Ora legale, estenderla per risparmiare energia? Una proposta da considerare per evidenti benefici non solo economici

La notte tra sabato 28 e domenica 29 ottobre è ritornata l’ora solare ancora in coincidenza con un periodo di acuta e lunga crisi economica che continua a rendere necessario rivedere per gran parte della popolazione lo stile e il tenore di vita. In questi tempi di crisi globale e di consistenti “tagli” alle spese pubbliche e di strette fiscali imposte dalla manovra economica dei vari governi, nella ricerca anche fantasiosa ed imprevedibile di nuove fonti di risparmio di solito a carico dei pensionati della Pubblica Amministrazione, pare che nessuno abbia pensato ad estendere l’ora legale a tutto il mese di marzo o addirittura a tutto l’anno, in Italia, nell’intento di diminuire il consumo di energia elettrica.

   E’ opinione comune, però, che l’estensione dell’ora legale nel periodo tardo autunnale-invernale non porterebbe alcun vantaggio, mentre l’introduzione addirittura di una seconda (o doppia) ora legale a partire dall’equinozio di primavera, “spostando” una seconda ora di luce dall’aurora al tramonto, farebbe risparmiare non poco l’uso dell’illuminazione elettrica.

   Le proposte per un’adozione totale evidenziano i risparmi energetici e il vantaggio psicologico della maggioranza degli italiani, stressati dal cambio tra ora legale e solare. Il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori) ha sempre insistito nel proporre la definitiva abolizione dell’ora solare, da chiamare meglio “orario di risparmio di luce diurna”, che consentirebbe il recupero di un’ora di luce nella stagione autunno-inverno, in poco più di 4 mesi.

   I cittadini non avrebbero più i fastidi e gli stress legati al cambiamento dell’orario con grandi riflessi sull’aggiustamento degli orologi, sulle transazioni finanziarie, sull’adeguamento di sistemi informatici, orari dei treni, videoregistratori, agende elettroniche, ecc.. Nel concetto di risparmio rientrerebbero i costi relativi all’insonnia e alla sonnolenza nelle ore diurne, nelle prime settimane successive al cambio.

   Dal 2004 al 2010 l’Italia con l’ora legale parziale, anche se molto superiore a un semestre, ha risparmiato oltre 4,3 miliardi di kilowattora, corrispondenti a circa 585 milioni, ed è stata evitata l’immissione in atmosfera di 2,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

   Secondo il Codacons la maggior parte degli italiani sarebbe favorevole all’abolizione dell’ora solare per eliminare i fastidi e i danni, anche in termini economici, della variazione d’orario e del cambio dell’ora. Con l’ora solare siamo costretti ad un’ora di luce in meno nel pomeriggio.

   Da qui la richiesta di cambiare la Direttiva 2000/84/CE. L’ora legale è stata ideata per rendere più comoda, solare e luminosa la vita diurna. Se introdotta tutto l’anno cambierebbero definitivamente le abitudini, spostando l’apertura antimeridiana delle attività lavorative di un’ora, cioè alle 9 ora legale, e concedendo un’ora in più al sonno, con il risparmio di milioni di euro.

   Il prof. Mayer Hillman del Policy Studies Institute dell’università Westminster di Londra, esperto di tutela dell’ambiente e qualità della vita, afferma: “Più luce del giorno corrisponde a più salute perché si può svolgere un maggior numero di attività all’aperto”. Questo rimedio permetterebbe di guadagnare 300 ore all’anno di luce per gli adulti e 200 per i bambini. Tutti benefici a costo zero. Quando si torna malvolentieri all’ora solare, spiega il direttore del dipartimento di scienze psichiatriche e medicina psicologica dell’Università “La Sapienza” di Roma, Massimo Biondi, un italiano su sei accusa qualche disturbo dovuto all’accorciamento della luce, una sorta di depressione stagionale. In agguato ci sono oltre al mancato risparmio anche irritabilità, aumento del senso di fatica, emicrania, ecc..

Antonino Blandini

di Michele Minnicino 20313 Articles
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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