“Correre ai Confini è una realtà”, continua il viaggio podistico del siciliano Luca Naso

Percorsi 601 chilometri, consumate 41 mila calorie, circa 300 persone incontrate tra privati cittadini, associazioni e scuole: Correre ai Confini è una realtà. Luca Naso, astrofisico siciliano di 38 anni, partito da Catania il primo gennaio del 2020, dopo aver percorso il versante orientale della Sicilia e aver disegnato i confini ionici della Calabria e della Basilicata, è arrivato in Puglia, quarta regione italiana del suo viaggio e che verrà percorsa nelle prossime settimane.

Un mese di gennaio all’insegna dell’energia e degli incontri: sono stati moltissimi a mettersi a disposizione di Luca per accoglienza, vitto, alloggio, o anche per correre delle tappe insieme a lui. A metà mese, un piccolo infortunio (infiammazione) al tendine d’Achille che ha fermato Luca per diversi giorno (attualmente in via di recupero), è stato l’occasione per sperimentare la forza della rete sociale che è il cuore dello stesso progetto di Luca: oltre 8000 chilometri corsi con due tappe al giorno, per disegnare il perimetro d’Italia, incontrare persone e tessere relazioni all’insegna di una visione comune dedicata alle sfide e ai sogni.

“La partenza mi sembra già lontanissima– racconta Luca- eppure è passato appena poco più di un mese. Da un lato avevo addosso l’emozione di un’impresa incredibile, molto più grande di me. Dall’altro avevo un senso di orgoglio perché, sebbene fosse il primo passo, era comunque il più importante: quello che dà inizio all’impresa”.

Tanti i momenti importanti di questo mese: la salita di Taormina e la prima prova davvero dura per le gambe di Luca; il traghetto verso la Calabria, lasciandosi la Sicilia alle spalle, sospeso tra nostalgia e energia; il saluto, temporaneo, alla moglie Yan; l’infortunio di metà mese, che lo ha costretto a cinque giorni di stop; gli incontri con tantissime associazioni sportive che hanno coccolato Luca durante tutto il percorso con grande entusiasmo.

“Nonostante la mia preparazione fisica per questa impresa fosse stata parecchia, ogni giorno è stata una scoperta dei limiti e delle possibilità del mio corpo. La parte più incredibile, tuttavia, resta quella relazionale: quest’Italia del Sud che sto percorrendo mi racconta di generosità, apertura, accoglienza. In questi giorni ci sono state persone che mi hanno invitato a casa loro, a dormire a casa loro, che mi hanno fatto il bucato, che hanno cucinato per me; e poi che hanno cucinato dolci e crostate; che hanno preparato un’ammiraglia; che mi hanno donato delle targhe, delle scarpe; che mi hanno spedito del mangiare a casa! Ho incontrato scuole, associazioni, privati cittadini: ognuno mi ha affidato un pezzo di sogno per cui correre anche per loro. Per non parlare poi ovviamente di tutta la gente che ha corso insieme a me, che mi ha spinto a non mollare mai, e che ha condiviso con me i propri sogni. Questa è la parte più importante e quella che dà senso alla mia impresa”.

Adesso davanti a Luca c’è la Puglia e i suoi paesaggi mediterranei, che lascerà intorno ai primi di marzo per proseguire verso il nord. Ma questa è un’altra storia nuova e ve la racconteremo attraverso il sito, i social network e il prossimo comunicato di fine febbraio.

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