Sul palco del “Canovaccio” di Catania l’intrigante demone della perversione

Nella foto di Gianluigi Primaverile, Santo Santonocito, Neculai Cattaneo e Raffaella Esposito

Eliana Silvia Esposito, frizzante attrice, regista ed autrice catanese, dopo il convincente ed apprezzato esperimento dello scorso anno, con la messa in scena di “Un pò di Poe”, dove traeva libera ispirazione dai racconti di Edgar Allan Poe, si è ripetuta anche nell’attuale stagione di prosa 2015-2016, proponendo, ancora sulle intriganti tavole del Teatro del Canovaccio di Catania, in via Gulli 12, l’atto unico “Un altro Poe” tratto dai racconti del terrore dello scrittore di Boston “Il Gatto nero”, “Il cuore rivelatore” e “Il demone della perversione”.

Con la regia della stessa Eliana Silvia Esposito e su un impianto scenografico asciutto, curato da AlValenti, in cui gli elementi scenici – a seconda della situazione – si compongono e si scompongono, ne viene fuori una proposta singolare, in cui la drammaticità dei temi affrontati, sempre sul filo del terrore e della follia, come voluto da Poe, spesso si fonde con l’ironia, con la leggerezza e la pièce, nei suoi 90 minuti circa di durata, offre spazio al brivido, ad un affascinante tango ed alle tante sfumature del male, del demone della perversione sempre in agguato nella vita di ognuno di noi e che “ci induce – come scrive lo stesso Allan Poe- a commettere azioni spregevoli solo in quanto sentiamo che non dovremmo commetterle”.

Nella foto ancora Cattaneo, Esposito e Santonociro in scena
Ancora Cattaneo, Esposito e Santonocito in scena (Ph. Gianluigi Primaverile)

Uno spettacolo intrigante, diverso e che, tra buio in sala, sussurri ed azioni perverse e di cattiveria, coinvolge anche sotto il punto di vista sonoro e sensitivo e tutto questo è merito della regia attenta e dell’impianto drammaturgico ben assemblato da Eliana Silvia Esposito, oltre che di un cast affiatato e di notevoli potenzialità formato dall’ottimo Santo Santonocito (convincente con le sue espressioni stravolte, ora uomo tranquillo ora psicopatico), dalla sensuale ed irruenta Raffaella Esposito e dal sorprendente Neculai Cattaneo, nei panni anche di un ambiguo gatto nero.

L’inizio dello spettacolo vede una affascinante, quanto inquietante, ragazza parlare dell’impulso primitivo, dell’irresistibile spinta che conduce spesso gli uomini fino “all’orlo dell’abisso”, per il demone della perversione e che porta a compiere il male senza alcun ragionevole motivo. C’è poi il racconto in cui è protagonista una coppia ed un misterioso gatto nero, c’è poi il delitto di un giovane ben accolto da due anziani e che porta alla sua confessione a due poliziotti per un “cuore che batte”. Infine lo spettacolo propone al pubblico un candidato alla presidenza del proprio paese che, ossessionato dalla sua coscienza, in un comizio pubblico confessa di avere ucciso un suo rivale.

Raffaella Esposito e Santo Santonocito (Ph. Gianluigi Primaverile)
Raffaella Esposito e Santo Santonocito (Ph. Gianluigi Primaverile)

Spettacolo, ripetiamo, coinvolgente, aderente alla follia, al comportamento “sull’orlo dell’abisso” della società odierna, che sembra ormai guidata – come spiegava nei suoi racconti Edgar Alla Poe – proprio dal demone del male e della perversione.  Allo spettacolo, prodotto da Teatro del Canovaccio di Catania, hanno collaborato anche Carmela Buffa Calleo (acting coach), Simone Raimondo, Gabriele Pizzuto, Antonio Bracciolani e per il tango Luna Palacios e Davide Samaniego.

di Maurizio Sesto Giordano 677 Articles
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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