U-DATInos, progetto dedicato alla difesa del fiume Oreto, giunge alla seconda fase

U-DATInos, il progetto dell’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva firmato dal duo di artisti/ricercatori Iaconesi/Persico, vincitore del bando Creative Living Lab II edizione, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il turismo, è arrivato alla sua seconda fase: inizia la raccolta dati sul fiume Oreto.

Si sono svolti nelle scorse settimane i due workshop rivolti a studenti e cittadini, nel corso dei quali gli artisti  si sono confrontati con i partecipanti insieme al team dell’Ecomuseo. In questi incontri si è parlato del Fiume Oreto, raccontato cos’è il progetto U-DATInos e le ragioni che hanno portato a immaginare una raccolta partecipativa di dati, ci si è confrontati sul tema delle acque urbane, del loro inquinamento e degrado e della possibilità di recuperarle alla città all’interno di un progetto più ampio e condiviso. Il tutto lavorando a distanza fra Torino, Roma e Palermo città in cui rispettivamente lavorano e vivono al momento gli artisti, la curatrice, l’Ecomuseo e i partecipanti.

In occasione dei workshop sono state fornite le indicazioni su come procedere nella raccolta dei dati, grazie ad una app che geolocalizza il punto della rilevazione e i tipi di dati che generano i sensori a contatto con l’acqua. Concluse le operazioni di settaggio ogni partecipante era pronto ad iniziare la sua esperienza di “Custode dell’Acqua”.

Il 28 novembre il gruppo di è dato appuntamento per la prima rilevazione collettiva sul fiume Oreto. Coinvolti in tutto 16 Custodi, uno in più rispetto al numero previsto dalla call: sette studenti dell’Accademia di Belle Arti e nove cittadini, fra attivisti dell’ambiente, ricercatori, promotori del Comitato Promotore per il Contratto di Fiume e di Costa Oreto.

Dopo la prima rilevazione congiunta, calibrati i sensori e testato il loro funzionamento sul campo, i “Custodi dell’acqua” hanno ufficialmente iniziato la raccolta. Il gruppo, serio e attivissimo, ha messo insieme la propria conoscenza del territorio creando una mappa degli accessi al fiume e un calendario condiviso, con l’obiettivo di raggiungere almeno tre rilevazioni alla settimana.

“Lontani e vicini, stiamo unendo le forze e le competenze del gruppo in modo spontaneo e collaborativo, qualcosa che si tocca con mano. Vivere tutto questo fermento in remoto è una sensazione di particolare connessione con il progetto. U-DATInos è un’esperienza culturale che fa del tempo pandemico un limite esistenziale positivo, cioè da elaborare come parte del nostro attuale contesto: qualcosa da abitare e con cui co-esistere scoprendo nuove possibilità di vita e di espressione. Ne siamo emozionati”

Salvatore Iaconesi + Oriana Persico, artisti e fondatori del centro di ricerca HER she Loves Data

IL DESTINO DEI DATI E LA PROSSIMA SPEDIZIONE

Da soli o in piccoli gruppi, i Custodi dell’Acqua si muoveranno lungo il fiume alla scoperta di una natura urbana tutta da scoprire, muniti di sensi, ruoli e strumenti completamente nuovi. 

I dati raccolti saranno caricati in tempo reale su una mappa in cui i partecipanti potranno seguire il procedere le rilevazioni, uniti in una nuova esperienza connettiva in cui le dimensioni online e offline si fondono. I dati saranno una sorgente aperta – open data –  accessibile a tutti, e soprattutto generativa: un meccanismo appropriabile dalla città, per tutti – i bambini delle scuole, le famiglie, gli appassionati di natura e tecnologie, i ricercatori.

Intanto il gruppo dei custodi ha già programmato una nuova spedizione, proprio per questa domenica. L’appuntamento è all’origine del fiume Oreto, a Fontana Lupo, nei pressi di Monreale, per ascoltare l’acqua alla fonte, laddove il fiume nasce.

LE TESTIMONIANZE DEI PARTECIPANTI

“L’ascolto. È quello che ho pensato quando ho intrapreso questa strada, la strada denominata U-DATInos. Non mi sono mai fermata a “ascoltare” le acque del Fiume Oreto. Il fiume Oreto non è silenzioso. Da palermitana non mi sono mai fermata ad ascoltare il suono delle sue acque. U-DATInos mi ha permesso di entrare a contatto con i dati, ovvero la voce del fiume, un flusso di informazioni apparentemente silenziosi che una volta ascoltati non lo sono più. La foce del fiume diviene un luogo d’incontro dove interrogarsi sul nostro rapporto con l’ambiente. I dati sono l’aspetto peculiare e fondamentale di questo lavoro. Un lavoro di ricerca, di raccolta. Essi divengono una chiave d’accesso per entrare in contatto con le acque. I dati sono condivisi, accessibili in un’ottica di conoscenza diffusa. Noi siamo i custodi di quelle acque. Sono felice di essere una custode dell’acqua.”

