Ad Aprile in scena, al Teatro Vincenzo Bellini di Adrano, “La casa di Bernarda Alba” di Federico Garcia Lorca

Una scena dello spettacolo di Garcia Lorca

La nota commedia di Giovanni Verga, “Mastro don Gesualdo”, interpretata da Enrico Guarneri e diretta da Guglielmo Ferro, sarà in tournée nel mese di Febbraio del 2016 in Sardegna, prima a Porto Torres, al Teatro Andrea Parodi che già ospita da tempo importanti manifestazioni teatrali e al Teatro Civico di Sinnai (Cagliari) dove agisce la Compagnia dell’Effimero Meraviglioso, diretta dalla regista Maria Assunta Calvisi, abruzzese di nascita, ma ormai da vent’anni in Sardegna. La Compagnia dell’Effimero Meraviglioso sarà poi in Sicilia, nel mese di aprile 2016 al Teatro Vincenzo Bellini di Adrano, con uno spettacolo unico e straordinario, in un originale mix di teatro e di cinema. Sarà rappresentata “La Casa di Bernarda Alba”  di  Federico Garcia  Lorca,  con  la  regia teatrale di  Maria Assunta Calvisi, mentre la parte cinematografica è stata affidata al regista e fotografo  Giovanni Coda, sardo di nascita (Cagliari, 1964), ma formatosi prima in Spagna e poi in America, vincendo prestigiosi premi anche di carattere internazionale.

Un interscambio sollecitato o meglio fortemente voluto dal  commediografo e scrittore Piero Juvara, amico ed estimatore di Enrico Guarneri, ma anche della regista  Maria Assunta Calvisi, conosciuta due anni fa in una delle sue tante escursioni in terra di Sardegna.

Nella foto Piero Juvara
Nella foto Piero Juvara

In merito allo spettacolo “La Casa di Bernarda Alba”  di  Federico Garcia  Lorca ecco la presentazione della regista Maria Assunta Calvisi: “Quando Garcia Lorca scrisse “La casa di Bernarda Alba”, nel 1936, non immaginava che la realtà descritta potesse essere calata pari pari nella Sardegna di allora. Il matriarcato delle donne sarde è un concetto che esprime in maniera calzante la figura di Bernarda: donna forte per necessità, castrante e a sua volta castrata. La realtà sociale, qui come in Spagna, sanzionava comportamenti e relegava ai margini chi non rispettava le regole stabilite dalla comunità; un lutto, soprattutto se a restare erano le vedove, durava anni di segregazione.<BR>Il sesso, e quindi il proprio corpo, erano vissuti, o meglio non vissuti, come qualcosa da negare e quindi da nascondere. Ecco perchè il testo di G. Lorca si può mettere in scena in un paese sardo  senza timore di forzature, e in un qualsiasi paese europeo dove si riscontrano condizioni sociali analoghe. Lo spettacolo è infatti inserito nel progetto “Bernarda talks to the world” che ha avuto il riconoscimento della Comunità Europea, di cui L’Effimero Meraviglioso è capofila e partners Tomcsa Sandor Theatre (Romania), Academy of Humanities and Economies (Polonia) e Boga Net (Spagna).

Un momento di "La casa di Bernarda Alba"
Un momento di “La casa di Bernarda Alba”

Lo spettacolo rientra inoltre in una proposta di innovazione di linguaggi espressivi in quanto utilizza in maniera inusuale le immagini video che non sono, in questo caso, un contributo al “teatro”, ma parte integrante del racconto teatrale e a volte racconto di per se stesse, oltre il testo teatrale. Il funerale del marito di Bernarda, i sogni inconfessabili, le angosce delle figlie, le scene d’amore rubato o negato, la dimensione onirica della vecchia madre, rientrano a pieno titolo nella drammaturgia dello spettacolo anche se non esplicitate nel testo di Lorca.

Teatro e cinema dunque in un connubio stretto e necessario per uno spettacolo dove l’assenza entra prepotentemente nella dimensione della presenza e il non visto e il non detto pesano come macigni. Un testo forte, potente, duro, che non lascia scampo, che dipinge senza indulgenze il disperato bisogno di libertà di chi vive una esasperata costrizione che alimenta sentimenti morbosi e segreti e di fronte alla quale si presentano due percorsi possibili: la follia o il  suicidio. “Voglio andarmene di qui, Bernarda, a sposarmi in riva al mare” dice la vecchia madre ormai “fuori” dall’osservanza delle regole e dal conformismo e libera quindi di andare in riva al mare con il suo desiderio. “Ci annegheremo tutte in un mare di lutto” dice invece Bernarda, senza appello alcuno nel finale quando ormai è spenta ogni scintilla di speranza e il dramma si è tutto consumato. E ancora “Silenzio, ho detto, silenzio!”. E il silenzio cala sulle vite di queste donne come cala sull’autore che verrà fucilato due mesi dopo aver scritto quest’ultimo testo. Questo silenzio invece ha suscitato parole, pensieri, azioni, poiché “La casa di Bernarda Alba”, un capolavoro della drammaturgia contemporanea, continua a raccontare sui palcoscenici di tutto il mondo questa temperie di emozioni che è di nessun luogo ma di tutti i  luoghi, di nessun tempo ma di tutti i tempi. Oggi, in modo e con forme diverse, continuiamo a vivere sulla nostra pelle la ricerca della libertà e della autenticità del nostro essere. Bernarda ci riguarda ancora”.

Lo spettacolo ha debuttato il 4 marzo 2010 nell’ambito della Stagione Teatrale del Teatro Civico di Sinnai. Inoltre è stato rappresentato a Lodz (Polonia) Odorheiu-Secuiesc (Romania- Tomcsa Sandor Theatre) nel maggio 2010. inserito nel circuito CEDAC della Sardegna – al Teatro delle Saline – Akroama, nell’ambito della Stagione del Teatro Contemporaneo 2011-2012 e ad Alghero nel 2014 – a L’Aquila nella rassegna del Teatro Stabile d’Abruzzo 2014 – nel Circuito ATAM (2014).

di Maurizio Sesto Giordano 677 Articles
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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