Al Centro Zo di Catania, per “AltreScene”, con “Bianca” di Civilleri-Lo Sicco, lo scavo interiore nell’universo femminile

Una scena di "Bianca"

Il Centro Zo di Catania ha ospitato, all’interno della rassegna “AltreScene”, la pièce della compagine artistica Civilleri/Lo Sicco, “Bianca”, ideazione e regia di Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco. Protagonisti sulla scena Manuela Lo Sicco, Filippo Farina e Simona Malato, scenografia di Cesare Inzerillo, luci di Cristian Zucaro e musiche di Gianni Gebbia e Giovanni Verga.

Locandina “Bianca”

Si tratta di una pièce intensa, particolare, con un impianto scenografico – curato da Cesare Inzerillo – che si compone e scompone e con le musiche, a tratti volutamente invasive e disturbanti, di Gianni Gebbia e Giovanni Verga che proiettano il pubblico in una dimensione surreale, in una galassia femminile “altra”, dove si muovono due donne ed un uomo che, in circa 50 minuti, costruiscono una sorta di ragnatela di azioni, di movimenti. Tutto in assoluto silenzio da parte dei tre interpreti che non usano la parola e vengono solo accompagnati da un tappeto sonoro che racconta il percorso frammentato, le tracce della memoria, il disordine dell’esistenza, di una donna, Bianca.

Si parte con le due interpreti, Manuela Lo Sicco e Simona Malato, sedute su una torre di sedie bianche e poi da questa immagine si prosegue con una serie di quadri, di composizioni, di ricordi  che coinvolgono la protagonista Bianca (una efficace Manuela Lo Sicco che si esprime con i suoi movimenti e le sue espressioni) coinvolta, irretita, avvolta, in diverse situazioni esistenziali, guidate da due figure misteriose, quasi due apparizioni, che l’aiutano a fare ordine nel caos della sua vita, che si spostano in modo inquietante dentro dei cassettoni della memoria, dando quasi degli input alla protagonista che si vede ora circondata da alcune sedie, ora alle prese – in un momento di pausa – con una sfera bianco-perla, ora isolata ed indecisa sul da farsi.

La pièce, come detto, dove per scelta registica gli interpreti sono privati della parola, vive su continui movimenti e spostamenti, supportata dal vibrante tappeto sonoro di Gianni Gebbia e Giovanni Verga e da un impianto scenografico dove prevalgono sedie, cassettoni che scivolano inquietanti sulla scena ed altri pochi oggetti.

Nella foto Manuela Lo Sicco, Filippo Farina e Simona Malato

La protagonista, Bianca, vive quindi nella sua memoria una esistenza “altra”, rannicchiata nella sua solitudine, ripiegata su se stessa mentre le due figure guida (interpretati con rigore da Filippo Farina e Simona Malato) sembrano farle ripercorre alcuni sogni, episodi, trascorsi del proprio vissuto, alla ricerca della sua identità di donna, per dare una risposta alla sofferenza della sua esistenza. E le due figure guida, che appaiono e scompaiono all’improvviso e si muovono all’interno di due cassettoni della memoria, sono autentici manipolatori del tempo e dello spazio, custodi e protagonisti della memoria di Bianca. Queste due presenze, all’interno della pièce, tra sedie, luci e mancanza della parola, strutturano e destrutturano, costruiscono e sconvolgono atmosfere e situazioni, confondendo a volte lo spettatore.

I tre interpreti in scena

Sabino Civilleri, autore e regista teatrale, che ricordiamo ha lavorato per anni con Emma Dante fondando la compagnia Sud Costa Occidentale e con Manuela Lo Sicco, ha dato vita alla nuova compagine artistica Civilleri/Lo Sicco per la formazione e la ricerca, in collaborazione con le più importanti strutture nazionali del settore.

Un allestimento teatrale, quello di Civilleri-Lo Sicco – che qualcuno confonde ed associa al teatro-danza – non facile, soprattutto per la scelta del percorso narrativo, ovvero la parola muta e per l’essenzialità dell’espressione che, nonostante qualche difficoltà di comprensione ed inquietudine da parte dello spettatore, regala emozioni grazie ai silenzi, agli elementi stranianti, alla forza emotiva dei corpi ed alla equilibrata scelta musicale di Giovanni Verga e Gianni Gebbia molto funzionale per far emergere ricordi, riflessioni, suggerire idee, sussurrare nomi, gridare rabbia, paura e dolore.

Alla fine, quindi, per uno spettacolo frutto di una lunga gestazione (quattro anni di ricerca e studio, scrittura e riscrittura) e, ripetiamo, particolare, gli applausi del pubblico presente al Centro Zo.

Scheda

Manuela Lo Sicco

Bianca

Ideazione e regia di Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco.

Con Manuela Lo Sicco, Filippo Farina, Simona Malato.

Scenografia di Cesare Inzerillo.

Musiche di Gianni Gebbia e Giovanni Verga.

Produzione Associazione Culturale Civilleri/LoSicco

Supporto alla produzione/ Production support UOT – Unità di Organizzazione Teatrale
In collaborazione con /In collaboration with: TMO – Teatro Mediterraneo Occupato

Rassegna AltreScene – Centro Zo- Catania 19 Aprile 2019

di Maurizio Sesto Giordano 666 Articles
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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