Anche a Catania famiglie sfrattate, liste d’attesa infinite per alloggi popolari

Un momento dell'incontro

Diecimila famiglie ogni anno in Sicilia sono sfrattate o sono in attesa dello sfratto, un migliaio delle quali sono di Catania; trentamila famiglie siciliane sono in lista da anni per l’assegnazione di una casa popolare. Seimila tra queste vivono nel capoluogo etneo. L’intera Sicilia assiste all’abbandono di interi quartieri di edilizia residenziale pubblica. La crescente povertà e la continua emorragia di posti di lavoro hanno aggravato la condizione economica sociale e abitativa di molti cittadini, lavoratori e pensionati, donne e uomini , mentre i flussi migratori e i cambiamenti demografici hanno creato nuovi bisogni abitativi.
Per questo anche i sindacati degli inquilini catanesi Sunia, Sicet e Uniat, parteciperanno alla manifestazione di venerdì 29 gennaio, alle ore 10, in piazza Indipendenza a Palermo con presidio alla Presidenza della Regione.

A spiegarne le ragioni e ad illustrare il quadro del disagio a Catania, nel corso di un’assemblea tenutasi nella sala “Russo” di via Crociferi 40, stamattina sono stati Giusi Milazzo, segretaria regionale e provinciale del Sunia, Carlo D’Alessandro, segretario Sicet Catania, Sabina Marino, responsabile Uniat provinciale, Dario Gulisano del Sunia provinciale, Rosaria Leonardi della Cgil e Salvo Bonaventura segretario confederale Uil.

Sul fronte emergenza abitativa, Catania è stata e resta ancora, una città difficile come sottolineano i tre segretari Milazzo, D’Alessandro e Marino: “Anche se l’interlocuzione con il Comune è stata avviata da mesi, così come la vertenza con lo Iacp, i risultati ottenuti sino ad oggi non sono soddisfacenti. Attendiamo con ansia che venga definito il progetto del Pon Metro al quale abbiamo lavorato tanto; abbiamo fatto in modo che il Comune entrasse nella proprietà dei 144 alloggi delle due torri di Librino, che erano dello Iacp, altrimenti non si sarebbero potuto finanziare. E l’amministrazione comunale potrebbe recuperarne ancora molti altri. Il problema è che manca un censimento del Comune e questo rappresenta un rischio per il completamento della procedura. Non a caso abbiamo chiesto nuovi incontri con le istituzioni. Non possiamo sprecare 170 milioni di euro, una parte dei quali serviranno anche alla creazione di un’ Agenzia per le locazioni, un vero e proprio luogo di mediazione tra proprietari e inquilini in stato di disagio. Siamo inoltre critici nei confronti del governo regionale – con il quale i sindacati degli inquilini non hanno ancora avuto un incontro- e purtroppo, sembra che non ci sia una reale volontà politica di proseguire il percorso. L’edilizia pubblica in Sicilia, e in città grandi e complesse come Catania non può essere abbandonata a se stessa”.

Anche da Catania, dunque Sunia, Sicet e Uniat, “denunciano l’incapacità e il disinteresse del Governo regionale e l’assenza nell’Agenda politica di un piano strategico sul diritto all’abitare dignitoso – si legge nel documento sindacale a sostegno della manifestazione del 29- . La mancanza nella Finanziaria regionale di risorse destinate all’emergenza e al disagio abitativo e l’assenza di qualsiasi progetto per aumentare l’offerta di alloggi pubblici e a canone sostenibile. Le richieste ufficiali che saranno ribadite il 29 gennaio saranno la realizzazione di un progetto di nuova edilizia popolare moderna ed efficiente, da avviare in tutta l’Isola utilizzando anche i circa 200 milioni di euro dei fondi Ex Gescal, riqualificando l’ampio patrimonio di immobili di proprietà degli enti pubblici e destinando a fini abitativi tutti i beni confiscati alla mafia. I sindacati chiedono un programma di interventi per la riqualificazione e la rigenerazione dei quartieri e degli immobili di edilizia residenziale pubblica esistente utilizzando anche i fondi comunitari, l’apertura di un confronto con le parti sociali anche per cambiare l’attuale inefficiente sistema di gestione del patrimonio abitativo pubblico, contrastando incuria mal governo e sprechi, una legge quadro sul diritto all’abitare ed una programmazione coordinata degli interventi e dei finanziamenti finalizzati, il finanziamento aggiuntivo e adeguato ad un efficace contrasto degli sfratti per morosità incolpevole e per il sostegno all’affitto per le famiglie più fragili. Invitato dalle tre sigle sindacali, l’assessore comunale ai Servizi sociali Angelo Villari è intervenuto in assemblea assicurando massima disponibilità e l’organizzazione in tempi brevi di un confronto sui fondi Pon Metro tra sindacati degli inquilini e Cgil, Cisl e Uil”.

di Michele Minnicino 20314 articoli
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

Diventa il primo a commentare

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*