Alla Sala Magma di Catania la gelosia e la forza distruttrice di “Medea o della donna assoluta”, regia di Gianni Scuto

Da sinistra Domenico Maugeri, Barbara Cracchiolo ed Alessandro Gambino (Ph. Salvo Nicotra)

La coproduzione Teatro Gamma e Centro Magma di Catania ha inaugurato la nuova stagione di prosa della Sala Magma di via Adua 3 con la pièce “Medea o della donna assoluta”, da Euripide, per la regia di Gianni Scuto. Da sottolineare che la messa in scena prende ispirazione e materia da Euripide e l’intreccio, i contorni drammatici e purtroppo oggi più che mai attuali, vengono stilizzati, riassunti a seconda del nostro oggi e delle caratteristiche dei tre interpreti che regalano al pubblico una rappresentazione efficace e sentita.

Domenico Maugeri e Barbara Cracchiolo (Ph. Salvo Nicotra)
Domenico Maugeri e Barbara Cracchiolo (Ph. Salvo Nicotra)

La pièce, in circa 45’ intensi, in una scena minimalista curata da Aldo Calcina (una sorta di spazio atemporale, con bambole e pupazzi appesi ad un filo, un trono a mò di altare sacrificale, una poltrona, coltelli e filtri magici), vede protagonisti oltre ad una Medea determinata e sanguinaria (resa da una convincente Barbara Cracchiolo), anche il combattuto Giasone (Domenico Maugeri) ed il vecchio Creonte (Alessandro Gambino). La vicenda di Medea, secondo la visione del regista Gianni Scuto, sposta l’attenzione sugli esseri umani, sulle loro vicende, sui loro sentimenti ed il destino è determinato, non dal volere degli de,i ma bensì dall’azione umana. E la protagonista nel suo inevitabile e repentino percorso di morte, è accompagnata da assonanze e dissonanze realizzate con le stesse voci degli attori e che culmina nel “Te Deum” di Hector Berlioz

Barbara Cracchiolo in "Medea" (Foto di Salvo Nicotra)
Barbara Cracchiolo in “Medea” (Ph. di Salvo Nicotra)

Lo spettacolo, che si avvale dei colorati ed inquietanti costumi della sartoria Gagliani, non prevede la presenza del coro o di altri personaggi legati a Medea e tutto con rapidità, dopo i discorsi della protagonista con Creonte e Giasone e la preparazione di filtri magici, si avvia al drammatico epilogo finale, ovvero la morte di Creonte, della sua compagna e dei figli. La pièce ci mostra tutta la disperazione, la gelosia e l’odio di Medea nei confronti di un Giasone che, alla fine, non può nulla contro la sua follia di donna e finisce per essere travolto dalla sua personalità, dal suo carisma femminile.

Pubblico intrigato da uno spettacolo ben interpretato e diretto e che, pur nella sua immediatezza e brevità, riesce a folgorare per i connotati drammatici ed attuali della protagonista e per le scelte registiche. Applausi finali quindi degli spettatori per messinscena, regista ed interpreti ed appuntamento alla Sala Magma al 3 Dicembre (repliche il 4, 10 e 11) con “Cena in famiglia” di Marco Longo ed Emanuela Gutkowski, liberamente ispirato a Jean Anouilh, produzione Centro Magma.

di Maurizio Sesto Giordano 670 Articles
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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