La magia e la saggezza del “Principuzzu nicu” in scena al “Musco”di Catania

Nella foto Giovanni Calcagno

E’ andato in scena, in prima nazionale, produzione La Casa dei Santi, alla Sala Musco di Catania, nell’ambito della programmazione del Teatro Stabile etneo, “U principuzzu nicu” di Giovanni Calcagno, libero adattamento in versi siciliani de “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry.

L’autore Giovanni Calcagno ha riscritto in siciliano e in italiano, in endecasillabi e settenari, ogni capitolo della grande favola per grandi e piccini di Antoine de Saint-Exupèry, costruendo una pièce piacevole ed accattivante. In circa 70 minuti lo spettacolo, con la sua storia tra il reale ed il surreale,  vede protagonisti un aviatore caduto per una avaria con il suo aereo nel deserto del Sahara ed un ragazzino solo, un misterioso bambino proveniente dall’asteroide B612, alle prese con mille domande e che alla fine tra strani viaggi ed incontri con ambigui personaggi (azzeccata panoramica della strana specie umana), trasmette un messaggio di amicizia e d’amore. Il piccolo Principe, venuto per cercare gli uomini, narra la fantastica storia del suo piccolo asteroide e della sua rosa che ha solo quattro spine per proteggersi dal mondo e commuove il pilota, con i suoi dubbi, le sue domande, convincendolo a guardare il mondo “non solo con gli occhi, ma soprattutto con il cuore”.

Nella foto di Tiziana Musmeci una scena dello spettacolo
Nella foto di Tiziana Musmeci una scena dello spettacolo

La pièce, che rivolge un preciso messaggio di amore “a tutti i grandi che sono stati bambini, ma non se lo ricordano più”, si avvale della lineare regia dello stesso autore, Giovanni Calcagno, delle colorate scene di Salvatore Ragusa e Ignazio Vitali, delle musiche di Luca Mauceri e delle luci di Salvo Pappalardo. Convincono in scena i tre protagonisti: Giovanni Calcagno è l’aviatore, Luca Mauceri il Piccolo Principe mentre, negli altri ruoli, si disimpegna Salvatore Ragusa.

Suggestivo l’impianto scenografico che fa penetrare il pubblico nella magia della storia, soprattutto quell’aereo (oggetto-metafora di un percorso interiore e dell’incontro dei due) che, alla fine, viene riparato e montato, pezzo per pezzo e che ricorda le costruzioni di legno di un tempo, con l’elica che gira e con l’aviatore che riprende il suo viaggio, lasciando il deserto e con malinconia il suo “Principuzzu nicu”.

Applausi convinti alla fine da parte del pubblico per una pièce che, sia pur in dialetto siciliano, mantiene tutto il fascino e la magia dell’originale, di quella straordinaria favola e romanzo culto di Antoine de Saint-Exupéry. Per lo spettatore, quindi, una incursione nel magico scrigno delle favole, dove tutto è possibile e dove la vita viene restituita ai suoi veri valori, all’amicizia, all’amore, alla fratellanza

Il testo “U principuzzu nicu” di Giovanni Calcagno, accompagnato dalle illustrazioni fotografiche di Alessandra Pescetta, è disponibile nelle librerie sia in forma cartacea (Bonanno editore, Il piccolo principe in versi ), che in quella di audiolibro (musiche di Luca Mauceri, Giovanni Valle Edizioni Musicali, EMA records).

di Maurizio Sesto Giordano 688 articoli
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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