Presentato ieri, al Coro di Notte dei Benedettini di Catania, “Dentro le storie: Medicina Narrativa e cura di sé”.

Nella foto la conferenza con Saverino, Catalano e Travagliante

Un appuntamento importante, inserito all’interno delle manifestazioni legate ai festeggiamenti agatini, per riflettere e dare speranza. “Dentro le storie: Medicina Narrativa e cura si sé” si trasforma così in un percorso di comunicazioni e confronto con il prossimo. Un evento tenutosi ieri mattina, presso il Coro di Notte del Monastero dei Benedetti a Catania, dove la medicina narrativa mette in mostra l’esperienza di tanti malati attraverso un testo strutturato. In prima linea Ersilia Saverino, nella doppia veste di artista e consigliera comunale di Catania, che ha avuto il compito-privilegio di leggere alcuni passi tratti dal saggio “Vite dopo la tempesta”.

“ L’arte che diventa veicolo per lanciare un messaggio positivo alla gente- dice Saverino- molte sono riuscite a vincere questo dramma grazie alla collaborazione di tante associazioni che sostengono e aiutano persone colpite da un male che, oltre il corpo, può distruggere lo spirito. Tenere per mano queste donne è fondamentale per poi guidarle verso un percorso che aiuta a farle riscoprire la vita. Inserire questo evento all’interno dei festeggiamenti agatini è basilare se guardiamo al terribile dolore che ha dovuto sopportare la Patrona di Catania”.

Un momento di riflessione verso la condivisione di un male che può essere sconfitto solo con la collaborazione di tutti. Una crescita rimarcata dalla onlus ANDOS (Associazione nazionale donne operate al seno). Nel corso dell’appuntamento, moderato dalla giornalista Valeria Maglia, a prendere la parola è stata la dottoressa Francesca Catalano (direttore dell’Unità di Senologia dell’ospedale Cannizzaro) e la professoressa dell’Università di Catania Pina Travagliante, entrambe autrici del saggio “Vite dopo la tempesta”.

Nella foto Catalano, Saverino e Travagliante
Nella foto Catalano, Saverino e Travagliante

La lettura dei brani è stata accompagnata dalla musica del flauto di Giorgia Spampinato e della chitarra di Raffaele Costanzo, giovani musicisti catanesi entrambi anche musicoterapisti. La scrittura autobiografica quindi rappresenta il primo passo di un prendersi cura di sé. Scrivere la propria storia rappresenta un lungo viaggio attraverso la propria vita, i propri sogni, la grammatica delle proprie relazioni, l’umorismo, la cura di sé , la fiducia, la paura, la rabbia (dietro la qual c’è sempre la paura), il silenzio e perfino il respiro. Un’avventura interiore che passa dalla creazione della propria autobiografia perché la scrittura autobiografica aiuta a organizzare e capire, per poi superarli, i propri disagi.

di Michele Minnicino 20312 Articles
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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