Al “Piccolo” di Catania con “Il giuoco delle parti” di Luigi Pirandello, consensi per Miko Magistro, il “ragionatore” Leone Gala

Il cast de "Il giuoco delle parti" (Ph. Dino Stornello)

Una versione di successo, considerando – comunque – che ogni testo di Lui Pirandello suscita mille emozioni e riflessioni e invoglia ognuno di noi ad interrogarsi su cosa siamo, come ci comportiamo con gli altri e come ci confrontiamo con le sorprese, le stranezze, della vita. Il Teatro della Città – Centro di Produzione ha proposto, dal 13 al 23 Dicembre scorso, al “Piccolo” di Catania, nell’ambito della stagione del “Brancati” ed in occasione del centenario dell’opera, “Il giuoco delle parti” di Luigi Pirandello, opera rappresentata per la prima volta il 6 Dicembre 1918 al Teatro Quirino di Roma, interpreti Ruggero Ruggeri e Vera Vergani. Si tratta di una tra le opere esegetiche della poetica pirandelliana dove il tema della maschera e dei ruoli imposti dalla vita sociale trova la sua massima espressione.

Il protagonista Miko Magistro in camerino (Ph. Dino Stornello)

A dirigere lo spettacolo il regista catanese Federico Magnano San Lio che ha ha preferito concentrarsi sulla cura dell’interpretazione dei personaggi ed anche l’essenziale e non naturalistico impianto scenografico ed i costumi di Riccardo Perricone o le luci di Simone Raimondo hanno puntato sulla grande forza del testo pirandelliano, sui suoi intrinseci significati.

Partendo dall’originario testo scritto nel 1818 e tratto dalla novella “Quando si è capito il giuoco”,  l’autore immagina il classico ragionatore pirandelliano, il protagonista Leone Gala, filosofo con la passione della cucina, interpretato con carattere, da  Miko Magistro.  Leone Gala lascia che la moglie Silia (Carmen Panarello) conduca liberamente una relazione con l’amante Guido Venanzi (Massimo Leggio). Ad affiancarli sulla scena  Giovanni Carta (nei panni di Filippo), Fabio Costanzo (Barelli), Alessandro Sparacino (il Dottor Spiga) e poi Alessandro Chiaramonte, Paolo Guagenti, Leandra Gurrieri, Vincenzo Ricca.

“La genialità di Pirandello – spiega il regista Federico Magnano San Lio – sta proprio nel riuscire a sintetizzare nella scrittura teatrale l’intrigato mondo interiore dei personaggi, riuscendo a raccontare drammi esistenziali anche attraverso i modi e i tempi della commedia, se di commedia si può ancora parlare in questa circostanza, dove il genere teatrale è superato, ancora una volta, nella sua “forma” tradizionale per approdare ad una sintesi del comico/tragico/drammatico in cui l’abilità del drammaturgo si rivela in modo sublime”.

Da sinistra: Panarello, Magistro e Leggio (Foto Dino Stornello)

Nella bizzarra vicenda il protagonista Leone Gala, lucido costruttore di “parti”, con cinico distacco racconta il fallimento del suo matrimonio con Silia (con la quale non convive più, tranne che per una visita quotidiana di mezz’ora pattuita con accordo fra le parti) e la storia passionale di lei con l’amante Guido Venanzi. La donna nel corso della storia si inventa un’offesa dal più abile spadaccino della città che, ubriaco, l’aveva scambiata per una prostituta e dall’offesa Leone Gala dovrà riscattarla battendosi in duello. Dapprima Leone accetta la sfida, ma poi si tira indietro, costringendo Venanzi a battersi al suo posto e condannandolo, per “Il Giuoco delle parti”, appunto, a morte sicura. Il protagonista quindi, da fine “raisonneur”, in modo preciso e affascinante, ribalta il tranello mortale tesogli dalla consorte assieme al suo amante, allo scopo di liberarsene per sempre.

I ringraziamenti a fine spettacolo (Ph. Dino Stornello)

Le varie sequenze della pièce e del racconto si snodano fra reale ed irreale, presente e passato, razionalità e disequilibrio, dando vita ad un vortice di passioni, ricatti, offese presunte o vere che alla fine conduce alla morte di uno dei tre. Davvero avvincente, lucido, il ragionamento dell’uovo e dello svuotarsi di ogni passione e sentimento ed il rovello tipico dei personaggi pirandelliani che viene proposto, al pubblico del “Piccolo”.

Applausi alla fine dello spettacolo per una edizione elegante e ben diretta dal regista Federico Magnano San Lio, con un cast assortito e convincente guidato dalla solita classe ed esperienza – nei panni del protagonista -di Miko Magistro.

di Maurizio Sesto Giordano 697 articoli
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

Diventa il primo a commentare

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*