“Violenza di genere e violenza assistita: l’approccio multidisciplinare nella procedura aziendale e la rete assistenziale”

Nella ricorrenza della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si celebra in tutto il mondo il 25 novembre, perché non si rimanga nel teorico e nell’enunciazione dei soli principi di diritto della persona, e di ogni persona umana – e anche dei minori – e dell’irrinunciabile lavoro di rete e di collaborazione tra le vari componenti del sistema società, ha pensato bene l’ARNAS Garibaldi di Catania di organizzare un corso aziendale (ma aperto anche agli esterni, per gli operatori sanitari, psicologi e assistente sociali) nella giornata di martedì 19 novembre nell’aula Dusmet del P.O. Garibaldi Centro dal titolo “Violenza di genere e violenza assistita: l’approccio multidisciplinare nella procedura aziendale e la rete assistenziale”.

Sotto la responsabilità scientifica dell’U.O. Risk Management, con a capo la dott.ssa Anna Colombo e la segreteria organizzativa ed ECM della dott.ssa Domenica Mamazza della stessa U.O., dopo i saluti istituzionali del direttore generale dott. Fabrizio De Nicola e del direttore sanitario aziendale dott. Giuseppe Giammanco, sono intervenuti come da programma la dott.ssa Carmela Puleo e l’inf.ra prof.le Benedetta Sciannaca per lo stato dell’arte del “Percorso Codice Rosa” presso il Pronto Soccorso centrale dell’Arnas Garibaldi e la dott.ssa Maria Grazia Castiglione e la coordinatrice inf.ra dott.ssa Lucia Giardina del Pronto Soccorso Ginecologico operante nel presidio di Nesima. A seguire gli interventi, attentamente seguiti dai partecipanti al corso, del procuratore del Tribunale di Catania dott.ssa Marisa Scavo, del procuratore del Tribunale per i minorenni di Catania dott.ssa Caterina Ajello e del I° Dirigente della Polizia di Stato dott. Marcello La Bella.

Tra i temi affrontati, a fronte dell’enorme incremento di casi di violenza di genere o domestica riscontrata in questi ultimi anni, il 20-30% rispetto al passato, dovuta all’aumento della tossicodipendenza e dell’abuso di alcool nell’odierna società che non possiamo non definire “di violenza” e anche per l’emergere dei tanti casi di violenza sommersa ora passati alla cronaca, occorre una strategia di rete tra istituzioni, procura e aziende ospedaliere di cui si è già avviato un tavolo tecnico che renderà operativo da gennaio 2020 il lavoro di coordinamento sul territorio.

Ma intanto, è stato ribadito, occorre nei P.S. avere una stanza dedicata, dopo il necessario triage e relativo codice “rosa” (per il momento è “giallo” a segnalare l’opportuna urgenza nel caso di sospetto di violenza domestica, sia essa di tipo sessuale che fisica o psicologica), con l’intervento di un medico, infermiere e assistente sociale prontamente reperibili per raccogliere i primi racconti della sospetta persona offesa e dei figli minori, nei confronti dei quali è configurabile anche una violenza diretta o indiretta per i risvolti psicologi così devastanti durante il periodo di crescita e soprattutto nella delicata fase adolescenziale.

Con il fondamentale rapporto delle Forze di Polizia, la pronta disponibilità telefonica delle Procure (anche per i minorenni) potrà dare, dopo le segnalazioni degli operatori dei Pronto soccorso, il necessario supporto per il proseguo delle operazioni, dove gioca la tempestività degli interventi (nei Pronto soccorso spesso il lungo tempo di attesa prima dell’intervento del medico, impegnato nella ordinaria e sempre tumultuosa ruotine, causa la rinuncia della persona offesa a continuare nella volontà di denuncia del violentatore e va via).

Da sottolineare, nel corso dell’incontro, anche il vasto mondo del web dove si assiste alla violenza di genere che, in questo caso, non si limita alle sole mura di casa poiché coinvolge la persona offesa in un ambito “mondiale” e insieme reale – abbandoniamo l’illusione che il web sia “virtuale”, è più che reale, ci assicura il dott. La Bella – e dove difficilmente viene rispetto il cosiddetto “diritto all’oblio”.

I lavori del corso sono stati, infine,  completati con le relazioni della psicologa del “Garibaldi” dott.ssa Angela Fabiano su “La violenza e le sue forme”, l’Assistente sociale dell’AOU Policlinico-OVE- San Marco dott.ssa Gina Occhipinti  su “La rete a sostegno delle vittime di violenza: il ruolo del Servizio sociale” e della presidente dell’Associazione Thamaia dott.ssa Anna Agosta su “Il valore delle Associazioni: la Thamaia”, la onlus catanese, nata nel 2001 come centro anti-violenza, per aiutare le donne in anonimato e riservatezza (per info 095.7223990).

Vincenzo Caruso

di Michele Minnicino 20312 Articles
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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