“Il ruolo dell’alimentazione e dell’ambiente dal Concepimento all’età pediatrica” concluso a Catania il Corso ECM patrocinato da A.D.A.S. Onlus e Comune

Si è tenuto A Catania, lo scorso 2 luglio, al Palazzo della Cultura il Corso ECM sul tema “Il ruolo dell’alimentazione e dell’ambiente, dal concepimento all’età pediatrica”, patrocinato da A.D.A.S. Onlus e dal Comune di Catania. Corso riservato a medici, infermieri, psicologi e biologi.

Una completa ed interessante carrellata sulle conseguenze di una alimentazione scorretta e su tutti le fonti di rischio presenti nell’ambiente che possono arrecare danno alla salute dal momento del concepimento fino all’età pediatrica: danni da esposizione ad agenti chimici, a microbi e a muffe, ma anche danno da violenze e abusi provenienti dall’ambiente familiare, scolastico e sociale.

Epigenetica, danno cellulare, danno al DNA, infertilità, Sindrome della Sensibilità Chimica Multipla, malformazioni neonatali, malattie su base infiammatoria, obesità e diabete, genesi dei tumori, nutrigenomica e nutraceutica sono solo alcuni degli argomenti affrontati in circa 8 ore di intensi lavori in cui circa cento professionisti hanno ascoltato con grande attenzione apprezzando l’iniziativa di organizzare un Corso su temi tanto importanti che meritano molta più attenzione di quella che fino ad oggi vi è stata riservata.

Dopo l’apertura dei lavori di Marisa Falcone, presidente di A.D.A.S. onlus, che ha invitato a riflettere su come ambiente e salute siano strettamente correlati é intervenuta la Prof.ssa Margherita Ferrante, che ha parlato di come lo sviluppo tecnologico pur apportando benefici e progressi importanti ha generato l’immissione nell’ambiente, e di conseguenza nella catena alimentare, di sostanze xenobiotiche non compatibili con i processi biologici, sostanze queste che arrivano quotidianamente sulle nostre tavole. I bambini sono maggiormente esposti poiché in relazione alle caratteristiche staturo-ponderali assumono più sostanze tossiche degli adulti. Ha dedicato particolare attenzione alla questione dei pesticidi, per i quali l’Europa spende 120 milioni di euro all’anno. Ha affermato che il 70% delle patologie si prevengono con la eliminazione dei fattori di rischio ambientale. Ha concluso con un monito: “Ogni malattia che incontrerete nella vostra vita, dipende sempre dalla vostra alimentazione e dall’ambiente che vi circonda”.

A seguire il Prof. Guglielmo Trovato ha parlato della necessità di migliorare l’informazione su questi temi importantissimi perchè ognuno di noi dovrebbe avere consapevolezza di quali sia l’impatto delle proprie scelte quotidiane su ambiente e salute. Ha quindi esaltato e giustamente i benefici della dieta mediterranea di cui è grande sostenitore, oggi patrimonio dell’umanità, un programma alimentare che aiuta l’organismo a rimanere in salute. Ha parlato dell’importanza di utilizzare farine non raffinate perchè più nutrienti ed ha denunciato l’operazione commerciale che sta dietro il cosiddetto kamut, che non è il nome di un cereale come ad esempio, l’avena, il farro, ma è un marchio commerciale che la società Kamut International Ltd ha posto su una varietà di grano.

“L’uomo acquisisce le sue abitudini alimentari nei primi anni di vita, é quindi fondamentale abituare i bambini fin dallo svezzamento ad abitudini alimentari sane” ha affermato la Prof.ssa Maria Fiore, per questa ragione il ruolo dei genitori é fondamentale, nell’alimentazione c’è la radice di malattie che possono manifestarsi in età adulta. Anche questa relatrice ha parlato di interferenti endocrini, sostanze chimiche presenti nell’ambiente capaci di sconvolgere gli equilibri ormonali e danneggiare le ghiandole. Ha parlato degli additivi alimentari evidenziando come una dose minima giornaliera che da sola potrebbe non essere un rischio, va sommata con il quantitativo di altre sostanze tossiche che un individuo assorbe quotidianamente. Si è soffermata poi infine su due campanelli d’allarme del mondo giovanile e non solo: l’abuso di alcool e il fumo.

La Dott.ssa Valeria Nicotra, Allieva della Prof.ssa Teresa Mattina, ha spiegato della interrelazione tra DNA e Ambiente e come il DNA venga modificato dall’Ambiente con conseguenti “traumi” e innesco di processi infiammatori. “L’ambiente é ammalato, di conseguenza il corpo si ammala”; l’esposizione a fattori ambientali di rischio crea un danno alle membrane delle cellule fino a penetrare nel cuore di esse danneggiando il DNA: le conseguenze vanno dall’invecchiamento precoce alle malattie oncologiche. In riferimento alle abitudine quotidiane che rischiano di essere nocive ha fatto riferimento all’uso smodato di cosmetici quali le creme di bellezza, di detergenti quali bagnoschiuma e shampoo, ma anche di prodotti per la pulizia della casa quali detersivi e ammorbidenti, candeggianti e sbiancanti, disinfettanti e lucidanti. Ha quindi messo in guardia dalle insidie che il nostro corpo subisce ogni giorno che lo costringono a fare lo sforzo costante di adattarsi all’ambiente inquinato.

