Il Catania cade, ahimè, anche con la Reggina, ora si aspetta – contro Bisceglie – una pronta guarigione…senza ricadute

Catania sconfitto a Reggio Calabria

Non avevo voluto pubblicare il commento sulla difettosa esibizione del Catania contro la Sicula Leonzio perché come Palazzeschi sentivo un gran dolore per la “povera fontana” apparsa – improvvisamente – ammalata. Il bis concesso a Reggio Calabria, seppur con notevoli varianti (seicentotrentacinque occasioni mancate e una colpevole arrendevolezza nel secondo tempo), ne amplifica le sensazioni dolorose: «Clof, clop, cloch, // cloffete, // cloppete, // clocchette, // chchch… // È giù, // nel cortile, // la povera // fontana // malata; // che spasimo! // sentirla // tossire. // … // Mia povera // fontana, // il male // che hai // il cuore // mi preme. //Si tace, // …  // non s’ode // rumore // di sorta // che forse… // che forse // sia morta? // Orrore // Ah! no…»

La rete di Curiale con la Reggina (Ph.calciocatania)

In realtà, Tanto tuonò che piovve… Aveva ragione Curiale una decina di giorni prima? L’importante è vincere, non chi segna? Se, però, lui e qualche suo collega (Ripa, ad esempio, l’attaccante da “cento” segnature col precedente datore di lavoro, che la scorsa volta avrebbe dovuto solo soffiare al pallone per gettarlo dentro e, invece: traversa piena!) avessero optato per il giusto equilibrio tra le due cose, non staremmo a piangere sul latte versato.

Nei tempi fortunati si diceva che occorre prudenza, pazienza, umiltà… Che la strada è lastricata di basole tipo quelle di via Francesco Crispi che cigolano come se dovessero aprirsi per risucchiarti giù nell’inferno dantesco… Sensazione avvertita anche nel resto della città (strade asfaltate comprese). Persino in via Etnea, rifatta elegantemente non da molto tempo, ci sono lastroni che ballano su musica barocca. Adesso, non può che confermarsi quello stesso invito alla prudenza, umiltà e pazienza.

La “caliatura” e le nebbie cittadine

Si diceva “… che piovve…”; le condizioni meteo, invero, stavolta non c’entrano… Mentre, ovunque si parla di nebbia, polveri sospese e misure ad hoc, a Catania l’autunno è il mese della respirazione imposta di quantità abnormi di fumi da carbon fossile. Sembra che sia l’unico combustibile adatto alla “caliatura” indisturbata (resa tale da parte di chi dovrebbe vigilare sulla salute pubblica) delle castagne. Che sono una goduria ma a quale prezzo (non solo economico)!

Altri fumi non meno fitti allo stadio reggino, che hanno comportato la sospensione della gara per palesi intemperanze di tanti imbecilli contro i nostri giocatori (oltre allo sventolio di deliranti striscioni inneggianti al sacro vulcano), ancora una volta non comporteranno – saremo smentiti? – che una multa… Direi che mai più adeguato appare il termine “striscione”.

I rossazzurri (Ph. calciocatania)

Pensavo, pensavamo, auspicavo, auspicavamo, era stata promessa – (Biagianti) e ci avevamo creduto – un pronto riscatto per neutralizzare gli effetti di quell’infausta avventura contro i concittadini di Gorgia e Jacopo notaro, chiamati (mi dissocio) “fumirara” dai miei vicini di posto, in virtù della contigua discarica… Invece, la Reggina, che aveva “battezzato” questa come “giornata dell’orgoglio”, si è mostrata all’altezza, trovando un Catania “disponibile”… È ovvio che tutti in Serie C hanno un riguardo particolare nei “nostri” confronti, aspettandoci per la partita dell’anno, da affrontare con il coltello fra i denti. Mi si dica quale altro territorio è più ampio e (teoricamente) più importante del nostro in tutta la Serie C… Questo, implicitamente, significa rispetto e comporta che Lucarelli e sodali debbano sempre e ovunque dare più di quello che hanno. Teoricamente, moltissimo! E tanto diversamente da come hanno fatto in queste due ultime “comparizioni”. O no? Cioè, “non ce n’è per la gatta”?

Preferisco pensare a una malattia di stagione (…clof, clop, cloch,…), alla pronta somministrazione di adeguati farmaci e, se occorre, di un buon vaccino, che assicurino una pronta guarigione senza ricadute e, già dalla prossima, acqua “a cannaggiu”!

Salvo Nicotra

Salvo Nicotra si è occupato di così tante cose da sentirsi – talora – come uno che non ha concluso niente (lo diceva anche Luigi Tenco ma lui era un grande!)… Laurea in Lettere all’Università di Torino con tesi in Storia del Teatro (più precisamente, sull’attualità dell’Opera dei Pupi; Antonio Attisani, relatore; Alfonso Cipolla, correlatore), regista teatrale, uomo di cultura e di sport, ha collaborato sin dalla (lontana) giovinezza e collabora – nella “maggiore età” – con varie testate giornalistiche; nella “precedente vita” è stato lavoratore pubblico e dirigente sindacale.

di Michele Minnicino 20313 Articles
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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