Operazione Bulldog della Squadra Mobile di Catania con sedici indagati nel clan Santapaola Ercolano

La conferenza stampa alla Procura di Catania

La gestione di capitali illeciti e l’attività di recupero crediti da parte del clan per conto di terzi sono al centro di un’operazione della Polizia di Stato di Catania che, su delega della Dda della Procura, ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di 16 persone indagate, a vario titolo, per associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni e furti. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Catania hanno interessato il vertice di Cosa nostra etnea, evidenziando la particolare attitudine del gotha della famiglia Santapaola-Ercolano verso il settore economico, attraverso il reimpiego di capitali illeciti. Il gruppo si era anche specializzato in recupero crediti, con il privato che ricorre a criminali per riscuotere il proprio credito invece di adire le vie legali.Polizia nuovo controlli

Durante l’operazione denominata ”Bulldog” sono state sequestrate, in via preventiva, società che gestiscono impianti sportivi, attività nel settore della ristorazione, parcheggi ed autolavaggi e uno stabilimento balneare, per un valore complessivo di alcuni milioni di euro. Con lo stesso provvedimento sono stati contestati tre furti, due dei quali ai danni di una sala Bingo a Ferentino (Frosinone), organizzati dal gruppo e che sarebbero stati commessi, con la complicità di uno dei dipendenti – Danilo Di Maria di 46 anni, tra gli arrestati – Giuseppe Celestino Vacante di 57 anni e Santo Patanè di 46 anni – anch’essi raggiunti dall’ordinanza – rispettivamente fratello e factotum di Roberto Vacante.
Con il provvedimento il Gip ha disposto il sequestro preventivo ai fini della confisca di quote della società Sportitalia di Grazia Irene Santapaola – impresa individuale titolare di un impianto di campi di calcetto a Catania, di quote della società Parking Car srl – intestata a Giuseppe Massimo Caruso di 35 anni – tra gli arrestati – titolare di un’area di parcheggio e autolavaggio a Catania.
Sono state inoltre sequestrate quote dell’impresa individuale Giarrusso Catering di Giarrusso Nunzio – titolare di esercizio di rosticceria-girarrosto di Catania – tra i destinatari dell’ordinanza, quote della società Satin Blu srl – di Catania, società titolare di un lido balneare con ristorante a Riposto, quote della società The Bull Dog Camp società cooperativa, di Catania, impegnata nella costruzione di un impianto di campi di calcetto a Nesima. Oggetto del sequestro anche quote della società Tiarè srl., di San Gregorio, titolare di un centro estetico a Catania.
Sequestrato anche un ramo d’azienda destinato al lavaggio di autovetture all’interno dell’area di parcheggio di pertinenza di un’impresa di via Principe Nicola, un ramo d’azienda destinato alla gestione del ristorante “l’Oste di Tremestieri”. Per intestazione fittizia di beni sono indagate altre nove persone per le quali il Gip ha riconosciuto i gravi indizi di colpevolezza, non ritenendo di procedere nei loro confronti con l’emissione di una misura cautelare e nelle prossime ore saranno loro notificati gli avvisi di conclusioni indagini preliminari.

I particolari dell’operazione sono stati illustrati stamattina nel corso di una conferenza stampa negli uffici della Procura della Repubblica di Catania in viale XX Settembre.

di Michele Minnicino 20313 Articles
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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