Ripartire dopo la crisi, il nuovo corso del Teatro Stabile di Catania: incremento del pubblico, dialogo con il territorio, risposta dei giovani e sinergia con Università e mondo della scuola

La conferenza stampa alla Sala Verga

“Ripartire dopo la crisi: il nuovo corso del Teatro Stabile di Catania”. E’ stato il racconto di una rinascita quello che ha animato la conferenza stampa svoltasi ieri, sabato 19 Gennaio alla  sala Verga.  Il presidente Carlo Saggio, il vicepresidente Lina Scalisi e il direttore Laura Sicignano hanno ripercorso le tappe che hanno portato lo Stabile etneo a risalire la china e tornare protagonista della programmazione teatrale, in un’ottica di dialogo con il territorio e la società civile. Presente anche l’assessore comunale alle Pari Opportunità e Cultura Barbara Mirabella.

Dati alla mano e all’insegna della trasparenza,  sono stati resi noti i numeri e le percentuali dell’incremento del pubblico, tra abbonamenti e sbigliettamento.  Di particolare rilievo la risposta dei giovani e la sinergia avviata con l’Università e il mondo della scuola.

Tre anni fa un gravissimo deficit finanziario aveva paralizzato l’attivitàdel Teatro Stabile di Catania, ma l’amore del pubblico, dei lavoratori e il senso di responsabilità delle istituzioni hanno impedito il tracollo di una realtà tanto prestigiosa. Il Consiglio di amministrazione, presieduto da Carlo Saggio e insediatosi nell’agosto 2017, ha portato a termine la procedura di risanamento del debito, avviata dal commissario Giorgio Pace, e ha nominato un nuovo direttore nella persona di Laura Sicignano. Oggi si portano avanti un “new deal” di obiettivi ambiziosi, ma sostenibili, confortati da numeri e dati sui quali conviene soffermarsi, per informare in piena trasparenza sui traguardi raggiunti. Una palingenesi, tanto severa quanto attenta a preservare il patrimonio morale e materiale dell’ente, ha dunque consentito una rigenerazione, il superamento di una crisi profonda e la virtuosa rinascita che vede la sala Verga sempre affollata di spettatori attenti e motivati. E insieme al pubblico, lo Stabile ha ritrovato l’energia per creare e ricreare una rete di rapporti con il territorio, la scuola, l’Università, il tessuto imprenditoriale, le istituzioni.

“Il Teatro Stabile è vivo – ha sottolineato il presidente Carlo Saggio -, una vitalità che riteniamo sia sotto gli occhi di tutti, rinvigorita giorno dopo giorno dalla consapevolezza dei problemi che bisogna affrontare, e soprattutto risolvere, per andare avanti. E nel farlo abbiamo impiegato il senso di responsabilità che impone agli amministratori di agire come il buon padre di famiglia: una conduzione virtuosa che porta frutti nel microcosmo individuale come nelle più articolate realtà della società civile. I dati parlano di una ripresa che è andata ben oltre le previsioni. Ne siamo orgogliosi. Perché lo Stabile vuole essere elemento attivo della vita della comunità e del territorio”.

La vicepresidente Lina Scalisi, ha evidenziato: “Lavorare per il rilancio del Teatro Stabile è stata ed è una sfida importante e, al tempo, un’esperienza di grande valore umano e sociale. Un valore che va al di là della sua grande storia culturale e dell’alta qualità delle sue maestranze, e che attiene, piuttosto, al suo essere creatore di cittadinanza, di sviluppo e di integrazione sociale. La risposta poi che la città ha dato all’impegno di questi mesi, è stata straordinaria con un pubblico interessato e partecipe, oltreché generazionalmente variegato. Ovviamente, questo entusiasma e responsabilizza in eguai misura, e ci indica che la strada è quella giusta”.

