Emozioni al Castello Ursino di Catania per l’intenso “Alcibiade” di Renato Pennisi, con Antonio Caruso, regia di Salvo Nicotra, produzione Centro Magma

Antonio Caruso è "Alcibiade" al Castello Ursino

Sono state due serate molto apprezzate quelle del Centro culturale e teatrale Magma, diretto da Salvo Nicotra, al Castello Ursino di Catania, nell’ambito della rassegna “Catania Summer Fest”, organizzata dal Comune e dalla Città Metropolitana. Il Centro Magma, infatti riprendendo la propria attività teatrale, ha riproposto, lo scorso fine settimana, in un nuovo ed intrigante allestimento – complice anche l’affascinante location – il testo poetico “Alcibiade” di Renato Pennisi, con Antonio Caruso e regia di Salvo Nicotra.

Lo spettacolo dopo il debutto a maggio – giugno del 2019 alla Sala Magma, in via Adua, prodotto dal Centro Magma, è quindi tornato in scena nella suggestiva location del Castello Ursino, con le scene e costumi di Donatella Marù, le musiche originali composte ed eseguite da “Oi Dipnoi” (Valerio Cairone, Marco Carnemolla e Mario Gulisano), la vocalità nelle musiche di Lucia Nicotra e Donatella Marù, la direzione di scena di Orazio Indelicato e la produzione video di Simona Brancè. Hanno collaborato le associazioni Terre Forti e Darshan e foto di Simone Nicotra.

La pièce nasce da una metodologia creativa laboratoriale e dal lavoro collettivo, dall’intesa professionale tra il regista e deus ex machina del Centro Magma, Salvo Nicotra, l’autore Renato Pennisi (che nel 2015, con il Centro Magma, ha presentato “Oratorio di Resurrezione”), ilprotagonista Antonio Caruso, gli autori delle musiche “Oi Dipnoi” e la scenografa e costumista Donatella Marù.

In circa 60 minuti l’appassionante monologo vede protagonista Antonio Caruso che si muove nell’accattivante impianto scenografico caratterizzato dai pochi, ma intriganti, elementi scenici (ciottoli, drappi, armature, gomena, altare) nati dall’estro di Donatella Marù e Salvo Nicotra e con le musiche composte per l’occasione da “Oi Dipnoi” (Valerio Cairone, Marco Carnemolla e Mario Gulisano). Al centro della pièce la movimentata, contraddittoria e spericolata parabola esistenziale di Alcibiade, uomo politico e generale ateniese (circa 450-404 a. C.), una delle figure più importanti della guerra del Peloponneso. Era un giovane aristocratico, nipote di Pericle ed allievo di Socrate, estremamente ambizioso, pieno di doti personali, tra le quali l’eloquenza, dotato di grande intuizione politica e di capacità militari. Eletto alla suprema carica di stratego, passò dal partito democratico a quello conservatore in seguito alla sconfitta di Mantinea (418) a opera di Sparta. Tra i comandanti della spedizione contro Siracusa (416-415), giunto a Catania fu richiamato in patria per un’accusa di empietà. Temendo una condanna, si mise al servizio di Sparta. Caduto in sospetto anche degli spartani, grazie ad alcuni successi militari riuscì a tornare in patria (407) ma finì assassinato (404) presso il satrapo Farnabazo.

Una scena – Ph. Simone Nicotra

Geniale stratega, Alcibiade nel corso della guerra del Peloponneso, non ha esitato, per convenienza, a tradire più volte la sua patria, alleandosi dapprima con gli Spartani, poi con i Persiani. Ambizioso e amante dei piaceri, ha esercitato sempre grande fascino nella sua gente, personaggio complesso e, come tutti coloro che sono destinati a imprimere il sigillo della loro personalità, contraddittorio.

L’atto unico di Renato Pennisi evidenzia soprattutto una pagina di storia che interessa profondamente anche la Sicilia, infatti una delle intuizioni di Alcibiade fu quella di attaccare Siracusa, fondamentale alleata di Sparta, avvalendosi di quella porzione di Sicilia che parteggiava, invece, per Atene (Catania, l’Atene della Magma Grecia, in testa). Per una serie di eventi che in sintesi sono raccontati nello spettacolo, quel progetto non sarà portato a termine dal suo ideatore e terminerà con la disfatta degli ateniesi.

L’autore Renato Pennisi sottolinea di Alcibiade quelle contraddizioni, quella sua inconsapevolezza nel voler giocare con la sua patria, con il destino di altri Paesi, con uomini e donne, con la religione e con il suo tempo, coinvolgendo popoli e nazioni, innescando azioni e reazioni e tutto dall’alto del suo fascino, della sua capacità oratoria, della sua cultura e del suo sapersi un predestinato che aspira ad un eterno desiderio di gloria.

Antonio Caruso in “Alcibiade” – Foto Simone Nicotra

Antonio Caruso – incastonato nell’incantevole location del Castello Ursino di Catania – con una lineare e vigorosa interpretazione presenta allo spettatore un Alcibiade orgoglioso e consapevole dei suoi mezzi e della sua arte, carismatico, malinconico e che va incontro al suo destino. L’autore e l’interprete, affiancati perfettamente da una regia essenziale, puntuale ed attenta ai particolari, raccontano quindi di Alcibiade, della sua controversa esistenza, ma raccontano anche la storia degli uomini, delle vittorie e delle sconfitte, del loro smisurato bisogno di gloria, inseguendo il più delle volte sogni superficiali.  Un nuovo allestimento, questo di “Alcibiade”, rispetto a quello del 2019 alla Sala Magma, ancora più emozionante e reso più coinvolgente dalla naturale scenografia del Castello Ursino e che ha consentito al protagonista, il convincente Antonio Caruso, di regalare all’interessato pubblico nuovi tratti, nuove sfumature del carismatico, trasgressivo personaggio, dell’uomo Alcibiade che nel suo percorso – dall’inizio alla fine – scandisce il fluire del tempo confrontandosi con la solitudine, con i limiti, le contraddizioni dell’uomo di ieri e di oggi.

Salvo Nicotra

“L’ultima parola che Alcibiade/Caruso rivolge al maestro Socrate, – sottolinea il regista Salvo Nicotraa chiusura dello spettacolo è “Ricominciamo”. Egli, dopo un’esistenza vissuta sempre in bilico, condotta all’estremo in ogni sua porzione e nella quale certamente l’“ego” ha avuto una forte prevalenza, usa il plurale, quello che collettivamente e per ben altre cause oggi sembra – almeno a parole – appartenere al sentimento comune.  Questa parola scelta da Renato Pennisi, autore del testo, ha un significato “assoluto” e per tale valore era usata nell’allestimento della primavera dell’anno scorso; lo stesso significato assoluto oggi in questo “Alcibiade” assorbe la contingenza aprendo lo “spioncino” alla luce della speranza”.

Squadra di “Alcibiade”: Pennisi, Nicotra, Indelicato, Caruso, Marù (Ph. Simone Nicotra)

“Alcibiade” di Renato Pennisi

Con Antonio Caruso

Regia di Salvo Nicotra

Scena e costumi di Donatella Marù

Musiche originali di Oi Dipnoi (Valerio Cairone, Marco Carnemolla e Mario Gulisano)

Direttore di scena Orazio Indelicato

Vocalità nelle musiche Lucia Nicotra e Donatella Marù

Produzione Centro Magma, in collaborazione con associazioni Terre Forti e Darshan

Castello Ursino di Catania – 26 e 27 settembre 2020

Foto di Simone Nicotra

di Michele Minnicino 20302 Articles
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

Diventa il primo a commentare

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*