Un Ulisse contemporaneo, amante del ragionamento e contro tutte le guerre

Nella foto Sebastiano Lo Monaco (Ph. Tommaso Le Pera)

Protagonista assoluto dello spettacolo di Valerio Massimo Manfredi, “Il mio nome è nessuno – L’Ulisse”, nell’adattamento e drammaturgia testo di Francesco Nicolini, è un Ulisse contemporaneo, più attuale che mai, intenso, impetuoso, innamorato, amante del ragionamento e della giustizia.

Con in scena l’istrionico e convincente Sebastiano Lo Monaco, la pièce è stata rappresentata al Teatro Metropolitan di Catania, dal 15 al 17 Gennaio, prodotta dall’Associazione Sicilia Teatro. Lo spettacolo, per la durata di circa 100’, è tratto dagli scritti di Valerio Massimo Manfredi e viene adattato da Francesco Niccolini che costruisce una intrigante sceneggiatura ispirandosi alla tragedia classica, accostandosi contemporaneamente al teatro di narrazione più moderno. I filo conduttore dell’intera pièce è il ripudio della guerra, della violenza, vista come ultima ratio per risolvere le questioni tra gli esseri umani.

E proprio il protagonista, l’Ulisse-Nessuno di un determinato ed incontenibile Lo Monaco, dall’inizio alla fine, nella sua estenuante ed intrigante odissea, tende a dimostrare che il verbo, la parola, è l’unica arma per combattere le assurdità, il sangue, i massacri della guerra, quest’ultima sempre folle e disumana, che semina morti, che getta nella disperazione paesi e famiglie, senza alcuna utilità.
Lo Monaco, nativo di Floridia (Siracusa), cresciuto e formatosi tra classicità ellenica e romana, perdutamente innamorato di Omero, per tutta la durata dello spettacolo, nei difficili panni di Ulisse, è supportato da un cast all’altezza e soprattutto dagli interventi musicali dell’Orchestra “Sax in Progress” che ravvivano i contorni, spesso tragici, della vicenda narrata e che si integrano bene, dando ritmo ed arricchendo la rappresentazione.

Una scena dello spettacolo (Ph. Tommaso Le Pera)
Una scena dello spettacolo (Ph. Tommaso Le Pera)

Con una recitazione improntata, quasi sempre, su toni elevati, Ulisse-Lo Monaco narra la sua storia che va ad intersecarsi con quella di dei olimpici, re e condottieri, ma soprattutto con i dieci interminabili anni della guerra di Troia, con Elena, Circe, Calypso, Nausicaa, Athena e poi con Achille e Patroclo ed alla fine con Penelope ed il figlio Telemaco.
Sulla scena accattivante di Antonio Panzuto, che cambia di colore in base alla situazione, con la voce narrante di Lo Monaco si succedono battaglie, stragi, ricordi con voci e corpi degli attori stravolti o innaturali ed il pubblico assiste, soffre, davanti al percorso di sofferenza del protagonista, coinvolto in una guerra non voluta e conseguenza del suo rifiuto di sposare la bella Elena e che trascina tutti in una grande follia, in una immane strage. Essenziali e d’effetto il disegno luci di Nevio Cavina ed i costumi di Cristina da Rold.

La regia, attenta, di Alessio Pizzech, ben rappresenta il lungo viaggio tra poesia, disperazione ed erotismo di un uomo che ama farsi chiamare Nessuno ed alla semplicità della narrazione si aggiunge un tocco di utopia con i vari personaggi che si confrontano con Ulisse e che sono spesso quasi fantasmi. Ed alla fine la concezione dello spettacolo dell’etica pacifista, del ripudio della guerra, cozza con una conclusione in cui il protagonista, tornato ad Itaca, da Penelope e dal figlio Menelao, per liberarli dagli arroganti principi, invece dell’arma della parola si avvale dell’arco, sottolineando con tristezza che “non si può essere felici dopo aver compiuto una strage”. Vibranti ed intense all’interno dello spettacolo le scene delle morti di Patroclo e di Achille.

Oltre all’apprezzata performance dei quattordici musicisti dell’Orchestra di ottoni Sax in progress, applauditi, anche Maria Rosa Carli, Turi Moricca e Carlo Calderone, che si alternano, con efficacia, in più ruoli. Indubbiamente alla fine gli applausi vanno soprattutto all’Ulisse Sebastiano Lo Monaco che, come di tradizione, si sofferma a riflettere sul lavoro con gli spettatori, ringraziandoli personalmente di aver gradito la pièce ed invogliandoli a venire a teatro.

di Maurizio Sesto Giordano 677 Articles
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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