A seguire l’interessante intervento del Dott. Enrico Parano, il quale, ha introdotto l’uditorio al tema delle influenze dell’ambiente familiare, scolastico e sociale sui bambini e sulla loro fragile sfera emotiva. Ha affrontato il tema degli abusi sessuali e dei maltrattamenti, che costituiscono entrambi una vera emergenza sociale: un tragico fenomeno sottostimato e in aumento nei Paesi più industrializzati; sconvolgente il dato che ogni 5 minuti muore nel mondo una piccola vittima.  Nei primi di anni di vita l’atteggiamento dei genitori é fondamentale per la crescita dei bambini; situazioni di angoscia, terrore, paura creati dai genitori sono causa di modifiche del DNA, non solo di ferite, lividi e fratture; si è soffermato quindi sull’importanza fondamentale degli stati emotivi e degli affetti durante la crescita.  Citando la teoria di Darwin per smentirla, ha affermato che le modifiche del DNA non sono affatto casuali, ma ci sono sempre delle cause specifiche. Il coinvolgimento delle neuroscienze in tema di abusi contro i minorenni e l’attività pediatrica hanno condotto alla nascita di un progetto pilota, presso l’istituto di scienze neurologiche (ISN) del CNR di Catania, che ha ottenendo il patrocinio delle principali Società Scientifiche Pediatriche.

La Professoressa Giovanna Oliveri Conti ha incentrato la propria relazione sugli effetti delle sostanze chimiche sulla salute, sostanze con cui i bambini entrano in contatto ogni giorno: a casa, a scuola, negli ambienti pubblici. Si è soffermata sulle conseguenze della esposizione alla formaldeide che spesso è presente in maniera massiccia negli ambienti confinati perchè esalata dai tessuti degli arredi, dai mobili da materiale edile e quindi del carico tossico dell’aria interna che somma alle esalazioni di pitture e arredi le esalazioni detersivi e deodoranti sintetici. La mancanza in Italia di una normativa adeguata che regoli il controllo dell’aria nelle aule scolastiche e negli ambienti pubblici rende estremamente difficile la valutazione della qualità. Ha posto l’accento sull’inquinamento acustico e sull’inquinamento elettromagnetico che si sommano all’inquinamento chimico che arriva anche dagli indumenti per i coloranti e i tessuti stessi adoperati per il loro confezionamento. La stessa casa in cui vivono i bambini non è un luogo protetto, anche i giocattoli sono una fonte di inquinamento continuo e spesso anche i biberon e le stoviglie infrangibili utilizzati per le prime pappe. Gli xenobiotici presenti nell’ambiente sono interferenti endocrini che vengono assorbite dalle ghiandole endocrine perchè scambiate per ormoni con conseguente inevitabile danno. Infine ha trattato della sindrome dell’edificio malato: il malessere quotidiano causato dal ritrovarsi in ambienti saturi di sostanze nocive per l’organismo esalate da pareti e arredi con conseguente stress da sovraccarico di sostanze tossiche.

Il Dott. Emanuele Bruno Farruggia ha affrontato lo spinoso tema della Sensibilità Chimica Multipla MCS che “entra a gamba tesa nella vita di chi ne è colpito”.  L’organismo del soggetto colpito va in TILT e comincia a non tollerare più l’ambiente circostante con il conseguente sconvolgimento della vita personale e familiare. Nessuno di noi può dire di non essere a rischio perchè, all’improvviso, la MCS può insorgere prepotentemente. Non esistono categorie sociali e lavorative più esposte o esenti dal rischio Nonostante la sindrome sia sta riconosciuta negli anni ’50, non si è andati avanti con la ricerca scientifica per cui sono ancora tante le ombre su cause e cure. Le donne sono quelle più colpite: il 90% delle diagnosi di MCS è fatto su pazienti donne, in età compresa tra i 25-50 anni. Si tratta di una sindrome di natura infiammatoria che man mano colpisce tutti gli organi ed apparati, con sintomi che nel corso del tempo tendono a cronicizzare. Difficile è la diagnosi perchè i pazienti presentano sintomatologie diverse in quanto nella fase iniziale possono essere colpiti organi diversi. Non esistono cure definitive, per questo occorre fare prevenzione, cambiare stile di vita ai primi sintomi ed aiutarsi con terapie di supporto che nella fase iniziale della MCS possono essere d’aiuto quali: biorisonanza, integratori, antiossidanti, disintossicanti. Il Dott. Farruggia ha quindi messo in evidenza la necessità di avviare al più presto studi e raccolte dati ufficiali per individuare percorsi diagnostici condivisi da diffondere tra i medici e negli ospedali per una immediata diagnosi e per individuare i pazienti a rischio. Necessari sono inoltre protocolli di accoglienza e gestione del paziente in regime di ricovero.  L’ambiente di vita e di lavoro giocano un ruolo fondamentale.

