“La Biblioteca di Federico De Roberto” di Simona Inserra pubblicato dall’AIB

L’Associazione Italiana Biblioteche ha pubblicato come editrice una monografia di 624 pagine contenente il catalogo de “La biblioteca di Federico De Roberto” curato dalla prof. ssa Simona Inserra, ricercatrice nel settore disciplinare M-STO/08 (Archivistica, bibliografia e biblioteconomia) all’Università di Catania dove insegna Biblioteconomia e Conservazione dei beni archivisti e librari, ed inserita nella nuova “Collana sezioni regionali A.I.B. Sicilia, 1”.

   La monografia è suddivisa in tre capitoli, il terzo dei quali costituisce catalogo della biblioteca dello scrittore, con la registrazione di 2487 edizioni arricchita dalle note di esemplare per ciascuno degli esemplari contenuti nella raccolta.

 Si tratta del fondo librario o meglio della raccolta personale dello scrittore, critico, giornalista, consulente editoriale Federico De Roberto -nato a Napoli il 16 gennaio 1861 e morto a Catania il 26 agosto 1923, catanese d’adozione incaricato dal Comune di gestire la Biblioteca comunale ex benedettina di San Nicola l’Arena- raccolta privata per tanti anni conservata presso la casa degli eredi e mantenuta sostanzialmente integra ma bisognevole di essere recuperata, salvata dall’oblio e da possibile dispersione per intervento della Soprintendenza per i beni culturali tramite la sezione tecnico-scientifica per i beni librari che promosse d’intesa con gli eredi l’acquisto della raccolta libraria derobertiana da parte dell’Assessorato regionale BB.CC..

   La libreria derobertiana oggi è sistemata in una sede idonea e aperta al pubblico nel primo piano dello storico palazzo della <Casa Museo Verga> (monumento nazionale di proprietà della Regione Siciliana) di via Sant’Anna, dove visse tanti anni e morì il suo grande amico e maestro Giovanni Verga.

   Ai visitatori è consentito gratuitamente l’accesso nello stesso edificio dove sono adeguatamente sistemate la biblioteca Verga (anch’essa consultabile e fruibile con catalogo stampato per autore) e la biblioteca De Roberto, entrambe di enorme valore storico e culturale, inventariate e catalogate scientificamente secondo norme biblioteconomiche idonee alla corretta fruizione del patrimonio bibliografico conservato e fruibile nelle biblioteche pubbliche statali.

   C’è da aggiungere che nella stessa ala del palazzo Di Mauro-Verga è conservata -ovviamente solo parzialmente tenuto conto del patrimonio bibliografico custodito nella biblioteca comunale di Mineo- anche una raccolta libraria di Luigi Capuana.

   Nelle collezione De Roberto, si trovano alcuni libri di Verga e di Capuana, postillati, segnati a margine, dedicati, ma anche libri ricevuti in dono per recensione, non preferiti, intonsi, mai letti o rilegati. Si trovano libri del fratello Diego e con note di possesso di Capuana, Nennella, Mariannina e Agata De Roberto, di Francesco Paola, di Vincenzo Finocchiaro. C’è da precisare che il patrimonio librario complessivamente conservato a Casa Verga è stato restaurato su iniziativa del servizio bibliografico ed archivistico della Soprintendenza per i beni culturali di Catania.

   La curatrice del catalogo si augura che la sua consultazione possa offrire vari motivi di interesse per “comprendere meglio non solo la figura di De Roberto soprattutto letterato, ma insieme a lui quella dei compagni dell’officina verista e degli intellettuali locali, ma non solo, che ruotavano intorno a loro”.

   De Roberto, assiduo frequentatore delle biblioteche catanesi e soprattutto della Regia Biblioteca Universitaria (dove divenne amico del colto bibliotecario Paolo Nalli e della quale si trovano due libri in prestito non restituiti), ha vissuto in mezzo ai libri e intorno alle sua amata carta stampata ha incentrato le sue professioni: scrittore, recensore, pubblicista e corrispondente, columnist del supplemento del “Corriere della Sera”, ma anche editor per Giannotta.