Clara Sorce, studentessa, Accademia di Belle Arti di Palermo

“Questa esperienza è prima di tutto una grande responsabilità. Essere custode dell’acqua non è solo rilevare i dati del fiume Oreto: è custodire e quindi sorvegliare con cura la città. Ascoltare il fiume e lo scorrere dell’acqua è un po’ come sentire la voce di Palermo, mi sento orgogliosa di dare un contributo alla creazione di qualcosa che possa valorizzarla.”

Nathalie Rallo, studentessa, Accademia di Belle Arti di Palermo

“Non sfugga un aspetto importante, insito nell’operazione, voluto dai suoi ideatori ben prima che la gestione ufficiale della pandemia ci consegnasse qualche consapevolezza in più. I DATI, qui, sono sottratti alla proprietà, gestione e distribuzione dei politici, degli esperti e dei tecnici, per concretizzarsi invece in una esperienza condivisa, accessibile e agibile dai cittadini tutti, in un’ottica di cultura e conoscenza diffusa.”

Salvatore Bucchieri, attivista per Salviamo L’Oreto e Comitato Promotore Contratto di Fiume e di Costa Oreto

“Custode del Fiume! Mai fui insignito di più alta e valorosa carica. E di cotanto onore mi pregio e mi vanto, girovagando per l’alveo del maestoso rio, osservo con i miei sensori e scruto l’orizzonte di una nuova alba dell’amato Oreto. Ringrazio gli ideatori e organizzatori di questa splendida iniziativa, che ci porta al fiume per conoscerlo e prendersene cura.”

Sergio Calabrese, Università di Palermo (DiSTeM) – Associazione Naturalistica Geode

“Nell’ambito urbano di Palermo l’Oreto è stato visto come un elemento passivo, estraneo alla città: un ostacolo alla sua crescita. Custodi oggi, per trasformare quella che Rosario La Duca definiva provocatoriamente una “storia di un amore mai nato” in un atto d’amore verso la città e il suo fiume. Un tassello che, insieme a tanti altri, può contribuire ad avviare quei complessi processi di recupero, disinquinamento e rinaturalizzazione del bacino fluviale, per ricostituire un corretto rapporto tra Palermo e la “Conca d’Oro”

Fabio Militello, architetto,  Comitato Promotore per il Contratto di Fiume e di Costa  Oreto

“Custode dell’acqua! Stupendo appellativo! Questo progetto é una risorsa preziosa che vede la cittadinanza attiva, intraprendere ruoli di guerrieri e guaritori. Ci vede protagonisti nella preservazione dell’ambiente, scopritori di un patrimonio storico culturale legato all’acqua. In questo caso di un fiume, che attraversa la città di Palermo e che è stato per secoli portatore di vita. Il fiume Oreto prima dimenticato ora, grazie a questo progetto, sta rivedendo la sua lenta rinascita.”

Brigida Pedone, studentessa magistrale di Geologia, Associazione Geode

“Essere custode del fiume significa essere parte attiva di un processo condiviso, importante e necessario. Significa essere protagonisti, essere consapevoli. Ascoltare,conoscere e prendersi cura del fiume è un atto d’amore e sono felice di farne parte. Lo dobbiamo all’ambiente, al fiume Oreto e alla nostra splendida città.”

Mara Manzella

COS’È U-DATInos

Un’installazione meditativa per “ascoltare” l’acqua di Palermo. Una piattaforma di espressione e attivazione per i cittadini. Un luogo d’incontro per godere della bellezza dell’arte e del paesaggio.

Il progetto nasce dal desiderio di prendersi cura di un territorio (la costa sud-est di Palermo), di interrogarsi sul futuro del fiume Oreto – simbolo per anni di abbandono e inquinamento, ora oggetto di iniziative per recuperarlo e restituirlo alla collettività – e di indagare il nostro rapporto con l’ambiente, sperimentando nuovi modi di connettersi con esso grazie attraverso l’arte e i dati. Si tratta di un’azione artistica partecipativa, in cui i dati si incarnano nello spazio pubblico per farsi esperienza condivisa e accessibile, cultura diffusa e conoscenza agibile dai cittadini, non più solo dagli esperti, diventando strumento per entrare in contatto con questioni complesse come lo stato delle acque della città e riuscire a farne esperienza.

Il progetto si articola in quattro parti: ai workshop, dedicati a cittadini e studenti dell’Accademia, che diventano i “custodi dell’acqua” di Palermo muniti di sensori, per rilevare dati sullo stato dell’acqua e trasmetterli, segue la fase di data generation, con la raccolta partecipativa dei dati. Alimentata da questi dati, un’opera d’arte si animerà di suoni e luci per dare voce alle acque della città, informandoci e tenendoci aggiornati sulle loro condizioni. Infine, l’apertura dell’opera al pubblico sarà occasione di riunire (in persona o virtualmente, in base alla situazione del momento) abitanti, ricercatori, studenti e istituzioni per discutere su come i dati, l’arte e la computazione possano aiutarci ad affrontare i fenomeni complessi della nostra società, quali l’inquinamento, il cambiamento climatico o la pandemia, con lo sguardo rivolto ai futuri del fiume Oreto.

INFO & CONTACT

[ sito ufficiale ] → https://udatinos.eu/

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