Primo appuntamento stamattina con “L’Isola senza catene” dedicato agli edili

Il sit in di stamattina

Primo appuntamento stamattina a Catania  con “L’Isola senza catene” la campagna di mobilitazione ideata da Cgil Sicilia con un sit in tenutosi di fronte la sede della Regione Siciliana all’ex Palazzo ESA, dedicata in particolare agli edili di Fillea Cgil. L’iniziativa è stata promossa dalla Camera del lavoro insieme alla Flai (lavoratori dell’Agroindustria), alla Filcams (lavoratori Commercio, Turismo e Servizi), e alla Fillea (lavoratori dell’Edilizia) contro il caporalato, lo sfruttamento del lavoro e il lavoro nero.
Presenti, oltre segretario generale della Camera del lavoro Giacomo Rota, i segretari generali di Fillea, Flai e Filcams, Giovanni Pistorio, Pino Mandrà e Davide Foti, anche il segretario generale  di Fillea Cgil Sicilia, Mario Ridulfo, e il responsabile del Dipartimento Salute e Sicurezza del sindacato Cgil Sicilia, Franco Tarantino. 
“Non esiste diversità nella sfruttamento e proprio per questo a Catania abbiamo voluto interpretare “Isola senza catene” come una campagna da condurre insieme a Fillea, Flai e Filcams – ha detto Rotama anche insieme a lavoratori di esperienza e nazionalità diversa. Ci sentiamo uniti dal simbolo del lavoro e della lotta al caporalato ed all’illegalità; per quanto ci riguarda, questa non è  solo un’ occasione importante per la restituzione della dignità alle lavoratrici e ai lavoratori, ma anche una possibilità concreta di attirare l’attenzione dei cittadini sulle questioni più dure contro cui la Cgil lotta ogni giorno. Tra queste, l’idea che il lavoro non  sia un diritto, come vuole la Costituzione, ma un privilegio”.
Per il segretario generale della Fillea catanese, Pistorio: “Nel settore etneo delle costruzioni sono aumentate le forme di sfruttamento; non solo lavoro nero, piaga già endemica, ma anche irregolare, con formule contrattuali spurie come i “muratori a collaborazione o a partita iva”, o la richiesta di un vero e proprio “pizzo sul lavoro” attraverso la dichiarazione di un numero inferiore di ore pagate a fronte di quelle dichiarate.  Alcuni datori di lavoro impongono la restituzione di quote di salario come la cassa edile o gli assegni familiari o, in pieno stile criminale, il finto pagamento del TFR e di parte dei salari pregressi attraverso una  finta conciliazione sindacale (esistono i “sindacalisti di comodo”), pena l’ essere cacciati o il non essere mai più assunti.   Da anni la Fillea di Catania chiede controlli e vigilanza, – conclude Pistorio- e proprio in considerazione delle tante risorse che arriveranno, chiede trasparenza nella gestione delle assunzioni della manodopera nei cantieri edili con appalto a finanziamento pubblico. Proponiamo una gestione trasparente del collocamento attraverso una “Cassa del lavoro” dove la domanda e l’offerta di manodopera s’ incroci con il sistema bilaterale edile, il BLEN e il sistema di formazione continua.   Servono nuove tutele nel mercato del lavoro delle costruzioni in Sicilia, certificazioni più accorte che potenzino  l’ordinaria verifica di  regolarità contributiva delle imprese attraverso la creazione di un “DURC di congruità”. Servono meccanismi che impediscano discriminazioni e sfruttamento e le infiltrazioni della malavita nella gestione della manodopera. Anche questo è un vero e proprio “pizzo”, utilizzato dalle mafie come forma di taglieggiamento e per affermare un potere sociale malato sul territorio”.
La Cgil catanese e le tre categorie scendono dunque ancora una volta in piazza,  fianco a fianco, per sanare le ferite più difficili del mercato del lavoro. Il prossimo appuntamento è previsto il ‪il 17 luglio‬  al Centro commerciale Porte di Catania dalle ore 9,30-11,30; seguiranno quelli ‪del 23 luglio‬ Lido Piramidi ‪alle ore 16‬ con i lavoratori di commercio e turismo Filcams, ‪del 27 luglio‬ a Paternò ‪alle ore 4‬ bar Roxi e ‪del 29 Luglio‬ ad Adrano piazza S.Agostino ore 4 con i lavoratori agricoli della Flai. Ultimo appuntamento ‪il 4 agosto alle ore 19‬ in via Crociferi 40 serata con dibattito e musica.

Diventa il primo a commentare

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*