Mobilità Sostenibile in città, Legambiente critica gli “spot” privi di iniziative concrete

Quest’anno il circolo di Legambiente Catania non è fra le associazioni promotrici della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile in città.

«Negli anni passati– spiega la presidente, Viola Sorbello – avevamo dato un contributo sostanzioso facendoci promotori dello stesso tavolo istituito presso l’ufficio del mobility manager del Comune di Catania. Ma quest’anno abbiamo deciso di non esserci nonostante il tema ci veda sempre in prima linea. Siamo stanchi di eventi “spot” che non portano a nessuna concreta iniziativa di mobilità sostenibile in modo permanente in una città che rimane invasa dalle auto, dai parcheggi abusivi, da una totale assenza di regole e dove c’è una sempre più preoccupante assenza di vigili urbani. Ma, soprattutto, siamo stanchi della mancata valorizzazione del nostro bellissimo centro storico attraverso la realizzazione di nuove Ztl, di nessuna iniziativa di controllo su quelle (poche) esistenti, della mancata pedonalizzazione di piazze (quasi sempre ridotte a parcheggi in mano a Sostare o agli abusivi), della mancata realizzazione di nuove piste ciclabili, di car e bike sharing, della mancanza di un efficientamento, accompagnato da vere politiche di dissuasione all’uso dell’auto, del trasporto pubblico».

«Siamo delusi – aggiunge Annamaria Pace, vice presidente della stessa associazione- della politica che si intesta iniziative sporadiche, inaugurazioni momentanee e decisioni mai definitive o, addirittura, contrarie alla mobilità sostenibile come il “caso” di via Dusmet nei fatti riaperta al caos. La chiusura al traffico delle piazze Duca di Genova e Dante, per la Settimana della Mobilità Sostenibile, ci fa sorridere per le modalità adottate e per l’effimero effetto, meramente temporaneo. Basterebbe mettere dei paletti per impedirne l’invasione di auto tutti i giorni, per restituire alla città degli spazi incantevoli. Né basta tagliare nastri in occasione dell’inaugurazione delle nuove fermate della metropolitana, progetto in grado di cambiare la mobilità cittadina se davvero ci fosse una politica di disincentivo all’uso dell’auto privata. Invece, la metro rimane sotto utilizzata, frequentata perlopiù da studenti che, grazie ad un innovativo progetto ideato dal delegato alla mobilità dell’Università di Catania, gli studenti hanno accesso libero sui trasporti urbani».

«In questo quadro – aggiunge Viola Sorbello – ci pare preoccupante che la città non sia ancora dotata del Pums, il Piano della mobilità urbana sostenibile, che permetterebbe all’Amministrazione comunale di accedere anche ad appositi e consistenti finanziamenti europei. Un anno fa, proprio in occasione della Settimana della Mobilità Sostenibile, l’Amministrazione aveva assicurato di essere già al lavoro sul Pums, con l’aiuto dell’Ateneo. Ad oggi non se ne sa nulla».

«Eppure – continua Sorbello – una mobilità davvero sostenibile, tra mezzi pubblici e alternativi all’auto privata, sarebbe un motore eccezionale anche per lo sviluppo turistico, in particolar modo per collegare il centro al mare, visto che i turisti sono costretti a una vera “odissea” per raggiungere la Plaia, spesso costretti a lunghe camminate al margine di un affollatissima via Cristoforo Colombo o a lunghe attese per il bus della linea D, che rimane imbrigliato nel traffico di Viale Kennedy e della stessa via Colombo». «Insomma – conclude il presidente del circolo catanese – Legambiente è pronta a collaborare, a mettere in campo, come fatto sino ad ora, tutte le sue energie e competenze sul fronte della mobilità sostenibile, è pronta a fare la sua parte al fianco dell’amministrazione comunale. Ma adesso vogliamo vedere dei segnali concreti, un impegno reale, vogliamo davvero vedere che chi governa questa città ha deciso di cambiare rotta, di rinunciare a un caos perenne e provare a fare diventare Catania una città europea e moderna, seppure con la sua incorreggibile anima mediterranea».

di Michele Minnicino 20312 Articles
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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