La strategia del recupero parte dal ruolo civile del teatro, ha spiegato il direttore Laura Sicignano: “Nel dopoguerra, in un’Italia interamente da ricostruire, al teatro venne dato il compito di ricostruire la coscienza civica degli italiani. Nascono così e per questa ragione i tre teatri stabili più antichi: a Milano, Genova, Catania. Crediamo che oggi il nostro teatro stabile debba tornare a incarnare questa missione in chiave contemporanea, far riflettere sul senso della comunità a cui appartiene. Ragionamento tanto più valido qui e adesso, nel diffìcile periodo che attraversa non solo la città ma lo scenario globale: il teatro può e dev’essere il luogo in cui la polis si riunisce e riflette su stessa, per elaborare i propri conflitti e le proprie ferite. È questo il progetto che anima tutte le iniziative organizzate dallo Stabile, per innescare un sistema virtuoso in cui tutti i soggetti positivi possano aumentare il benessere di tutti”.

Dopo circa tre mesi dall’inizio della stagione 18/19 – ha aggiunto la Sicignano –, dopo due anni di diffìcile risalita, dopo il rischio di chiusura, il blocco delle attività, il commissariamento, la ristrutturazione del debito, vogliamo comunicare alla città che lo Stabile sta rinascendo dalle proprie ceneri, soprattutto grazie alla risposta del pubblico. È una ripartenza che vede tutta la città coinvolta, dalle aziende, alle scuole, all’Università, alle associazioni con cui vogliamo fare sistema per creare un punto di raccordo delle energie migliori del territorio. Lo confermano i dati e gli eventi che segnano la non facile ripresa dello Stabile etneo e vogliamo esporre con totale trasparenza e in raffronto solo con noi stessi, nella certezza che la presenza di altri teatri in città non possa che diffondere la cultura teatrale, in una proliferazione di offerta che corrisponde alla vivacità culturale di questa città”.

Eloquenti i dati che si commentano da sé, indici di una significativa progressione. Si prendono come riferimento le ultime quattro stagioni, ossia 2015/16, 2016/17, 2017/18 e 2018/19, con la precisazione che non si tratta di cartelloni omogenei per numero di titoli e repliche: basti dire che il primo si spalmava su due sale, Verga e Musco, mentre la stagione in corso è solo a un terzo del suo cammino. Ciò premesso, per le annate indicate, i biglietti venduti sono stati rispettivamente 15.483, 13.694, 23.295, 8.450 (dato, quest’ultimo, limitato al trimestre ottobre-dicembre 2018). Lo stesso vale per gli abbonamenti: nel 2015/16 sono stati 2965 al Verga e 150 al Musco, poi scendono a 2662 e 2756, quindi risalgono al dato odierno di 3259. Incremento anche gli incassi e gli abbonamenti riservati ai giovani. Particolarmente positivo il tasso di occupazione della sala, oggi all’80%, indicativo perciò dell’ottimizzazione della programmazione delle rappresentazioni.

La ripresa non attiene solo al calcolo di presenze ed entrate. Il teatro vive di una rete di relazioni sinergiche che coinvolge la società civile. Andiamo per punti. Nuova è la formula degli “Incontri con gli artisti”, intervistati da studenti segnalati per i loro meriti dal Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania. Queste conversazioni, concepite per raccontare l’iter creativo di uno spettacolo e il “dietro le quinte”, registrano un’affluenza altissima: il pubblico s’interfaccia con entusiasmo con artisti del calibro di Laura Curino, Leo Gullotta, Lucrezia Lante Della Rovere e Alessandro Haber. Da ricordare la tavola rotonda del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, con i coordinamenti donne di Cisl, Cigil, Uil e Ugl che hanno organizzato un dibattito dopo lo spettacolo. Gli “Aperitivi”, organizzati dopo gli incontri con gli artisti che animano le produzioni dello Stabile, offrono poi un’opportunità di promozione alle imprese enogastronomiche locali, come Gigliotto, Mulinello e Pandittaino. Nella medesima ottica funzionano gli accordi di co-marketing per aumentare il benessere del nostro territorio. Lo Stabile ha inoltre stretto una sponsorship con Fondazione Sicilia, che sostiene economicamente gli Incontri con gli artisti e i laboratori teatrali.

