“Patto per Catania”, la Filca etnea chiede un Piano Marshall per le costruzioni

da sin. Rosario Di Mauro, Totò Scelfo, Nunzio Turrisi, Santino Barbera, Rosario Pappalardo, Rosario Portale

A Catania le opere pubbliche non si sbloccano: serve un vero “Piano Marshall” per le costruzioni, con investimenti, lavoro di qualità, ammodernamento. E per dare concretezza al Masterplan occorre un progetto di rilancio delle vocazioni economiche e delle filiere industriali di tutto il Mezzogiorno.

Alla vigilia della firma del Patto per Catania, con la presenza nel capoluogo etneo del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, la Filca Cisl etnea rilancia, in occasione corso del consiglio generale svoltosi oggi: un “Piano Marshall” per le costruzioni, come un progetto di vasta ricostruzione di un settore distrutto dalla crisi degli ultimi otto anni, con la perdita di oltre 10mila posti di lavoro, più che dimezzata la massa salariale passata da 150 milioni a meno di 70 milioni di euro.

Alla presenza di Salvatore Scelfo, segretario nazionale Filca con delega alla Legalità e al Mezzogiorno, e di Santino Barbera, segretario generale Filca Cisl Sicilia, Nunzio Turrisi, segretario generale degli edili della Cisl etnea, ha ribadito la necessità di «superare l’approccio disorganico che ha finora caratterizzato i programmi di sostegno al settore». «Catania e il suo territorio – spiega – risultano strategici nei piani di sviluppo infrastrutturale regionale. Ecco perché serve un grande progetto complessivo per quella che sarà la Città metropolitana: dalle infrastrutture per la mobilità all’università, dagli ospedali alle strutture per il turismo. Perché gli investimenti nelle opere pubbliche portano ad ammodernare il Paese, comportano contratti e lavoro di qualità per gli operai, e vera formazione dei lavoratori attraverso la possibilità di trasferire buona professionalità».

Per Scelfo, “serve una svolta per favorire gli investimenti nel Mezzogiorno e il Masterplan per il Sud rappresenta un’opportunità straordinaria per migliorare la qualità sociale e l’attrattività dei territori meridionali nei confronti degli investimenti esteri e privati». «Ma per fare in modo che il Masterplan si trasformi in una concreta opportunità – sottolinea – è necessario un progetto unitario di sostegno e rilancio delle vocazioni economiche e delle filiere industriali presenti al Sud”.

Concretezza invocata anche da Barbera, “finora si sono fatte solo chiacchiere e promesse: Masterplan e Patti per le Aree metropolitane sono solo sulla carta e nemmeno lo “Sblocca Italia” ha prodotto qualcosa per la Sicilia. Siamo tagliati fuori dagli investimenti”.

Intanto a Catania, la massa salariale nei primi due mesi dell’anno ha registrato un aumento del 5 per cento rispetto all’anno prima. «L’emorragia pare essersi fermata – spiega Turrisi – ma il lieve recupero è ciò che rimane legato alle piccole attività private: facciate, tetti, ritocchi. Il danno fatto e ciò che si è perso è ancora lontano dal potersi recuperare e sono molti gli operai che con le loro famiglie stanno soffrendo il fermo dei grandi cantieri, nonostante ci siano miliardi in appalti ancora da spendere e cantieri da avviare. Invece, sulla lunga la lista di opere, tra le incomplete e da far partire, sembra essere calato il silenzio».

L’elenco è lungo, a cominciare dalle opere contro il dissesto idrogeologico o per riqualificare i centri storici, per non parlare delle eterne incompiute, come Corso dei Martiri, la Catania-Ragusa, l’interramento della Stazione centrale, il Palazzo delle Poste da convertire in Cittadella giudiziaria, depuratori e collettori fognari, la “Libertinia”, l’ospedale San Marco, la zona industriale, il secondo stralcio dell’Interporto, la seconda pista dell’aeroporto. E poi, solo nel settore ferroviario, il raddoppio Giampilieri-Fiumefreddo, la tratta Ognina-Stazione Centrale; la Bicocca-Motta Sant’Anastasia. «Non se ne sa più niente – commenta Turrisi – e neanche del tavolo avviato in Prefettura si sa più qualcosa. L’unica nota positiva viene dalla Metropolitana, con la Ferrovia Circumetnea unico ente appaltatore che ha risorse e manda avanti i cantieri, sebbene anche lì i tempi si stiano allungando».

Per Turrisi, poi, a Catania c’è anche una questione legalità. «Le inchieste in corso – afferma – dimostrano che c’è bisogno che le forze sane emergano e si rimettano in moto come un tempo».

«La legalità nel settore edilizio è una scelta importante – chiosa Scelfo – perché le infiltrazioni della criminalità sono assai diffuse e dannose per l’economia ma anche per la collettività. È necessario vigilare con sempre maggiore accortezza e intervenire per reprimere situazioni di illegalità».

«Ora il “malato Catania” va risanato – conclude Turrisi – perché Catania è determinante per l’intera Sicilia, non solo con la Città metropolitana, ma anche con il Distretto Sud-Est. Finite le analisi, dobbiamo passare all’azione»

 

di Michele Minnicino 20312 Articles
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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