Parco dell’Etna, Legambiente Etneo: “Mezzi non autorizzati danneggiano l’ambiente”

Motociclisti escono da un sentiero in zona B del Parco dell'Etna (contrada Giarrita del comune di Sant'Alfio)

Legambiente Etneo interviene sui mezzi a motore non autorizzati (moto da cross, quad e fuoristrada) che sfrecciano incontrollati all’interno del Parco dell’Etna danneggiando l’ambiente.   

Il Presidente del Parco dell’Etna Carlo Caputo è intervenuto sulla questione delle moto da cross che circolano indisturbate all’interno dell’area protetta, ribadendo il divieto assoluto per le motociclette di scorrazzare liberamente lungo i sentieri e le trazzere del Parco.

Il Circolo Etneo sostiene con forza la richiesta del Presidente, indirizzata a Questore e Prefetto, di intensificare i controlli da parte delle Forze dell’Ordine per debellare una pratica assolutamente illecita nonché pericolosa sia per i rischi alle persone sia per il danno all’ambiente circostante.

Ma il motocross non è l’unica pratica da condannare e perseguire, infatti anche quad e fuoristrada vengono spesso utilizzati su piste e sentieri. Il passaggio di tali mezzi motorizzati distrugge la flora e la fauna procurando un incalcolabile danno in termini di perdita di biodiversità in un ambiente già fragile e che è continuamente sottoposto all’impatto delle attività umane.

La fruizione sostenibile dell’Etna può avvenire in diversi modi: a piedi, a dorso di equidi, in bici, con gli sci, ma sempre rispettando le norme regolamentari che impediscono, ad esempio, l’apertura di nuovi percorsi in zona A e B.

All’ente Parco dell’Etna spetta quindi il compito di sollecitare le Forze dell’Ordine affinché sia garantito il rispetto di un territorio unico al mondo e la sicurezza delle persone che lo visitano.

Pertanto vanno fatti rispettare i regolamenti, vanno ribadite le attività che possono essere svolte all’interno delle zone A e B e quelle che non sono consentite, anche allestendo una nuova segnaletica.

Ovviamente ciò non è sufficiente e il Circolo Etneo auspica la redazione di un adeguato piano della rete sentieristica, che distingua i sentieri per il tipo di fruizione (per escursionisti a piedi, in bicicletta, a cavallo ecc.). Alcuni percorsi invece andrebbero del tutto interdetti alla fruizione non autorizzata, per esempio dove ci sono importanti nidificazioni in corso o particolari situazioni di emergenze naturalistiche.

Il Circolo Etneo chiede che vengano approvate delle restrizioni alla circolazione indiscriminata e al di fuori dei sentieri autorizzati, così come avviene in altre importanti aree protette italiane e che i divieti siano estesi anche a situazioni non connesse con i rischi dell’attività vulcanica.

In prospettiva della ripresa delle attività escursionistiche, dopo la fine dell’attuale pandemia, sono auspicabili regole chiare e condivise, ma soprattutto realmente efficaci e applicabili. Esse infatti sono un’esigenza ineludibile per un vero sviluppo economico dell’area nel rispetto dei valori ambientali.

1 Commento

  1. Più di qualcuno mi ha riferito che l’Ente Parco dell’Etna è molto efficiente ed è in grado di far rispettare i divieti e le direttive per la fruizione sostenibile del territorio. Agire di comune accordo, sfruttando le sinergie e le vedute comuni con il Circolo Etneo di Legambiente, dovrebbe ottimizzare la presa di coscienza degli escursionisti per un maggior rispetto dell’ambiente e il patrimonio naturale.

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