Al Centro Zo di Catania i lati oscuri, i silenzi ed il dramma della pedofilia clericale con “Concetto al buio” di Rosario Palazzolo, regia di Guglielmo Ferro

Giovanni Arezzo e Agostino Zumbo in scena (Ph. Gianluigi Primaverile)

Un tema oscuro, disarmante e drammaticamente attuale. Che inchioda alla poltrona e che ci fa sentire tutti coinvolti, colpevoli ed indifferenti. Un tema come quello particolare e scomodo, della pedofilia clericale, fatto di ipocrisie, di abusi e di verità nascoste, caratterizza l’atto unico “Concetto al buio” di Rosario Palazzolo, tratto dall’omonimo romanzo e portato in scena al Centro Zo di Catania, nell’ambito della stagione di Teatro Mobile, nell’adattamento di Micaela Miano e la regia di Guglielmo Ferro.

Francesco Maria Attardi in scena (Ph. Gianluigi Primaverile)

La pièce, della durata di circa 60 minuti, si avvale di una claustrofobica ed oscura scenografia curata da Alessia Zarcone (una stanza buia con un tavolo-altare, una porta chiusa, un letto, un comodino, un armadio e su tutto una croce che domina oggetti e protagonisti), delle musiche appropriate di Massimiliano Pace e della puntuale e sicura mano registica di Guglielmo Ferro che da i giusti ritmi e le angosciose pause ad uno spettacolo che confonde e colpisce lo spettatore. La voce del padre di Guglielmo è quella, inconfondibile, di Tony Sperandeo.

La storia si svolge in Sicilia,  l’unico ponte tra la stanza dove è rinchiuso il ragazzo e il mondo esterno è un piccolo quaderno rosso,  un diario segreto che lui trova e che col tempo impara a memoria in ogni sua parte. Ad averlo scritto è Concetto Acquaviva, un ragazzino di tredici anni, che in questo diario come in una grande lettera a Gesù, racconta “le due grandi tragedie” della sua vita.

Gli applausi finali per gli interpreti

E’ una storia scomoda e che prende di mira, senza fronzoli, il dramma degli abusi su minori perpetrati da alcuni uomini di chiesa, che parla di repressione e di manipolazione. I tre protagonisti in scena, Agostino Zumbo, Giovanni Arezzo e Francesco Maria Attardi, raccontano la vita di un adolescente chiuso in una stanza buia e come autentici mostri che emergono dal passato e dall’oscurità animano e riempiono di voci e pensieri le giornate sempre uguali del giovane recluso.

E’ uno spettacolo che, grazie all’intensità recitativa ed espressiva dei tre interpreti (Agostino Zumbo nei panni di padre Ottorino e di una opprimente madre, di Francesco Maria Attardi e di Giovanni Arezzo, nel ruolo del recluso, dell’abusato e del fratello), fa venire a galla ipocrisie, abusi e verità nascoste, filtrate dallo sguardo curioso ingenuo e puro del protagonista. In definitiva una fotografia agghiacciante di un mondo oscuro, fatto di silenzi, di verità soffocate dietro ad una porta, di vite spezzate e turbate, di vizi inconfessabili che albergano nel mondo della Chiesa e che spesso vengono coperte dalle complicità, dalla vergogna e dall’indifferenza. Coprendo quindi un mondo -di ieri e di oggi – in cui c’è sempre “un’altra verità più ragionevole di quella vera”.

Lavoro efficace, duro, d’impatto e che, oltre al romanzo, alla scrittura di Rosario Palazzolo, all’impianto scenografico ed alla regia, mette in luce l’ottima interpretazione, sentita, sofferta, di Giovanni Arezzo, Agostino Zumbo e Francesco Maria Attardi, alla fine lungamente applauditi dal pubblico del Centro Zo di Catania.

Scheda

CONCETTO AL BUIO

di Rosario Palazzolo

Tratto dal romanzo di Rosario Palazzolo “Concetto al buio”, edito Perdisa Pop.

Adattamento Micaela Miano

Regia Guglielmo Ferro

Con Agostino Zumbo, Giovanni Arezzo, Francesco Maria Attardi

Musiche Massimiliano Pace

Scene Alessia Zarcone

Produzione Teatro Mobile di Catania

Centro Zo di Catania -15, 16 e 17 Marzo 2019

di Maurizio Sesto Giordano 666 Articles
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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