Al “Piccolo” di Catania un “normale” killer filosofo in “Il mio nome è Caino” di Claudio Fava, con Ninni Bruschetta e Cettina Donato al pianoforte

Ninni Bruschetta e Cettina Donato (al pianoforte) - Foto Giuseppe Contarini

Un atto unico intenso, crudo, reale quello prodotto da Maurizio Puglisi per Nutrimenti Terrestri e messo in scena al Piccolo Teatro della Città di Catania nell’ambito del percorso “Teatro Civile” del Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale. La pièce in questione, che vede protagonisti Ninni Bruschetta e Cettina Donato al pianoforte, con la regia di Laura Giacobbe, è “Il mio nome è Caino”, tratta dal romanzo scritto nel 1977 da Claudio Fava.

In una ambientazione da night club, da pianobar del passato, con il sobrio allestimento di Mariella Bellatone (una poltrona, una sedia, un pianoforte, un appendiabiti rosso con un piccolo specchio, dei microfoni ed un lampadario luccicante) , con le quinte nere illuminate dalle efficaci luci di Renzo Di Chio, il lavoro, in circa sessanta minuti, è una riuscita fusione tra drammaturgia e note musicali, grazie all’intesa, all’impegno di Cettina Donato, pianista, compositrice e direttore d’orchestra conosciuta ed apprezzata a livello internazionale e di Ninni Bruschetta, rigoroso e convincente interprete.

Il protagonista Ninni Bruschetta (Ph. Giuseppe Contarini)

Per la prima volta a teatro come attore, Ninni Bruschetta, in passato sempre nelle vesti di regista, sulla scena è il killer Caino, testimone e vittima, al tempo stesso, della furibonda guerra di mafia siciliana. Accompagnato dalle brillanti note al pianoforte di Cettina Donato, che passa  da una sbarazzina e tradizionale “Vitti ‘na crozza” ad una intensa “My Funny Valentine”, sussurrata in stile Chet Baker dal Caino di Ninni Bruschetta, che, con il suo smoking nero ed il papillon d’identico colore, racconta il suo percorso di esecutore della mafia, che più che comandare – come il nonno e il padre-ama far bene il proprio lavoro. Bruschetta ricostruisce, con accuratezza, rigore e dovizia di particolari, il percorso, la vita del suo Caino, racconta quando ha ucciso il suo quasi fratello Rosario (da qui il suo nome), quando è stato invitato dai politici corrotti, quando ha seguito il suo obiettivo Totuccio, sino a quando, nel finale, dopo aver disobbedito alla Cupola due giovani colleghi vengono mandati per eliminarlo.

La regista Laura Giacobbe e l’interprete Ninni Buschetta lavorano molto sul personaggio di Caino, autentico dispensatore di morte, che viene analizzato a prescindere dall’universo mafioso e come personaggio fuori dalla cronaca, costruito interamente all’interno della coscienza ed il suo racconto somiglia molto ad una ultima deposizione resa a se stesso.

Locandina

In totale sintonia con i puntuali interventi musicali di Cettina Donato, Bruschetta/Caino racconta le sue esecuzioni in prima persona dietro i microfoni presenti sul palco ed offre al pubblico un personaggio che, fuori dal male e dalla follia, riesce a riconoscersi una normalità, una formazione, una cultura e persino un mestiere. Caino ammazza con la sua calibro 38 o con l’automatica 7,65 un giudice un onorevole o un cronista di nera ed il suo è un esercizio di stile, un modo per misurare la sua vanità omicida ed i suoi proiettili colpiscono dritti al cuore.

Alla fine calorosi applausi per lo spettacolo, per Cettina Donato e Ninni Bruschetta con quest’ultimo che si conferma anche a teatro quell’attore completo e rigoroso che da anni apprezziamo sul piccolo e grande schermo. Atto unico, intenso, che fa riflettere sull’importanza della legalità e della giustizia, su certi percorsi o destini già segnati e su personaggi tanto reali come Caino, così crudele quanto umano, con una inaspettata sensibilità, persino ironia, che da allo spettatore un’immagine del male impoverita, debole e, in fondo, sconfitta.

Cettina Donato e Ninni Bruschetta in scena

L’odierna edizione dello spettacolo si differenzia totalmente da quella vista nel 2003, sempre a Catania, dove Ninni Bruschetta si occupava solo della regia e nello spettacolo erano presenti vari personaggi, alcuni ripresi in video e c’erano poi le musiche dal vivo dei Dounia guidati da Faisal Taher. La nuova edizione vista al “Piccolo” regala allo spettatore una sorta di recital musical-teatrale di apprezzabile fattura, con dei contenuti di grande valenza sociale e civile. Applausi calorosi alla fine per la pièce e per i due protagonisti, l’intenso Ninni Bruschetta e la delicata ed efficace Cettina Donato al pianoforte.

“Il mio nome è Caino” sarà in tournée a Palermo il 14-15 e 16 novembre allo Spazio Franco, il 13 dicembre a Polistena (RC), il 15 dicembre ad Avola. Nel 2020 toccherà anche le città di Milano (Teatro Ciro Menotti), Roma (Teatro Brancaccino), Torino (Teatro Bellarte), Comiso (Ragusa), Corciano (Perugia) e Canicattì (Agrigento). 

Di Maurizio Sesto Giordano 536 Articoli
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venti anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggi.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*