Alla Sala Di Martino di Catania ultime repliche de “Il Processo” di Frank Kafka, regia di Elio Gimbo e produzione Fabbricateatro

Babo Bepari e Antonio Caruso (Foto Gianni Nicotra), i due Joseph K.

Si concludono in questo ultimo fine settimana di Marzo le repliche – il 29, 30 e 31 (feriali ore 21.00 e domenica ore 18.00) – alla Sala Giuseppe Di Martino di via Caronda 82, de Il Processo” di Franz Kafka, adattamento e regia di Elio Gimbo, produzione Fabbricateatro.

Collage protagonisti “Il Processo”

Otto attori in scena (Antonio Caruso, Cinzia Caminiti, Alessandro Chiaramonte, Daniele Scalia, Barbara Cracchiolo, Gianluca Barbagallo, Alessandro Gambino e Babo Bepari) interpretano ben 22 personaggi e riportano con fedeltà l’angosciante e surreale vicenda del romanzo di Kafka. Nella pièce emergono forti tutte le tematiche kafkiane e soprattutto il dolore dell’innocente Joseph K (che in questa versione di Elio Gimbo ha un suo doppio) che, tra malinconici canti di scena, conclude i suoi giorni condannato da un sistema, da un potere, dai mille artigli, dai mille volti. Circondato da altre surreali maschere (giudici corrotti, guardie carcerarie, avvocati interessati, detenuti paurosi ed ipocriti, pittori ed assistenti) che cercano, tra mille sotterfugi, la sopravvivenza, il protagonista Joseph K. – quando il sommario processo si trasforma in sentenza -, finisce per soccombere, in una società che non accetta i diversi di tutte le epoche, gli oppositori, chi pretende i propri sacrosanti diritti.

Romanzo, quello di Kafka, davvero universale e profetico e che, nonostante sia stato scritto tra il 1914 e il 1917, si rivela di grande attualità, soprattutto in un epoca come la nostra in cui i diritti, le rivendicazioni dei diversi (leggi oggi extracomunitari o gay- ieri meridionali o ebrei) stanno sempre più affievolendosi. La rappresentazione di Elio Gimbo consegna al pubblico una riflessione: “opporsi ad ogni costo al potere, al sistema, alla macchina burocratica ed oscura della carta bollata e dell’oppressione, ricordandosi di stare sempre e comunque dalla parte delle vittime”.

Babo Bepari e Cinzia Caminiti

Nonostante il falso benessere, l’uguaglianza e l’avvento della tecnologia dei nostri giorni, infatti, lo spettro del razzismo, del potere occulto, dell’odio verso i diversi, gli oppositori, è sempre più vicino, è dietro l’angolo, pronto – anche stavolta -ad azzannare quel povero Joseph K di turno.

L’impianto scenografico è di Bernardo Perrone, costumi e canti di Cinzia Caminiti, trovarobato Mario Alfino, luci di Simone Raimondo, aiuto di sala Nicoletta Nicotra, auditore Salvo Foti. Ingresso spettacoli Euro 10,00, ridotto Euro 8,00. Info e prenotazioni: 347.3637379.

Dal 12 Aprile, alle ore 21.00, alla Sala Giuseppe Di Martino – sempre per il progetto “Il Caso K” –  in scena Lettera al padre” per la regia di Gianni Scuto. Repliche il 13, 14, 26, 27 e 28 Aprile e 3, 4, 5, 10, 11 e 12 Maggio. In scena Domenico Maugeri, Barbara Cracchiolo, Alessandro Chiaramonte, Alessandro Gambino e Elisa Marchese. Scene di Bernardo Perrone, costumi di Umberto di Baviera.

Il video, con interviste, di Lorenzo Davide Sgroi

di Michele Minnicino 20314 articoli
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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