L’attualità della corruzione e del degrado sociale a “L’Istrione” di Catania con “Misura per misura” di William Shakespeare, regia di Valerio Santi

Una scena con Daniele Sapio, Filippo Brazzaventre,Rosaria Francese e Concetto Venti

Il Teatro L’Istrione nell’ambito della sua programmazione e del cartellone “Così è se vi pare”, ha messo in scena, lo scorso fine settimana, nella sala di via Federico De Roberto 11, la complessa ed intrigante opera shakespeariana “Misura per misura”, spettacolo diretto da Valerio Santi. In scena, oltre lo stesso Santi, nei panni del Vicario Angelo, presenti nei vari ruoli Filippo Brazzaventre, Cindy Cardillo, Rosaria Francese, Marco Guglielmi, Giovanna Mangiù, Francesco Russo, Giovanni Santangelo, Daniele Sapio, Salvo Scuderi e Concetto Venti. Musiche ed impianto scenografico di Valerio Santi, direzione tecnica di Aldo Ciulla, disegno luci di Segolene Le Contellec e costumi della Costumeria L’Istrione.

Valerio Santi e Giovanni Santangelo

Scritta da William Shakespeare nel 1603, “Misura per misura” è un’opera con una struttura drammaturgica che alterna con equilibrio elementi tragici e comici ed è basata sulla sostituzione. Già allora il buon William aveva individuato la causa di un degrado sociale da sempre presente nel mondo e che sempre di più si stava diffondendo. Lo spettacolo, nonostante le oltre due ore di durata dei due atti, diretto con mano leggera e felice da Valerio Santi, non annoia o distrae gli spettatori che, anzi, ridono e riflettono sui temi che il lavoro sottolinea.  A tal proposito è risultata vincente la scelta del regista di salvaguardare i messaggi attuali ed eterni del testo, evidenziano proprio quei difetti dell’uomo come la corruzione, la ricerca del potere che ti rende poi intoccabile e che – ieri come ai nostri giorni – vanno a rappresentare le contraddizioni e le peculiarità della società civile. Shakespeare descrive e denuncia una società sporca, malata, senza regole, dove vizio e corruzione si espandono contagiando ogni cosa come un cancro che non potrà mai essere sconfitto.

L’edizione proposta da “L’Istrione” si apre con il Duca Vincenzo che in presenza del saggio Escalo porge il mandato di governo al giovane vicario Angelo, freddo e meccanico burocrate. Il Duca parte da Vienna per ritirarsi a meditare in un convento, per conoscere meglio se stesso ed il mondo, ma poi prese le sembianze di un frate, rientra in segreto a Vienna per osservare se i buoni propositi li cambia il potere e quale sia la vera essenza che si nasconde sotto l’apparenza.  Sulla scena, con un impianto neutro (che diventa ora palazzo del Duca, ora monastero, ora prigione) una storia senza tempo e che fotografa la decadenza dei costumi morali. Tema centrale è il sesso, infatti Claudio, giovane gentiluomo viene condannato a morte dal vicario Angelo per avere fatto l’amore con la vergine Giulietta ed è usato come paradigma per la corruzione del mondo. I due giovani, legati da un vincolo matrimoniale ritenuto legale dalla società del tempo, divengono oggetto di un’ingiusta persecuzione per lo stato di gravidanza in cui si trova la ragazza, incorrendo nei nuovi rigori della legge che spalancano a Claudio la via dolorosa della morte. Da lì poi una serie di colpi di scena che permettono al Duca-frate di sistemare le cose in un finale caratterizzato da matrimoni riparatori.

Nella foto da sinistra, Valerio Santi, Francesco Russo e Giovanni Santangelo

In scena riscuotono i consensi del pubblico Giovanni Santangelo (l’astuto e saggio duca Vincenzo), l’ineccepibile e duttile Valerio Santi nei panni del freddo Vicario Angelo, travolto dalle passioni che dovrebbe punire, Giovanna Mangiù (la determinata e inflessibile novizia Isabella), Filippo Brazzaventre (il libertino e vizioso Lucio), Marco Guglielmi (il giovane Claudio), Francesco Russo (il saggio Escalo), Cindy Cardillo (la bella Mariana e suor Francesca), Daniele Sapio (il clownesco e ruffiano Pompeo),  Concetto Venti (Fra’ Tommaso e Stravagante),  Rosaria Francese (Madama Strafotta con il suo dialetto catanese verace) e Salvo Scuderi (il divertente e sgrammaticato Gomito).

Giovanna Mangiù

I personaggi in scena si muovono con abbigliamento tra il dark e lo steampunk con un trucco assai marcato, mentre il linguaggio, tra parti comiche e parti drammatiche, si arricchisce di molti elementi contemporanei tratti dal gergo di oggi e suscita curiosità e risate, soprattutto negli interventi di Lucio, di Pompeo, di Madama Strafotta e Gomito.

La pièce affronta, come detto, il tema della decadenza dei costumi morali ed il regista Valerio Santi, grazie ad un cast affiatato e ad un azzeccato gioco luci, riesce ad incatenare ed ammaliare sulla poltrona lo spettatore, con un lavoro completo, che mescola varie generi, mai noioso, nonostante la durata e che sia nelle scene di gruppo che in quelle a due o tre personaggi, analizza ed evidenzia le contraddizioni della società, delle leggi e dei potenti, di ieri e di oggi. Una messinscena, in definitiva, che appassiona e coinvolge il pubblico che nel finale, infatti, applaude soddisfatto l’intero gruppo di lavoro.

Scheda

Misura per misura

di William Shakespeare

Regia, musiche e scena Valerio Santi

Con Valerio Santi, Filippo Brazzaventre, Cindy Cardillo, Rosaria Francese, Marco Guglielmi, Giovanna Mangiù, Francesco Russo, Giovanni Santangelo, Daniele Sapio, Salvo Scuderi e Concetto Venti

Direzione tecnica di Aldo Ciulla

Disegno luci di Segolene Le Contellec

Costumi della Costumeria L’Istrione

Stagione 2018/2019 “Così è se vi pare”  – Teatro L’Istrione – Catania – 5, 6 e 7 Aprile 2019

di Michele Minnicino 20312 Articles
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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