Le celebrazioni del 2 novembre per la commemorazione dei defunti

Crisantemi per la Commemorazione dei defunti

Giovedì 2, alle 9, nel monumentale tempio benedettino San Nicola l’Arena, l’arcivescovo metropolita mons. Salvatore Gristina presiederà con i cappellani militari la concelebrazione dell’Eucaristìa in suffragio dei Caduti in guerra e nelle operazioni di sostegno alla pace delle Forze Armate Italiane, organizzata dal Presidio Militare e alla presenza delle autorità civili e militari.

MESSA IN SUFFRAGIO DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI DELL’ARCIDIOCESI

Giovedì 2 novembre, alle 10.30, a cura della confederazione delle Confraternite delle arcidiocesi, nella chiesa della Resurrezione del Signore del cimitero comunale di Acquicella l’arcivescovo metropolita mons. Salvatore Gristina celebrerà la s. messa in suffragio di tutti i fedeli defunti con il direttore dell’ufficio diocesano delle confraternite ed assistente ecclesiastico can. Giovanni Sciuto e il cappellano del camposanto sac. Aldo Mignemi.

La nota liturgico-pastorale della commemorazione del 2 novembre prevede che in virtù della costituzione apostolica di Benedetto XV del 10 agosto 1915, emanata mentre la grande guerra mieteva milioni di vittime, oggi tutti i sacerdoti possono celebrare o concelebrare, in ore diverse, tre messe anche privatamente: una la possono applicare liberamente e di essa possono accettare l’offerta; la seconda, senza offerta, va applicata in suffragio di tutti i fedeli defunti; la terza secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

La commemorazione dei defunti appare nel secolo IX, in continuità con l’uso monastico di dedicare un giorno alla preghiera per i morti in Cristo. Amalario, vescovo di Treviri, poneva la memoria come successiva a quella dei santi che erano già in cielo. Con l’abate s. Odilone di Cluny la data del 2 novembre fu riservata alla commemorazione dei defunti, per i quali s. Agostino lodava la consuetudine di pregare anche al di fuori dei loro anniversari, perché non fossero trascurati quelli senza suffragio. La commemorazione nel Trecento, a Roma, fu integrata dai domenicani di Valenza con l’uso liturgico-pastorale di celebrare tre Messe come a Natale. In favore dei defunti è concessa l’indulgenza plenaria a chi visita il cimitero e prega, anche solo mentalmente, per i defunti durante l’ottavario dei morti, fino all’8 novembre; oppure chi visita una chiesa e recita il Padre nostro e il Credo nel giorno della Commemorazione dei defunti, o col consenso del vescovo, nella domenica seguente. L’indulgenza parziale spetta a chi visita il cimitero e prega per i defunti; oppure chi recita le Lodi o i Vespri dell’ufficio dei defunti o l’invocazione l’Eterno Riposo. La Chiesa sa di poter affidare i defunti alla misericordia di Dio, di avere con loro una misteriosa solidarietà soprannaturale e ricevere il beneficio di una valida intercessione. Per questo educa i suoi figli, ancora pellegrini sulla terra, a mantenere una continua comunione con coloro che ci hanno preceduti nel segno della fede e dormono il sonno della pace. Le persone amate e tutti quelli che ci hanno fatto del bene ci seguono, ci amano con carità soprannaturale e intercedono per noi secondo i disegni di Dio.

di Michele Minnicino 20315 articoli
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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