Il cusino Antonio Aiello dal 27 Gennaio in Argentina, alla conquista del Monte Aconcagua, a 6962 m. s.l.m.

Antonio Aiello in Islanda

La chiamano “sindrome di Wanderlust” quell’irrefrenabile desiderio di viaggiare. Ed il trentaseienne Antonio Aiello, atleta della sezione Arrampicata Sportiva del CUS Catania, ne sa qualcosa. Odontoiatra nella vita di tutti i giorni, ma anche musicista, attore e scrittore. Ma soprattutto giramondo sempre alla ricerca di nuovi approdi.

“Partire, per quanto mi riguarda, è terapeutico – dichiara – E’ una buona occasione per stare con me stesso, ascoltare il mio corpo, sfidare i miei limiti. Il tutto vivendo esperienze uniche ed adrenaliche, conoscendo nuove realtà”. Un viaggio nel viaggo, dunque, che abbina l’introspezione alla scoperta. Ed è così che anche gli allenamenti al CUS assumono un ulteriore significato. Diventano occasione per ridefinire se stessi e per rimodellarsi in vista di sentieri da percorrere su differenti latitudini. Il passaporto di Antonio negli ultimi anni ha raccolti i più disparati “timbri”. Madascar, Brasile, Islanda, Perù, Laos, Thainlandia. Mai su sentieri mainstream ma, citando il meraviglioso testo di Jon Krakauer, “Into The Wild”.

Ed è con questo spirito che nel 2018 la Tanzania gli ha dischiuso le proprie porte portandolo fino in vetta al Kilimangiaro a quota 5900 m. Infreddolito e stanco ma con l’entusiasmo di chi vive nella partenza l’approdo della partenza, come Kerouac descriveva mirabilmente tra le pagine di “On the Road”.

E proprio queste sete di scoperta deflagrerà nuovamente anche nel 2020. Giorno 27 Gennaio Antonio Aiello volerà verso l’Argentina per un’impresa lunga 14 giorni. Lo aspettano la Cordigliera delle Ande e la vetta del Monte Aconcagua a quota 6962 m. sul livello del mare. Sarà un altro grande cammino. Un’altra storia da raccontare.

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