Al Castello Ursino di Catania, fino al 18 Luglio, la tragicomica rilettura della coppia Carullo-Minasi di “Marionette, che passione!” di Rosso di San Secondo

Una scena - Foto Antonio Parrinello

Ragionare di amore, di tradimenti, di sofferenza in chiave grottesca, ironica, surreale e tragicomica. Eccovi servito “Marionette, che passione” capolavoro teatrale di Pier Maria Rosso di San Secondo in scena fino al 18 Luglio nella Corte medievale del Castello Ursino di Catania – per la stagione estiva dello “Stabile” etneo, “Estate Castello Ursino 2019” – nella intrigante e nuova rilettura firmata dalla compagnia” Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi, in coppia sulla scena e nella vita.

La coppia Carullo e Minasi

Lo spettacolo è diretto in modo esemplare dalla coppia Marullo-Minasi, con la scenografia intrigante (un baule pieno, un guardaroba e tre gabbie metalliche su rotelle spostate dagli stessi interpreti ) ed i costumi di Cinzia Muscolino, luci di Gaetano La Mela e regista collaboratore Roberto Bonaventura. In circa 70 minuti la pièce regala al pubblico una pièce apprezzabile che mette in luce, oltre che una rilettura surreale del testo del drammaturgo e giornalista nisseno, un cast davvero affiatato formato da sei interpreti (Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi, Gianluca Cesale, Manuela Ventura, Alessandra Fazzino e Ciccio Natoli).

Tra comicità surreale e disperazione la pièce propone sulla scena una sorta di sospensione temporale, uno spazio ambiguo abitato da goffe e stanche maschere, incapaci di costruire ragionevoli relazioni con l’altro, ma soprattutto con il proprio tormento. In una scelta registica che ricalca atmosfere da varietà si assiste ad un lavoro che via via nel suo sviluppo lascia fuggire animelle impazzite, in un gioco che fa sporgere attori e personaggi sull’imprevedibile, sulla possibilità, sulla speranza.

I sei protagonisti (la ballerina, la donna dalla volpe azzurra, l’uomo in grigio, l’uomo a lutto e i due “altri”) sviluppano la loro vita da marionette, divertendo il pubblico con il loro dramma del tradimento, della gelosia, in un gioco tragicomico, che trova tutte le sue ragioni nella rappresentazione teatrale. I sei attori rappresentano le molteplici sfaccettature del dramma della gelosia di tre personaggi chiusi in una sofferenza amorosa dalla quale fanno solo finta di voler uscire con soluzioni che si rivelano assurde e grottesche. Nella pièce emerge la metafora della Sicilia che si affanna nella volontà di amare a tutti i costi le sue contraddizioni ed è presente anche una consapevolezza del dolore di ciascuno e l’impossibilità di uscirne.

La compagnia di “Marionette, che passione!”

Lo spettacolo – che si apre con una marcia funebre e si chiude con il valzer n° 2 di Sostakovič (e per alcuni attimi si ascoltano anche “le note di Bambina innamorata“) -, con l’intelligente e surreale regia di Carullo – Minasi, si svolge in tre diversi spazi, indicati da alcune scritte: l’ufficio del telegrafo, il salotto di una casa d’artisti e la saletta d’un ristorante, dove si muovono con fare tragicomico Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo, nei panni rispettivamente della Signora dalla volpe azzurra e del Signore a lutto, Gianluca Cesale (l’azzeccato ed emblematico personaggio del Signore in grigio), Alessandra Fazzino (la cantante – ballerina e nel finale lo strano cameriere), Manuela Ventura e Ciccio Natoli, nei colorati ed eclettici personaggi indicati con “altro”, ossia nei più disparati abiti di guardie e fattorini, impiegati e operai, sposini, ballerini e damerini ecc. I sei personaggi, le “Marionette”, si presentano all’inizio con un cartello al collo che indica il nome derivato dai colori del proprio abito.

I sei protagonisti in scena -Ph. Antonio Parrinello

La vicenda vede tre ambigui individui (il Signore in grigio, anima della vicenda, raccontatore di storie e pieno di fascino; il Signore a lutto, personaggio grottesco e la Signora dalla volpe azzurra) che in un pomeriggio di domenica, uniti dal demone della passione, s’incontrano per caso in un ufficio postale di Milano, cercando invano di redigere il testo di un telegramma. Il Signore a lutto con tuba nera in testa, di professione ingegnere, è stato tradito dalla moglie e lo stesso destino è toccato al Signore in grigio da parte della sua compagna e anche alla Signora dalla volpe azzurra, tradita e bastonata dall’amante che, però, non riesce a dimenticare. La Signora dalla volpe azzurra sembra accettare la corte del Signore a lutto, ma tra loro si intromette il Signore in grigio, pensando che sia impossibile l’unione tra due persone e quindi facendo naufragare il loro intreccio. Lui c’è passato ed ha un segreto che confiderà alla ballerina incontrata nella casa d’artisti con la scusa di portare un guanto perduto dalla donna in azzurro che intanto arriva in compagnia del Signore a lutto. Il Signore in grigio corteggia la ballerina che quasi sviene senza parole e poi invita tutti al ristorante. Ed all’improvviso entra in scena “Colui che non doveva giungere” che si porta via la Signora dalla volpe azzurra mentre il Signore in grigio, che non riesce a far quadrare la propria vita, si suiciderà non prima d’aver detto al Signore a lutto di pagare il conto. E’ il trionfo finale di questi sei personaggi – marionette, davvero in balia delle proprie passioni, del proprio destino.

Il testo, sicuramente uno dei più convincenti di Rosso di San Secondo assieme a La bella addormentata, Tra vestiti che ballano, Il ratto di Proserpina, nella rilettura proposta al Castello Ursino di Catania, riceve i consensi e gli applausi del pubblico come pièce intrigante, surreale e ben diretta ed interpretata dai sei protagonisti in scena. Sono previste repliche, da stasera alle ore 21.15, nella Corte medievale del Castello Ursino, fino al 18 Luglio.

Di Maurizio Sesto Giordano 518 Articoli
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venti anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggi.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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