Inaugurata la nuova stagione dello “Stabile” di Catania con “Antigone” di Sofocle, diretta da Laura Sicignano e con Sebastiano Lo Monaco

Una scena dello spettacolo (Ph. Antonio Parrinello)

Una “Antigone” di Sofocle, tra l’antico ed il contemporaneo, ha inaugurato lo scorso 15 Ottobre al “Verga” di Catania, la stagione 2019-2020 del Teatro Stabile etneo. Lo spettacolo, tradotto, adattato (con Alessandra Vannucci) e diretto da Laura Sicignano, rimarrà in scena fino al 27 Ottobre, poi andrà in tournée nazionale fino a fine Marzo 2020.

In circa sessanta minuti, la pièce – rispettando il testo originale di Sofocle- viene liberata da inutili ripetizioni e risulta più scorrevole, raccontando il noto ed eterno conflitto tra la ragione di stato di Creonte, re di Tebe e la legge morale e divina di Antigone che si oppone all’editto per dare degna sepoltura al fratello Polinice, tra i principali artefici di massacri e distruzioni. Creonte, con il suo editto, vuole riportare la pace tra le macerie e separare così vincitori da vinti, buoni da cattivi, ma finisce per sacrificare la nipote Antigone (condannata ad essere seppellita viva e morta suicida) ed il figlio Emone (promesso ad Antigone e suicida dopo aver attaccato e denunciato la crudeltà del padre). Alla fine, in un palazzo reale spettrale e in rovina, tra suoni sinistri e luci accecanti, tutti verranno travolti dall’insanabile conflitto e dalla decisione di Creonte che era stata disapprovata anche dagli dei attraverso il profeta cieco Tiresia.

In scena Sebastiano Lo Monaco (Ph. Antonio Parrinello)

Nei panni di Creonte si muove con fermezza Sebastiano Lo Monaco mentre la fiera Antigone è Barbara Moselli, Ismene è Lucia Cammalleri ed Egle Doria da forza ad Euridice, mentre Luca Iacono è il fiero Emone. Completano il cast Silvio Laviano, Simone Luglio, Franco Mirabella e Pietro Pace. Imponente ed ispirata ad un Medio Oriente martoriato da infiniti conflitti è la scenografia curata da Guido Fiorato, autore anche dei costumi, le luci sono di Gaetano La Mela e le musiche dal vivo (con strumenti derivati dall’antica cultura greco/turca/mediorientale) del polistrumentista Edmondo Romano.

Uno spettacolo che, trattando il mito di Antigone, temi quali la ragione di Stato, la disobbedienza civile, la ribellione femminile, la perdita del Sacro, si rivela di una bruciante attualità. Chi ha ragione tra il re Creonte che deve controllare l’ordine sociale e mantenere la pace dopo la guerra civile e Antigone che ha come dovere supremo la sepoltura del fratello e viola perciò l’editto reale, in nome di una giustizia umana che precede e supera le leggi? Il testo classico di Sofocle parla, quindi, al presente con personaggi ed archetipi universali interrogandoci sul dilemma che agita i personaggi e su quei conflitti irrisolti che riguardano tutti noi da vicino. Oggi come ieri. Applausi convinti alla fine per gli interpreti e per lo spettacolo che, ripetiamo, ha inaugurato la stagione dello “Stabile” di Catania e che verrà replicato al “Verga” fino al 27 Ottobre.

di Maurizio Sesto Giordano 666 Articles
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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