Al Centro Zo di Catania il 16 Febbraio, per “AltreScene”, “Mater Dei” di Massimo Sgorbani con la Piccola Compagnia della Magnolia

Una scena con Giorgia Cerruti e Davide Giglio

Domenica 16 febbraio, alle ore 21, sul palco di Zo centro culture contemporanee di Catania la Piccola Compagnia della Magnolia con “Mater Dei“, spettacolo trasgressivo e riservato a un pubblico di età superiore ai 14 anni, su un testo inedito di Massimo Sgorbani: in scena Giorgia Cerruti e Davide Giglio (fondatori della Compagnia), regia, spazio e costumi di Giorgia Cerruti, musiche originali e sound design di Guglielmo S. Diana, realizzazione scenografia di Domenico De Mai, una produzione Piccola Compagnia della Magnolia. Lo spettacolo fa parte del cartellone della rassegna di creazioni contemporanee AltreScene.
Libera variante sul tema del mito, Mater Dei ha come protagonisti una madre e un figlio, collocati in un tempo immaginario e in un luogo altrettanto immaginario del sud dell’Italia. Una sorta di rivisitazione del mito di Giove ed Europa dove la donna, invece che essere rapita, viene stuprata e ingravidata dal dio autoritario e passionale. Un momento rituale estraneo al quotidiano; un tempo “altro” in cui ci si riunisce – pubblico e attori – per cercare il vero nella finzione.
Una scena quadrata, buia, quasi interamente occupata da una piscina piena per quattro dita d’acqua; al centro della piscina una sorta di palafitta; sulla palafitta un trono. Un uomo, nudo, si muove con una lentezza estrema, si veste di bianco ed entra nella piscina; indossa una maschera di plastica trasparente che gli deforma il volto; beve del latte. Inizia così “Mater Dei” della Piccola Compagnia della Magnolia, lavoro che rielabora per la scena il testo di Massimo Sgorbani

Libera interpretazione del mito ovidiano di Giove ed Europa, Mater Dei colloca in un dove e un quando remoti e indefiniti, una madre e un figlio. A parlare è la madre, presa anni prima con la violenza da un dio fattosi animale per possederla. Genererà tredici figli, tutti divini, eccetto l’ultimo: un dio mancato, un umano fragile, privo di parola – almeno così pare all’inizio – che la madre nasconde in una casa/nido lontana dal mondo per proteggerlo da chi, ora, arriva per cancellare quella «cosa sbagliata», la «bestemmia vivente».

Un flusso di parole continuo ed esorbitante, quello vomitato dalla madre interpretata da Giorgia Cerruti: fisicità prorompente, gesto – accennato o plateale che sia – sempre preciso e puntuale nell’accompagnare il senso drammaturgico; una vocalità capace di passare senza apparente fatica dallo strillo isterico alla sensualità baritonale, dalla risata malefica al tremore della paura. Accanto a lei il figlio, Davide Giglio, riesce a non eclissarsi, tenendosi sempre presente in scena nella sua dimensione quasi embrionale, di essere umano talmente fragile da sembrare non ancora totalmente formato.Intorno a loro una scena – pensata da Lucio Diana –  continuamente plasmata da un disegno luci volto a trasferire su un piano immediatamente visibile le temperature emotive del racconto – davvero notevole il lavoro di Domenico De Maio – e riempita, resa “tonda”, dalla partitura sonora di Guglielmo Diana: una scena sinestetica verrebbe da dire.

Piccola Compagnia della Magnolia

Piccola Compagnia della Magnolia si identifica oggi nella ricerca condotta da Giorgia Cerruti e Davide Giglio, che fondano la Compagnia nel 2004 e da allora se ne prendono cura. Piccola Compagnia della Magnolia è un gruppo di ricerca permanente e indipendente riconosciuto per l’identità artistica potente e appartata. L’ensemble compie una rigorosa indagine a cavallo tra codici teatrali e ricerca, affrontando la scena con sguardo contemporaneo, attraversando principalmente i classici o sperimentando negli ultimi lavori scritture originali e drammaturgie contemporanee, inseguendo una sintesi tra ricerca formale e densità emotiva, mettendo al centro del lavoro un tempo sacro attento alla composizione dell’immagine, dominato da una lunga ricerca vocale e abitato da figure poetiche. La Compagnia basa l’indagine sull’attore e sulla cura del bagaglio tecnico specifico, attingendo alle cognizioni del teatro orientale, della biomeccanica e delle tecniche vocali. Accanto al lavoro di creazione, la Compagnia si occupa anche di pedagogia teatrale conducendo stages per attori in Italia e all’estero e organizzando inoltre campus di alta formazione con maestri della scena internazionale (tra questi Declan Donnellan, Jean-Jacques Lemêtre, Oskaras Korsunovas, Sergio Canto Sabido, Duccio Bellugi Vannuccini, Tomi Janezic, Jan Klata, Enrique Pardo, Linda Wise, Philippe Hottier, …).

La Compagnia, in comunione con una fraterna cerchia di artisti con cui da anni affina la ricerca, realizza ad oggi circa tredici spettacoli, distribuiti in Italia e all’estero presso numerosi festival e stagioni legati al contemporaneo. La Compagnia ha portato i propri lavori in Francia, Svizzera, Ungheria, Macedonia, Polonia, Russia, Italia.
Molti compagni negli anni si sono riconosciuti nell’identità della Compagnia, tanto nelle creazioni artistiche quanto sul piano organizzativo, valorizzando il percorso di Magnolia con il proprio bagaglio o alle volte avviando la propria carriera. Oggi questi sono gli artisti che lavorano – alcuni stabilmente, altri occasionalmente – con Magnolia: Fabricija Gariglio, Camilla Sandri, Federica Carra, Alessia Massai, Lucio Diana, Guglielmo Diana, Riccardo Polignieri, Ksenija Martinovic, Pierpaolo Congiu, Luca Busnengo, Giorgia Cipolla, Alice Conti.

Ingresso: intero 15 euro; ridotto 10 euro – Info e prenotazioni: T.+39 095 8168912 | M.+39 389 5912392

di Michele Minnicino 20314 articoli
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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