    La catalogazione per autore è stata compiuta attraverso “una metodologia che consente di cercare e raccogliere i dati materiali presenti in ogni esemplare, registrandoli e trattandoli come significativi elementi di provenienza”.

   Riferisce l’autrice che le “edizioni catalogate rappresentano il nucleo centrale delle biblioteca derobertiana, cui andranno a sommarsi un nucleo di edizioni antiche, i libri pubblicati post mortem e i numerosi periodici che non sono inseriti in catalogo”. Il numero complessivo dei volumi ammonta a circa 3000, ad esclusione di un piccolo nucleo bibliografico in pessimo stato di conservazione ancora non consultabile, i periodici.

   La specificità del sistema di catalogazione usato consiste nel rendere noti gli elementi particolari presenti in ogni esemplare, dalle note di possesso alla caratteristiche delle legature, dai segni a margine al colore dei lapis adottati per sottolineare, appunti, ecc..

   Dei libri appartenuti a De Roberto, vissuto tra Ottocento e Novecento, si registrano, dopo le informazioni relative all’edizione e in corpo minore, <lo stato di conservazione, le note di possesso e i timbri, i segni d”uso, eventuali precedenti segnature di collocazione e le legature, con l’intenzione di offrire un contributo sia alla individuazione dei contenuti della raccolta libraria di De Roberto, sia alla comprensione del processo di costruzione della raccolta propria dell’intellettuale siciliano>.

   La raccolta dello scrittore verista, <biblioteca d’autore> come quelle dei suoi amici e colleghi Giovanni Verga e Luigi Capuana, dimostra l’importanza che essa assume per la conoscenza della vita culturale e sociale de periodo e del luogo nel quale si è costituita e sviluppata per opera del colto possessore e fruitore.

   La maggior parte libri del fondo De Roberto si possono considerare “suoi” perché acquisiti volontariamente e utilizzati (come quelli degli autori francesi) per motivi non tanto di mera cultura o di svago (anche se bisogna citare i <libri de chevet>, da comodino) quanto per ragioni di studio e strumenti di lavoro. Sono libri <parlanti> dei suo interessi prevalentemente di pubblicista, fonte principale dei suoi guadagni.

   La prof. ssa Inserra, -che ha ricostruito con il catalogo cartaceo, pubblicato non solo per gli addetti ai lavori, l'<autentica e specifica personalità della raccolta>per meglio comprendere il De Roberto scrittore, lettore, recensore, collezionista-, definisce la biblioteca derobertiana una biblioteca d’autore in parte autonomamente sedimentatasi, in parte consapevolmente costruita da un uomo di cultura che sentiva molto forte l’idea di lasciare di sé un’immagine memorabile di letterato.

   La studiosa giustamente rivendica l’opportunità dello strumento cartaceo usato per proporre ai lettori il catalogo stampato in questa pubblicazione in quanto “non esclude ma integra lo strumento elettronico, restituisce una <fotografia> di un patrimonio librario osservabile sia nella sua interezza sia con la lente d’ingrandimento orientata verso ogni singolo esemplare; questa <fotografia> è datata e localizzata e consente di sapere che cosa è, che cos’era, una determinata raccolta in una sede definita e in un preciso momento storico, quello appunto della redazione del catalogo”.

   C’è da precisare che il catalogo elettronico, la cui gestione compete all’istituto conservatore, è in via di attuazione dal Polo SBN (Sistema Bibliotecario Nazionale) delle biblioteche della provincia di Catania. I dati presenti nel catalogo cartaceo redatto da Simona Inserra e pubblicato dall’AIB sono stati messi a disposizione del Servizio per i beni bibliografici ed archivistici della Soprintendenza per i beni culturali di Catania diretto dalla dott.ssa Ida Buttitta che potrà utilizzarli per arricchire le schede bibliografiche in formato elettronico con i dati dell’esemplare.

   C’è da aggiungere che alcuni anni fa il Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania ha promosso la digitalizzazione e lo studio del fondo De Roberto. La prof.ssa Inserra si chiede se sono ancora da cercare altri libri di De Roberto in altre biblioteche “per poter ricostruire quanto più verosimilmente la fisionomia bibliografica complessiva della sua raccolta”.

 Antonino Blandini

di Michele Minnicino 20315 articoli
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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