Al Centro Zo di Catania il 29 Febbraio e l’1 Marzo, per “Palco Off”, Adriano Pantaleo in “Non plus Ultras” di Gianni Spezzano

Adriano Pantaleo

Il Centro Zo di Catania ospita sabato 29 Febbraio ore 21:00 e domenica 1 Marzo ore 18:00, per la rassegna “Palco Off”, lo spettacolo “Non plus Ultras” con Adriano Pantaleo, drammaturgia e regia di Gianni Spezzano. Come da tradizione il format di Palco Off prevede: #APERIOFF: trenta minuti prima degli spettacoli, aperitivo con i pregiati vini siciliani Mandrarossa Wines. Bianchi, rossi e rosati. Ogni sera una diversa degustazione ed INCONTRO CON GLI AUT-ATTORI: dopo lo spettacolo vi sarà la consueta chiacchierata libera con l’attore. Per info e prenotazioni: prenotazione@palcooff.it – 342.5572121 – Intero 20,00€ / Ridotto 15,00€ – Potete acquistare i biglietti anche online www.palcooff.it

L’idea dello spettacolo “Non plus Ultras” nasce da un evento di cronaca: “Martedì 24 giugno 2014 alle ore 6.00 il cuore di Ciro Esposito, il tifoso del Napoli di 28 anni ferito il 3 maggio da un tifoso romanista mentre si avviava allo stadio Olimpico per assistere all’incontro Napoli-Fiorentina, ha smesso di battere. Il giovane ragazzo è spirato al policlinico Gemelli dopo 52 giorni di agonia e dopo aver subito sei interventi chirurgici”.

Attraverso un’indagine teatrale durata 4 anni, l’Autore Gianni Spezzano ha cercato di dare una risposta a questa domanda. Il modello di vita degli Ultras si racchiude in una sola parola: Mentalità. Cos’è la Mentalità? È una filosofia di vita basata su regole non scritte ma condivise tacitamente da tutti gli Ultras.

Una scena (Ph. Carmine Luino)

Ciro cerca di conquistare la dolce Susanna, figlia del temuto capo Ultras Biagio ‘O Mohicano. La sua strategia è semplice: riuscire, grazie all’aiuto del cugino ultras Salvatore detto Lupin, ad introdursi nel mondo della curva e a conquistare la benedizione dal padre della ragazza. Ciro nel tentativo di sedurre resta sedotto, completamente catturato da quella mentalità che sembra dare un senso alla sua vita piatta e monotona che ha sempre detestato.

Cosa vuol dire essere un Ultras? Che responsabilità porta? Che legame corre tra lo stato civile e il movimento Ultras? Che costi ha essere un ultras?

Non Plus Ultras, ovvero “non più oltre”, la scritta che Ercole incise, sulle colonne omonime, per stabilire il limite al quale l’uomo aveva accesso. Qual è questo limite? Ciro lo scoprirà, a sue spese.

Il progetto si presenta come un monologo che al suo interno vede sviluppati svariati codici espressivi e drammaturgici. Difatti parte della storia è raccontata in prima persona, in uno stile più classico da teatro di narrazione, mentre un’altra parte ha uno stile performativo.Ricreando le atmosfere sonore tipiche degli stadi, attraverso l’utilizzo di una ‘loop station’, lo spettatore sarà fiondato in prima persona sugli spalti, in quella curva che rappresenta uno spazio di libertà conquistato, faccia a faccia con quel mondo che spesso vediamo solo attraverso i telegiornali o sulla pay per view, comodamente seduti sui nostri divani.

L’utilizzo di alcuni brani tratte dalle opere di Shakespeare (Enrico V, Troilo e Cressida, Coriola- no), adattati al contesto stadio e arricchiti con effetti sonori, riesce a conferire la giusta epicità al fenomeno che volevamo ricreare. Le parole di Enrico, che incita i suoi fratelli a combattere al suo fianco nella battaglia di San Crispino, si confondono, si mischiano, si perdono per poi emergere riconoscibili nel flusso: non sappiamo più dove finisce il poeta e dove inizia l’ultras.

Altro elemento importante è lo stile narrativo: strizza sempre l’occhio alla narrativa inglese. Il lessico ricercato si mischia ad un italiano-regionale creando un effetto in alcuni punti straniante. Da una parte l’intento è quella di omaggiare la terra in cui il fenomeno Ultras nasce, l’Inghilterra, dall’altra è disancorare dal territorio alcuni concetti, tipo quella della Mentalità, che invece non hanno confini e abbracciano una comunità ramificata in tutta Europa e oltre.

NON PLUS ULTRAS

con Adriano Pantaleo uno spettacoli di Gianni Spezzano e Adriano Pantaleo

drammaturgia e regia: Gianni Spezzano

scenografia: Vincenzo Leone

costumi: Giovanna Napolitano

disegno luci: Giuseppe Di Lorenzo

contenuti multimediali: Carmine Luino

collaborazione alla drammaturgia: Adriano Pantaleo

assistente alla regia: Raffaella Nocerino

Organizzazione: Carla Borrelli produzione: Argot Produzioni/ Teatro Eliseo/Nest Napoli Est Teatro (Napoli – Roma).

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