Jobs Act, Cisl, strumenti per governare i cambiamenti della normativa, dalla detassazione del premio di produttività agli altri decreti attuativi della legge 183/2014

Nella foto, da sinistra Tessitore, Ponzo, Attanasio

Detassazione del salario di produttività dal 27 al 10 percento e gli altri decreti legislativi che hanno dato attuazione alla legge delega 183/2014, il cosiddetto Jobs act. Sono stati i temi affrontati dal corso di formazione per rappresentanti sindacali della Cisl di Catania che si è tenuto oggi nella sede della Fisascat Cisl etnea.

A trattare gli argomenti è stato Giorgio Tessitore, della segreteria regionale Cisl. Sono intervenuti Mimmo Milazzo, segretario generale Cisl Sicilia, Rita Ponzo, segretaria generale Fisascat Cisl Catania, e Maurizio Attanasio del Dipartimento organizzativo Cisl Catania. “Riteniamo necessario – ha spiegato Milazzo – fornire ai nostri rappresentanti sindacali e aziendali strumenti utili per affrontare al meglio i cambiamenti strutturali intervenuti nella normativa e nel mercato del lavoro, e governarli in direzione del rafforzamento delle tutele e dei diritti dei lavoratori, specialmente nella contrattazione di secondo livello”.

Quaranta i partecipanti provenienti da tutti i settori del privato: dall’edilizia al terziario, dalla chimica alla sanità, dai trasporti all’industria. “Con le norme denominate Jobs Act e gli otto decreti attuativi – ha esordito Tessitore – si aprono ampi spazi contrattuali in quanto è stata modificata gran parte del diritto del lavoro vigente in Italia e si chiamano in causa le parti sociali, dal livello nazionale a quello locale aziendale. Qui la normativa viene adattata in base alle esigenze che, caso per caso, si presentano”.

Novità anche sul premio o salario di produttività.  “A completamento della normativa – ha sottolineato – siamo riusciti a ottenere un decreto che regola la materia della detassazione del salario di produttività, con parecchie innovazioni rispetto agli anni precedenti, che spingono le parti a sottoscrivere accordi realmente incentivanti per i lavoratori. Con tali accordi si concorre al miglior funzionamento delle imprese, e alla migliore produttività effettiva e, nello stesso tempo, i lavoratori possono beneficiare, previa contrattazione aziendale, di premi tassati solo al 10 per cento”.

L’importo massimo della retribuzione di produttività detassabile è di 2000 euro. Su tali premi, al posto dell’aliquota marginale ordinaria, che è del 27% o del 38%, verrà applicata una tassazione del 10%. Ma l’importo può aumentare in alcuni casi. “Se il premio è goduto poi in forma di servizi, o di welfare aziendale – ha precisato Tessitore – è totalmente detassato. In caso di accordi aziendali, che prevedono forme di partecipazione paritarie ad alcune decisioni fra impresa e lavoratore, il premio può anche superare la quota prevista di 2000 euro e arrivare a 2500 euro di beneficio annuo. Si tratta quindi i di un decreto importante per stimolare una contrattazione aziendale utile ai lavoratori e anche al sistema d’impresa, per innalzare l’indice di produttività dell’impresa singola e favorendo il recupero della competitività dell’intero sistema economico nazionale”.

di Michele Minnicino 20314 articoli
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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