CyberChallenge.IT, undicesimo posto per il team dell’Ateneo catanese

Un risultato che fa ben sperare per il futuro. Un undicesimo posto, su 28 team in lizza, che premia l’impegno degli studenti del corso di laurea magistrale in Informatica Alessandro Maggio, Marcello Maugeri, Giorgio Buzzanca, Angelo Zinna, Stefano Bognanni e il neo-diplomato dell’Itis Galileo Ferraris di Acireale Nicolò Cacciola, componenti del team “The Hackerers” dell’Università di Catania che l’1 e il 2 ottobre, hanno partecipato alla finale nazionale di CyberChallenge.IT tenendo alti i colori dell’Ateneo catanese.

La competizione di sicurezza informatica promossa dal Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (CINI), giunta alla quarta edizione, ha registrato la partecipazione online di 560 ragazzi tra i 16 e i 23 anni, gli hacker etici italiani, per un totale di 28 squadre in rappresentanza di 26 atenei, del Centro di Competenza Cybersecurity Toscano e del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino.

L’iniziativa costituisce il maggiore sforzo di formazione nazionale nell’ambito della cyber security e uno dei più riconosciuti a livello europeo. A conquistare il primo gradino del podio, per questa edizione, è stata l’Università di Pisa. A seguire il Politecnico di Milano e l’Università di Verona. Undicesima, ad appena 100 punti dall’ingresso nella top ten, la squadra dell’Ateneo catanese.

“Siamo soddisfattissimi di questo risultato – spiega il prof. Giampaolo Bella, coordinatore del team dell’Università di Catania -, è un esito eccellente per degli esordienti come noi in una gara di livello nazionale, nella quale figurano team con una tradizione pluriennale. I nostri ragazzi si sono distinti per autonomia e determinazione. Ci auguriamo di poter continuare a partecipare negli anni, costruendo così una tradizione e un avvicendamento di studenti che diventano tutor per le stagioni successive”.

I team si sono confrontati in una complessa gara di tipo Capture the flag (Ctf), una sorta di ruba bandiera virtuale, nella quale ciascuna squadra è stata chiamata ad attaccare le infrastrutture informatiche degli avversari, proteggendo al contempo la propria, e impedendo ad altri di prenderne il controllo. Uno dei campi di battaglia, creato apposta per l’occasione, è stato il nuovo cyber range Paideusis: un’infrastruttura permanente, fisicamente ospitata a Torino dalla Fondazione Links, che l’ha realizzata insieme al Laboratorio Nazionale di Cybersecurity e con la collaborazione tecnica dell’azienda canavese Tiesse.

Questo tipo di competizione richiede ampie competenze e una squadra eterogenea per formazione, in grado di esercitare tecniche offensive e difensive nell’ambito della cifratura, della gestione dei server, e dell’analisi di codice sorgente.

Tutti temi che i ragazzi di CyberChallenge.IT hanno approfondito durante il percorso di formazione altamente specializzata in sicurezza informatica, della durata di dodici settimane, al quale hanno partecipato tra marzo e maggio. Tra gli argomenti affrontati durante i corsi di formazione, organizzati dalle ventotto sedi nazionali con il coinvolgimento di esperti esterni e aziende, particolare attenzione è stata data alla sicurezza delle infrastrutture informatiche e dell’hardware, alla web security, alla protezione delle telecomunicazioni e alle capacità di attacco e difesa di un sistema informatico. Ciascun tema rappresenta un diverso punto critico del mondo digitale e tutti concorrono alla maggiore capacità di protezione sia delle aziende sia dell’intero “Sistema Paese”, già oggetto in Italia della legge sul perimetro di sicurezza nazionale cibernetica.

di Michele Minnicino 20302 Articles
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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