Rapporti con l’Università: i protagonisti del cartellone sono regolarmente ospiti di Radio Zammù, con l’obiettivo di coinvolgere quanto più possibile gli studenti dell’ateneo. Il teatro è anche “salito” su Zambùs, a bordo della stazione radio itinerante, con Michele Riondino protagonista di un’intensa chiacchierata. Un ringraziamento va all’ufficio stampa dell’Università che collabora alla promozione della convenzione. In sinergia con l’ateneo sono stati attivati i cicli “Letteratura a teatro” e “La psicologia”. Nel primo caso, in collaborazione con i docenti del Disum, si tratta di vere proprie lezioni in Università che hanno visto in cattedra, tra gli altri, la drammaturga Letizia Russo, autrice dell’adattamento del romanzo // maestro e Margherita. Nel secondo, è il Dipartimento di Psicologia dell’Università che ha raggiunto il teatro: gli studenti hanno assistito allo spettacolo “Li Buffoni” e dialogato con la compagnia, attraverso il coordinamento del professore Santo Di Nuovo, Presidente dell’Associazione italiana psicologi. Laboratori: nel solco della tradizione e non potendo in atto compensare la mancanza di una scuola, lo Stabile ha ripreso la propria attività di formazione rispondendo ad una domanda stratificata ed eterogenea. Accanto a laboratori tenuti da grandi professionisti (come Massimiliano Civica e Laura Curino) per attori e allievi attori (e condotti da artisti siciliani di riconosciuta professionalità come Silvio Laviano, Simone Luglio, Nicola Alberto Orofino), la proposta formativa si rivolge anche ai neofiti, agli studenti universitari, a semplici appassionati, bambini e ragazzi, nonché a manager, professionisti, avvocati per i quali l’arte della retorica è strumento indispensabile. Tutti i laboratori hanno raggiunto il numero massimo di iscrizioni e, in alcuni casi è stata necessario addirittura una lista d’attesa.

Alternanza scuola lavoro: sono stati attivati tre progetti, “Piccoli critici crescono”, “Le professioni del teatro” e “Scrittura creativa” per un totale di 7 convenzioni con i più importanti istituti superiori della città. La formazione è rivolta anche agli insegnanti con laboratori dedicati. Altissime le presenze di pubblico delle scuole, grazie al ricucirsi dei rapporti con le insegnanti delle scuole superiori del territorio, che seguono con passione le attività teatrali.

Il teatro per tutti: per coltivare il dialogo con le realtà virtuose, soprattutto associative, in occasione degli spettacoli di nostra produzione, la replica del giovedì pomeriggio è dedicata interamente alle associazioni locali con un biglietto cortesia di 5 euro, per rendere il teatro “democratico”, consentendo alle categorie meno abbienti di usufruirne. Abbonamenti: quello riservato ai giovani costa meno che andare al cinema: 5 spettacoli a 45 euro e se interviene il rinnovo della convenzione, metà del prezzo è pagato dall’Ersu, ossia 22,50 euro. Grazie alla convenzione con il COF, gli studenti hanno altresì la possibilità di svolgere stage e tirocini in teatro con il riconoscimento di crediti formativi. Per stringere rapporti con le realtà imprenditoriali del territorio, lo Stabile garantisce biglietti e abbonamenti a costo agevolato a molte realtà aziendali. Se la campagna abbonamenti ai 13 spettacoli si è chiusa con risultati sorprendenti, stanno per essere lanciate nuove formule per offrire ai non abbonati agevolazioni per la seconda parte di stagione: dopo il successo della Christmas Card, è adesso in vendita un nuovo abbonamento libero a 4 spettacoli a 60 euro; inoltre, nella settimana di San Valentino sarà attivo “A teatro con amore” un abbonamento libero a 4 spettacoli al prezzo ridotto di 50 euro, dedicato a coloro che si amano e amano la drammaturgia.

Ancora tante prima della fine della stagione saranno le novità, ma intanto si è fatto il punto ad un terzo del percorso, per segnalare alle istituzioni, alla società civile e a tutti i cittadini che il Teatro Stabile di Catania è un teatro vivo e vivace come la sua città.

di Michele Minnicino 20315 articoli
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

Diventa il primo a commentare

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*