +137% nel decennio. Tra i reati attinenti alla sfera sessuale, quella dove la percentuale delle vittime tra le bambine e le ragazze può superare l’80%, crescono la violenza sessuale aggravata (+5% rispetto il 2018, +34% sul 2009), la corruzione di minorenne (+24% sul 2018, +56% sul 2009), gli atti sessuali con minorenne (rispettivamente +6% e +19%). Cala invece la prostituzione minorile (-19% rispetto al 2018, -34% sui 10 anni).

Le evidenze riportate nel nostro Dossier Indifesa ci confermano che l’Italia deve ancora investire molto e su fronti diversi per potersi avvicinare a quel 5° Obiettivo di sviluppo sostenibile che, oggi, per il nostro Paese sembra ancora piuttosto lontano”, dichiara Federica Giannotta, Responsabile Advocacy e Progetti Italia di Terre des Hommes. “Noi intendiamo contribuire a questa delicata sfida sostenendo le istituzioni con dati sempre aggiornati e progetti che concorrano ad offrire alle ragazze pari opportunità nella scelta e costruzione di un futuro che sia davvero libero e scevro da ogni costrizione”.

La Campagna indifesa ha il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell’Agenzia Nazionale per i Giovani. La Conferenza indifesa ha il Patrocinio della Polizia di Stato.

Sostengono la Campagna indifesa: BIC®, BIC Foundation, BATA, MainAD, Valvorobica, Fondazione Zanetti, Douglas. Media Partner: Io Donna, Radio Italia.

UNA PANORAMICA MONDIALE

Il nuovo Dossier “La Condizione delle Bambine e le Ragazze nel Mondodella nona edizione della Campagna Indifesa di Terre des Hommes mette in luce anche le drammatiche conseguenze che la pandemia di Coronavirus sta avendo sulle fasce più vulnerabili della popolazione mondiale, in particolare sulle bambine e sulle ragazze. Per loro è aumentato il rischio di essere sottoposte a mutilazioni genitali femminili, matrimoni e gravidanze precoci a causa della chiusura delle scuole e della riduzione dei fondi destinati a porre fine a queste pratiche con l’obiettivo di progredire verso la parità di genere. Le stime sono davvero allarmanti[1]: la tendenza attuale vede ogni anno 12 milioni di ragazze sotto i 18 anni costrette a sposarsi, spesso con uomini molto più grandi di loro, ma si teme che in questo clima di insicurezza economica nel prossimo decennio la cifra possa crescere, con un incremento di altri 13 milioni di spose bambine.Inoltre, nel solo 2020 ben 4,1 milioni di bambine potrebbero essere sottoposte a mutilazioni genitali. Se a tutto questo si aggiunge il fatto che le misure di contenimento della pandemia hanno dato una brusca frenata all’accesso all’istruzione tout court, impedendo a circa 743 milioni[2] di bambine e ragazze di andare a scuola a causa del lockdown, si capisce quanto il quadro generale sia realmente preoccupante.

Il Dossier Indifesa di Terre des Hommes, la cui prima edizione risale al 2012, è stato il primo rapporto a raccogliere in maniera sistematica dati su tutte le violazioni dei diritti delle bambine e delle ragazze e storie da tutto il mondo di empowerment femminile.

Per leggere il Dossier vai alla pagina: http://bit.ly/dossier_indifesa_2020

SPORT E GENDER GAP

Al centro della riflessione stimolata da quest’ultima edizione del Dossier Indifesa c’è anche lo sport e il gender gap alla base delle discriminazioni presenti in questo ambito. Nonostante la “Risoluzione sulle donne nello sport” abbia ufficialmente riconosciuto la richiesta di pari opportunità per le donne e uomini nel contesto dell’Unione Europea, esistono ancora discrepanze in termini di pari opportunità, a partire dallo status economico e dal gap salariale, ma non solo. In Italia è ancora enorme la sproporzione tra il numero delle atlete e quello degli atleti maschi, sebbene negli ultimi anni la rappresentanza delle prime stia gradualmente aumentando (nel 2017 la quota delle atlete ha raggiunto il suo massimo storico con il 28,2% contro il 71,8% degli atleti). Inoltre le donne sono ancora sottorappresentate negli organi decisionali delle istituzioni sportive: gli incarichi dirigenziali ricoperti dalle donne superano di poco il 15% tra gli organismi societari e la “quota rosa” più bassa si rileva tra i componenti degli organismi federali, centrali e periferici, con un’incidenza del 12,4%. Inoltre, le atlete sono costrette a fare i conti non solo con discriminazioni di tipo salariale, ma sempre più spesso sono oggetto di pesanti insulti sessisti rivolti loro in campo e di hate speech on line. Evidenze che sottolineano quanta strada ci sia ancora da fare per ottenere inclusione e parità di genere anche nel mondo sportivo.

LA CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI

Quest’anno alla Campagna indifesa è abbinato il numero solidale 45591, attivo fino al 18 ottobre 2020, con il quale si potranno sostenere due importanti progetti avviati in Italia da Terre des Hommes: Consultami – Spazio indifesa: il primo spazio di ascolto e sostegno a ragazze e donne vittime di violenza fisica, psicologica o economica di Terre des Hommes, situato a Parma. Network indifesa – Empowerment Ragazze, per la realizzazione di percorso di empowerment femminile e generazionale rivolto a 200 ragazze dai 14 ai 19 anni in tutta Italia attraverso webinar condotti da un dream team di esperte, role models e professioniste.

Il valore della donazione tramite numero solidale 45591 sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari WINDTRE, TIM, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali. Sarà di 5 e 10 euro chiamando da rete fissa TIM, Vodafone, WINDTRE, Fastweb e Tiscali e di 5 euro chiamando da rete fissa TWT, Convergenze, PosteMobile.

LA CAMPAGNA SUI SOCIAL: #indifesa e#iogiocoallapari

La Campagna indifesa” di Terre des Hommes vive anche sui social media. Nella settimana dell’11 ottobre, Giornata Mondiale delle Bambine, Terre des Hommes chiede a tutti di sostenere il diritto delle bambine e delle ragazze di essere libere di determinare il proprio futuro e di poter inseguire i propri sogni, “giocando” alle stesse condizioni dei maschi e vedendosi riconosciute, anche economicamente, il proprio impegno. Ed estende inoltre l’invito al mondo dello sport, delle imprese, del giornalismo e dello spettacolo per diffondere il messaggio di parità di genere. Perché “giocare alla pari” dovrebbe essere un principio guida, non solo nello sport ma anche nella vita, per tutti. Vestiamo allora i nostri canali social di arancione, che da sempre è il colore che contraddistingue la campagna indifesa” e postiamo un contributo su Facebook, Twitter o Instagram, usando gli hashtag #indifesa e #iogiocoallapari.  Per maggiori informazioni: www.indifesa.org


[1] Natalia Kanem, Direttore dell’agenzia per la salute sessuale e riproduttiva delle Nazioni Unite (UNFPA)

[2] https://en.unesco.org/news/covid-19-school-closures-around-world-will-hit-girls-hardest

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