Al Centro Zo di Catania, per “Teatro Mobile”, la pièce “Romanzo popolare”, regia di Luca Cicolella sui condizionamenti della tv e di una realtà fuorviante

Ilenia Maccarrone, Mario Opinato e Francesca Ferro (Ph. Gianluigi Primaverile)

Un modo per riflettere, sorridendo, grazie a dei personaggi caricaturati, con un linguaggio popolar-moderno, sulle devianze dei nostri giorni, sulla solitudine e sulla difficoltà nelle relazioni umane, aspetti notevolmente sottolineati dai condizionamenti dei social e della tv generalista che spesso amplificano il vuoto esistenziale e confonde il reale con il virtuale.  Questo e tanti altri aspetti, in modo leggero e soffermandosi sui dialoghi e sui personaggi, affronta lo spettacolo “Romanzo popolare”, in scena lo scorso fine settimana al Centro Zo di Catania per la terza stagione di Teatro Mobile di Catania. L’atto unico, di circa sessanta minuti, che vede protagonisti in scena Francesca Ferro, Ilenia Maccarrone e Mario Opinato, è adattato e diretto da Luca Cicolella che ha preso spunto dalla commedia agrodolce “Giardino d’autunno” della scrittrice e drammaturga argentina Diana Raznovich.

Francesca Ferro e Ilenia Maccarrone (Foto Gianluigi Primaverile)

In uno spazio scenico essenziale, riempito da un divano, una tv, un tavolo ed alcune piante, il pubblico viene accolto da due donne, Mela e Rosalia, che vivono insieme e che russano, proprio sul divano, piazzate davanti ad uno schermo televisivo che propina ogni giorno l’attesa puntata della loro soap opera preferita, con il protagonista, il fascinoso meccanico Mario, con tanto di tuta blu, che vive nella finzione il suo magic moment con una ragazza altolocata.

Lo spettacolo, in modo frenetico, vive delle battute, delle abitudini, delle insoddisfazioni amorose ed esistenziali delle due coinquiline che organizzano la loro giornata, il loro tempo libero, tra una visita all’astrologo Giusa e accudire le piante della stanza, in funzione dell’attesa soap opera e delle frasi, del comportamento, del loro idolo Mario. Le due donne un giorno decidono di svoltare e in un momento in cui la realtà si confonde – pericolosamente o in modo surreale – con la fantasia ed il sogno, rapiscono l’attore Mario, l’idolatrato protagonista e lo costringono nel loro appartamento – anche minacciandolo con una pistola – a sottostare ai loro capricci, alle loro voglie fino a quando, alla fine, scoprono che, anche lui, non è quello che vedono in tv e che – quindi – la realtà è completamente diversa dalla finzione.

I protagonisti con il regista Luca Cicolella (Ph. Dino Stornello)

Esilaranti le interpretazioni di Francesca Ferro e di Ilenia Maccarrone nei panni delle svanite e sempliciotte amiche Mela e Rosalia, in abiti trasandati e autentiche donne insoddisfatte del loro presente. Divertente, nel ruolo della vittima Mario, con i suoi gesti e le sue battute, l’istrionico Mario Opinato. La regia di Luca Cicolella, supportato da Mariachiara Pappalardo,  asseconda – con un tocco leggero e spiazzante – l’intera vicenda dei tre grotteschi protagonisti, sottolineando l’alienazione metropolitana e il condizionamento televisivo e da social che coinvolge, che travolge, inesorabilmente, un po’ tutti.

Applausi finali da parte del pubblico, ma il testo tragico e la vicenda agrodolce lasciano sicuramente spazio a riflessioni profonde sulla situazione ai limiti del surreale del nostro modo di vivere e della mistificazione della realtà.

di Maurizio Sesto Giordano 697 articoli
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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