L’atavico rapporto autore-attore al Centro Zo di Catania con “Haus” di Mario Giorgi, con Chiaraluce Fiorito, per “Altrescene”

Chiaraluce Fiorito in scena

In scena, tra finzione e realtà, suggestioni e riflessioni con gli spettatori, una attrice parla del suo autore, si fa teatro e diviene personaggio nel personaggio.  Tutto ciò accade in “Haus”, il monologo di Chiaraluce Fiorito che mette in scena il testo del drammaturgo emiliano Mario Giorgi, spettacolo proposto al Centro Zo di Catania nell’ambito della rassegna di creazioni contemporanee “Altrescene”, prodotto da Retablo-Dreamaturgy Zone.

Una scena di “Haus”

In circa 60 minuti l’abile Chiaraluce Fiorito, con energia, passione e intelligenza, da una prova assoluta delle sue capacità interpretative e nella pièce è una attrice, a stretto contatto con il pubblico, che vive con difficoltà e disagio il dovere di denudarsi del tutto in scena per interpretare un testo proposto e imposto da un drammaturgo che non si vede mai in scena. L’attrice è affetta in quel momento da una vistosa allergia della pelle e quindi comunica al pubblico, leggendo un comunicato, a stetto contatto con gli spettatori, la sua impossibilità a denudarsi, come prevedeva il copione dell’autore. Su questo annuncio della protagonista si sviluppa il monologo che vede in scena una dinamicissima, intelligente interpretazione di Chiaraluce Fiorito che, tra leggera ironia e semplicità, introduce ad una profonda riflessione sul teatro, sul testo e sul rapporto, sempre delicato e particolare, tra attore ed autore.

Chiaraluce Fiorito dialoga col pubblico, muovendosi con grazia, con una vestaglia o un body color carne e chiedendosi quanto la fedeltà al testo e alla realizzazione giustifichi la sottomissione all’autore. L’attrice – parlando di una casa che non ha e che questa è proprio il palcoscenico o il camerino- vuole raggiungere l’essenza, la carnalità, la verità del suo autore, ma non potendo andare in scena completamente nuda come pretenderebbe il suo maestro-autore, si chiede: “Ma perché nuda e perchè spogliarsi l’anima davanti al pubblico?”.

Chiaraluce Fiorito in scena

Un monologo che, come detto, prende in esame l’atavico rapporto tra testo, autore ed attore e che l’interprete Chiaraluce Fiorito contribuisce, con la sua brillante performance, a rendere più scorrevole, riscuotendo alla fine gli applausi degli spettatori presenti.

La pièce, ricordiamo, ha ottenuto il riconoscimento Premio Città di Leonforte 2018, premio speciale compagnia meritevole, con la seguente motivazione: “Un’importante riflessione ben costruita sul teatro dal punto di vista di chi lo fa e accetta il gioco, a volte pericoloso, in cui la finzione finisce per confondersi con la realtà. Magistrale interpretazione della protagonista che restituisce al pubblico l’intimità più profonda di una donna in perenne lotta con tutto ciò che il suo lavoro di attrice comporta”.

“Il testo dell’autore bolognese – spiega a fine pièce Chiaraluce Fioritomi ha ispirata una sorta di stand up imperniata su un giro di boa tutto teatrale. Il testo parte da un iperrealismo di situazione e a poco a poco porta lo spettatore a interrogarsi su alcuni passaggi esistenziali attraverso la “macchina” umana/teatrale”.

Promo “Haus”

di Maurizio Sesto Giordano 666 Articles
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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