Personale della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza di Catania, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, hanno posto in stato di fermo di polizia giudiziaria 4 cittadini di varie nazionalità (2 senegalesi, 1 sudanese e 1 nigeriano) gravemente indiziati del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in relazione allo sbarco di 236 migranti, tutti partiti dalle coste egiziane e giunti presso il Porto di Catania nella mattinata di sabato 20 agosto a bordo della motonave “My Phoenix” dell’Ong “Moas”.
Seguendo un consolidato protocollo investigativo, realizzato d’intesa con la Procura Distrettuale, investigatori della Squadra Mobile e del G.I.C.O. della Guardia di Finanza hanno avviato, con la collaborazione della locale Sezione Operativa Navale delle Fiamme Gialle, già nella notte antecedente lo sbarco, a bordo della nave “My Phoenix” le attività di polizia giudiziaria necessarie per l’individuazione di eventuali scafisti. Le attività, poi proseguite a terra, hanno consentito di acquisire le prove necessarie all’adozione del provvedimento di fermo nei confronti di 4 cittadini sedicenti: Rahim Hamid (cl. 1981), Drame Mouhamed Lamine (cl.1998), Mansaly Banary (cl.1987), Omyemaeche Cristian (cl. 1996).
In particolare, il sudanese Rahim Hamid è stato riconosciuto quale conducente di un barchino di legno con a bordo una ventina di migranti soccorso dalla nave britannica “Enterprise” prima del trasbordo sulla motonave “My Phoenix”; i senegalesi Drame Mouhamed Lamine e Mansaly Banary sono stati identificati rispettivamente quali conducente e assistente alla navigazione con l’uso di una bussola relativamente a un gommone bianco di 10 metri con oltre 150 migranti a bordo recuperati dai mezzi navali di supporto del pattugliatore della Marina Militare Italiana “Sirio” – P409; da ultimo, il nigeriano Omyemaeche Cristian è stato individuato quale conducente di una barca di legno di 7 metri con una trentina di migranti a bordo soccorsi dalla nave HMS Enterprise.
A conclusione delle attività, i 4 fermati sono stati associati nella locale Casa Circondariale “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.