Progetto U-DATInos, a Palermo parte il monitoraggio delle acque del fiume Oreto

U-DATInos, il progetto dell’Ecomuseo Urbano Mare Mermoria Viva, firmato dal duo di artisti/ricercatori Iaconesi/Persico, vincitore del bando Creative Living Lab II edizione, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, è arrivato alla sua seconda fase: inizia la raccolta dati sul fiume Oreto.

Si sono svolti nelle scorse settimane i due workshop rivolti a studenti e cittadini, nel corso dei quali gli artisti si sono confrontati con i partecipanti insieme al team dell’Ecomuseo.
In questi incontri si è parlato del Fiume Oreto, raccontato cos’è il progetto U-DATInos e le ragioni che hanno portato a immaginare una raccolta partecipativa di dati, ci si è confrontati sul tema delle acque urbane, del loro inquinamento e degrado e della possibilità di recuperarle alla città all’interno di un progetto più ampio e condiviso.
Il tutto lavorando a distanza fra Torino, Roma e Palermo, città in cui rispettivamente lavorano e vivono al momento gli artisti, la curatrice, l’Ecomuseo e i partecipanti.

In occasione dei workshop sono state fornite le indicazioni su come procedere nella raccolta dei dati, grazie ad una app che geolocalizza il punto della rilevazione e i tipi di dati che generano i sensori a contatto con l’acqua.
Concluse le operazioni di settaggio ogni partecipante era pronto ad iniziare la sua esperienza di “Custode dell’Acqua”.

Nei giorni scorsi il gruppo si è dato appuntamento per la prima rilevazione collettiva sul fiume Oreto. Coinvolti in tutto 16 Custodi dell’Acqua, uno in più rispetto al numero previsto dalla call: sette studenti dell’Accademia di Belle Arti e nove cittadini, fra attivisti dell’ambiente, ricercatori, promotori del Comitato Promotore per il Contratto di Fiume e di Costa Oreto.

Dopo la prima rilevazione congiunta, calibrati i sensori e testato il loro funzionamento sul campo, i “Custodi dell’acqua” hanno ufficialmente iniziato la raccolta.
Il gruppo ha messo insieme la propria conoscenza del territorio creando una mappa degli accessi al fiume e un calendario condiviso, con l’obiettivo di raggiungere almeno tre rilevazioni alla settimana.

IL DESTINO DEI DATI E LA PROSSIMA SPEDIZIONE

Da soli o in piccoli gruppi, i Custodi dell’Acqua si muoveranno lungo il fiume alla scoperta di una natura urbana tutta da conoscere, muniti di sensi, ruoli e strumenti completamente nuovi.

I dati raccolti saranno caricati in tempo reale su una mappa in cui i partecipanti potranno seguire il procedere le rilevazioni, uniti in una nuova esperienza connettiva in cui le dimensioni online e offline si fondono. I dati saranno una sorgente aperta – open data – accessibile a tutti, e soprattutto generativa: un meccanismo appropriabile dalla città, per tutti: i bambini delle scuole, le famiglie, gli appassionati di natura e tecnologie, i ricercatori.

Intanto il gruppo dei custodi ha già programmato una nuova spedizione, proprio per questa domenica. L’appuntamento è all’origine del fiume Oreto, a Fontana Lupo, nei pressi di Monreale, per ascoltare l’acqua alla fonte, laddove il fiume nasce.

LE TESTIMONIANZE DEI PARTECIPANTI

Questa esperienza è prima di tutto una grande responsabilità. Essere custode dell’acqua non è solo rilevare i dati del fiume Oreto: è custodire e quindi sorvegliare con cura la città. Ascoltare il fiume e lo scorrere dell’acqua è un po’ come sentire la voce di Palermo, mi sento orgogliosa di dare un contributo alla creazione di qualcosa che possa valorizzarla.” Nathalie Rallo, studentessa, Accademia di Belle Arti di Palermo
 

Nell’ambito urbano di Palermo l’Oreto è stato visto come un elemento passivo, estraneo alla città: un ostacolo alla sua crescita. Custodi oggi, per trasformare quella che Rosario La Duca definiva provocatoriamente una “storia di un amore mai nato” in un atto d’amore verso la città e il suo fiume. Un tassello che, insieme a tanti altri, può contribuire ad avviare quei complessi processi di recupero, disinquinamento e rinaturalizzazione del bacino fluviale, per ricostituire un corretto rapporto tra Palermo e la ‘Conca d’Oro’.” Fabio Militello, architetto, Comitato Promotore per il Contratto di Fiume e di Costa Oreto

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