Il Dott. Antonio Milici ha parlato di epigenetica e cibo per evidenziare come il dna sia fortemente influenzato dagli alimenti che introduciamo. Ha evidenziato il legame tra alimenti in grado di indurre infiammazione o aggravarla e insorgenza di patologie endocrine e psichiatriche; ha sottolineato la connessione tra psiche, sistema nervoso e sistema endocrino. Ha poi messo a fuoco l’importanza del dosaggio dell’omocisteina ed il ruolo che essa svolge sul nostro corpo. Nell’ambito della psichiatria, ha detto Milici che è psichiatra, tante patologie psichiatriche sono di natura infiammatoria e legate ad alterazioni endocrine. Ha parlato della depressione e di altre patologie definite psichiatriche e della loro base infiammatoria, risolvibili con un cambiamento di stili di vita e quindi dell’alimentazione perchè gli psicofarmaci non sono sempre necessari, anzi possono essere evitati. Ha concluso che il futuro della psichiatri sta nella corretta alimentazione.

Il Prof. Bruno Giammusso, ha parlato invece di fertilità maschile sottolineando come il liquido seminale sia un sensibilissimo rivelatore della qualità dell’ambiente. Negli ultimi tempi si è assistito ad un forte declino della fertilità maschile, ha spiegato Giammusso, perchè gli spermatozoi vengono danneggiati dai fattori ambientali. Ma il danno alla futura capacità riproduttiva può già verificarsi nel ventre materno: se la madre si espone a sostanze inquinanti i testicoli subiscono malformazioni che ne condizionano il funzionamento in età adulta. Conoscere le fonti ambientali di rischio e il loro effetto dannoso è la prima mossa per poi eliminarli dall’ambiente e individuare i possibili rimedi; gli antiossidanti in uno alla modifica dello stile di vita spesso si sono rivelati un aiuto al recupero della fertilità.

Il Dott. Antonio Mangiacasale ha trattato il legame tra obesità e infertilitá evidenziando come spesso le coppie risolvano il problema semplicemente quando la donna cambia stile di vita, comincia a mangiare meglio, dimagrisce ed inizia a fare attività fisica regolare.

Il Dott. Toni Palermo ha invitato i pediatri presenti a sensibilizzare i genitori a curare l’alimentazione nel primo anno di vita dei bambini. “Noi pediatri abbiamo la responsabilità della salute futura dei nostri piccoli pazienti” ha detto soffermandosi sull’importanza del latte materno per i primi sei mesi di vita e su uno svezzamento graduale che abitui i piccoli ai gusti dei cibi senza l’aggiunta di sale e zucchero. Fondamentale il ruolo di frutta e verdura nell’alimentazione dei bambini che devono essere educati al buon cibo e alla sana dieta fin dalla più tenera età. Cereali e legumi sono altri alimenti importanti, carni e formaggi vanno limitati a due volte a settimana, eccezionale l’uso di cibi dolci. La dieta ricca e variegata fatta di cibi freschi serve sia a garantire un equilibrato accrescimento del bambino ma anche ad abituarlo ad un corretto comportamento alimentare.

Chiusi i lavori resta la percezione di come il rapporto articolato tra salute, qualità della vita e ambiente costituisca un tema di crescente interesse sia per le scienze sociali sia per quelle ambientali e mediche. In particolare, la salute, ma anche la percezione della sicurezza e del rischio sanitario, l’organizzazione della città e dei contesti socio-ambientali più in generale, risultano in grado di condizionare tanto i bisogni emergenti, quanto gli stili di vita e le aspettative dell’individuo.

Lo stato di salute delle popolazioni, sia ricche che povere, del pianeta è fortemente influenzato dal livello e dalla qualità della nutrizione. Una dieta corretta è quindi un validissimo strumento di prevenzione per molte malattie e di gestione e trattamento in molte altre. Secondo l’Oms, ad esempio, sono quasi tre milioni le vite che si potrebbero salvare ogni anno nel mondo grazie a un consumo sufficiente di frutta e verdura fresca.

La proporzione dei tipi di alimenti e la qualità dei cibi che mangiamo sono alla base di uno sviluppo umano completo ed armonico, sia fisico che mentale. Dopo le corpose e qualificate relazioni ogni partecipante va via consapevole di quanto una dieta bilanciata agisca come strategia preventiva efficace per mantenersi in buona salute e per garantire buona salute anche alle generazioni future.

E per concludere allora ecco il grande messaggio della Prof.ssa Ferrante: ” l’ambiente salubre e il cibo buono e sano sono diritti umani fondamentali “

di Michele Minnicino 20313 Articles
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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