Al Teatro Musco “U Principuzzu Nicu”, Giovanni Calcagno riscrive in versi il capolavoro di Saint-Exupèry

La lingua siciliana e quella italiana si fondono nella drammaturgia e nelle rime di “U Principuzzu Nicu”, la riscrittura in versi che Giovanni Calcagno ha liberamente tratto dal capolavoro di Antoine de Saint-Exupèry. Dal libro (e audiolibro) alla messinscena il passo è stato breve. Lo stesso Calcagno cura la regia ed è interprete dell’inedito allestimento prodotto da La Casa dei Santi: ad ospitare la prima nazionale sarà il Teatro Stabile di Catania che ha inserito lo spettacolo nell’ambito del cartellone impaginato dal direttore Giuseppe Dipasquale. L’appuntamento è per il 25 marzo alla sala Musco, con repliche il 26 e 27. Previste anche recite mattutine per le scuole (22 e 30 marzo).

Noto al pubblico teatrale e televisivo per le sue intense prove d’attore, Giovanni Calcagno agisce in scena con Luca Mauceri, autore pure delle musiche, e Salvatore Ragusa, che ha concepito le scene insieme ad Ignazio Vitali; le luci sono di Salvo Pappalardo, foto e progetto grafico di Alessandra Pescetta.

“Quando si legge Il Piccolo Principe – sottolinea Calcagno – ci si chiede spesso se sia una favola scritta per gli adulti o per i ragazzini. Tale ambiguità rende il racconto misterioso e inafferrabile: in questo senso, i viaggi dell’aviatore e del piccolo principe non sono solo spostamenti geografici o interstellari, ma anche avventure ed esplorazioni nei mondi interiori dell’uomo. Proprio per questo il libro di Saint-Exupèry porta con sé un insegnamento speciale.Tutto ciò ci è stato trasmesso dall’autore attraverso una storia che è semplice come i racconti dei nostri nonni. Questa semplicità è uno degli aspetti del testo originale che ho voluto maggiormente salvaguardare. E così ho riscritto in siciliano e in italiano, in endecasillabi e settenari, ogni capitolo di questa grande opera. Ne è venuto fuori, come si è anticipato, un testo teatrale che Calcagno recita insieme a Luca Mauceri e Salvatore Ragusa, che in locandina sono indicati rispettivamente anche come compositore e scenografo”.

È una compagnia – evidenzia l’autore, regista e interprete – che fonda la sua forza nella artigianalità, e nella capacità di ognuno occuparsi di vari aspetti dello spettacolo. È un modo di fare teatro che mi è molto caro. Vorrei inoltre ringraziare il Teatro Stabile di Torino, Latitudini, Silvio Parito, Salvo Caldarella, G.E.Bonanno, Giovanni Valle”.

Nella foto Giovanni Calcagno
Nella foto Giovanni Calcagno

Lo spettacolo vive di atmosfere ed emozioni create con essenzialità e rigore. L’unico elemento scenografico è l’aereo incidentato dell’aviatore perduto nel deserto.

“È un aereo– descrive Calcagno – composto da pezzi che mi ricordano le costruzioni di legno che trovavo dai miei nonni. Un aereo “a pezzi”, che diventa un mondo capace di rievocare i tanti mondi del viaggio del piccolo principe. È al contempo un oggetto-metafora di un percorso interiore, perché alla fine sarà “riparato” dal lavoro che i due protagonisti avranno compiuto nel corso di questo incontro. Entrambi saranno così pronti a ripartire, seppure per destinazioni diverse”.

Il testo di Calcagno, accompagnato dalle illustrazioni fotografiche di Alessandra Pescetta, è disponibile da marzo nelle librerie, sia in forma cartacea (Bonanno editore, “Il Piccolo Principe in versi”), che di audiolibro (musiche di Luca Mauceri, Giovanni Valle Edizioni Musicali, EMA records).

Le pubblicazioni e la messinscena saranno presentate alle Librerie Cavallotto il 24 marzo alle ore 17.30 nella sede di Corso Sicilia.

di Michele Minnicino 20312 Articles
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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