Allo Spazio Roots di Catania con “Anima in scatola” di Steve Cable, per “Underground Rivers”, grottesca meditazione sull’attuale rapporto uomo e nuove tecnologie

Una scena di "Anima in scatola"

E’ andata in scena lo scorso fine settimana allo spazio Roots di Catania, in via Borrello 73, come secondo appuntamento della stagione teatrale per adulti “Underground Rivers” – flussi teatrali nel sottosuolo cittadino, organizzata da Teatro  Argentum Potabile, la pièce novità di Steve Cable “Anima in scatola”. Si tratta di una singolare rappresentazione che, in circa 80 minuti, coinvolge il pubblico trasportandolo – in una atmosfera a tratti grottesca, ambigua, tagliente – con l’occhio indiscreto, sottile ed acuto della satira, in un mondo dominato dalla nuova tecnologia, guidato da precisi percorsi e leggi, all’insegna della consapevolezza e della condivisione.

I sette convincenti protagonisti (Gianmarco Arcadipane, Noemi Arena, Andrea Cable, Valentina D’Amico, Giuseppe Messina, Simona Nicotra, Monica Santonocito) dall’inizio alla fine si agitano ed aprono le porte ad un mondo in scatola dove tutto è controllato, guidato, osservato e condiviso e dove soprattutto l’anima è ben inscatolata e privata di qualsiasi voglia di ribellione.

Un quadro dello spettacolo

I protagonisti di “Anima in scatola”, con l’abile ed attenta regia dello stesso autore, Steve Cable, si muovono, si agitano, declamano, materializzando storie non storie a quadri: la ragazza e la nonnina, il pugile e la bambola e poi c’è un trio con pantaloni neri e camicia banca (due uomini ed una donna) che con aspetto malefico, demoniaco, autoritario come in uno spot, spiega, sponsorizza la vita nella scatola della tecnologia. Lo sviluppo dei quadri proposti sulla scena si colloca all’interno di un evento divulgativo sponsorizzato da un fantomatico “Istituto Transcorporale per lo Sviluppo Armonioso dell’Uomo” e la storia/non-storia  porta tra l’Africa e l’America, tra il Blues e il Rock, tra il passato e il futuro, ipotizzando scenari futuri distopici con un approccio satirico la quale ferocia lo collega pienamente nella migliore tradizione Swiftiana.

C’è comunque, alla fine, la speranza di una ribellione di due giovani che riescono ad affermare il loro amore pulito, la loro volontà e si rifiutano di far finire la loro anima nella scatola della condivisione, della consapevolezza e della nuova tecnologia che, ormai, ha contagiato tutti.

Alcuni protagonisti di “Anima in scatola”

Testo sottile quello di Steve Cable che, attraverso la lente deformante della satira, con un gruppo di eccellenti giovani interpreti, introduce lo spettatore, lo fa riflettere su un tema estremamente delicato ed attuale che coinvolge tutti, ovvero il predominio dei nuovi mezzi tecnologici, internet, i social ecc. ed il loro effetto – non sempre positivo – su di noi.

“Anima in scatola esplora, attraverso la lente deformante della satira, – spiega l’autore e regista Steve Cable –  questioni legate alla nuove tecnologie e al nostro rapporto con esse. Si parte dal bisogno frenetico di documentare e condividere momenti della nostra esistenza, banali o intimi che siano. Sembra che vogliamo ‘catturare’ l’esistenza in un tentativo di ottenere – almeno per immagini – la Vita Eterna. Reo delle nostre letture di Faust e Dorian Gray, è naturale chiedersi: a quale prezzo?. Non ci sfugge neppure l’ironia che il nostro tentativo come gruppo teatrale di affrontare tali argomenti avviene per via della forma artistica effimera per eccellenza: il Teatro (effimera specialmente nel momento in cui il ‘Teatro’ non si riduce al testo scritto, ma prende la forma di una scrittura scenica fatta, oltre alle parole, di movimenti, gesti, suoni, respiri, sguardi, elementi impossibili da ‘catturare’ o ‘condividere’ ma percepibili solo dal vivo da un pubblico realmente, consapevolmente presente per il Rito/Festa teatrale)”.

L’autore Steve Cable

Lavoro che scorre senza alcuna sbavatura, grazie alla regia dello stesso autore supportato da un ensemble concentrato e formato dai convincenti Gianmarco Arcadipane, Noemi Arena, Andrea Cable, Valentina D’Amico, Giuseppe Messina, Simona Nicotra, Monica Santonocito. I costumi sono di Noa Prealoni, aiuto regia Antonella Caldarella.

“Anima in scatola” verrà replicato il 24 e 25 Novembre, ore 21, 15 – domenica ore 18.15 allo Spazio Roots. Il costo dell’ingresso è di 12 euro (7 euro sotto i 25 anni) e la prenotazione è obbligatoria. Info: 3491730173 – 338204427. Prossimo appuntamento della rassegna “Underground rivers” il 19 e 20 Gennaio 2019 con “Madri di guerra”, regia di Antonella Caldarella – Teatro Argentum Potabile. Altri appuntamenti: “Novecento”, regia di Franco Giorgio – Centro Teatro Studi (17 Febbraio), “Appunti di (dis)educazione sentimentale”, regia di Domenico Cucinotta – Teatro dei Naviganti (17 Marzo).

di Michele Minnicino 20312 Articles
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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