Arrestato dalla Polizia “il picchiatore” dell’ospedale Garibaldi, agli arresti domiciliari evade subito e finisce in carcere

Polizia

Nella mattinata di ieri, gli agenti del Commissariato Nesima hanno dato esecuzione all’Ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Catania con la quale è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del pregiudicato Angelo Vittorio, classe 1962.

All’origine della misura l’aggressione ai medici dell’Ospedale Garibaldi di Nesima, avvenuta lo scorso mese di ottobre quando, dopo essere rimasto coinvolto in un incidente stradale, il Vittorio si recò al pronto soccorso del “Garibaldi Centro” per ricevere le prime cure mediche. In quella circostanza i sanitari gli prescrissero una visita specialistica, da effettuarsi entro 24 ore nel plesso del quartiere Nesima; l’uomo, invece, si presentò in ospedale solo dopo alcuni giorni e, al diniego dell’accampato “diritto” all’ingresso immediato, scavalcando tutti gli altri pazienti in attesa il Vittorio reagì con violenza.

Ne scaturì un’aggressione contro i due medici dell’ambulatorio, ai quali l’arrestato procurò lesioni con prognosi superiore a 30 giorni. Poi, l’immediato intervento degli agenti che bloccarono il responsabile delle aggressioni e lo condussero negli Uffici del Commissariato Nesima per la denuncia in stato di libertà.

Il G.I.P. presso il Tribunale, su proposta del P.M. e grazie anche all’attività investigativa della Polizia di Stato che ha fatto emergere i precedenti del Vittorio per reati violenti, si è così determinato a emettere una misura cautelare maggiormente incidente sulla libertà personale dell’aggressore, anche allo scopo di scongiurare una eventuale reiterazione del reato.

Dopo gli adempimenti di legge, l’uomo è stato ristretto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità giudiziaria, ma un’immediata sortita fuori dall’abitazione, per la quale è stato indagato per il reato di evasione dagli operatori delle Volanti della Questura, ha comportato l’aggravamento della Misura Cautelare che lo ha condotto direttamente al carcere di Piazza Lanza.

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