Lutto per la morte dell’artista astrattista catanese Pasquale Viscuso, il ricordo del critico Fortunato Orazio Signorello

Una tecnica mista di Pasquale Viscuso

Lutto nel mondo dell’arte. Se n’è andato a 70 anni, stroncato da un infarto, il pittore catanese Pasquale Viscuso. La notizia della sua morte ha provocato sconcerto e dolore tra chi lo conosceva e chi ne apprezzava le doti artistiche. Nato a Catania nel 1951, ma da molti anni residente a San Giovanni la Punta, l’artista iniziò il suo percorso artistico all’Istituto d’arte di Catania, dove nel 1968 conseguì il diploma di maestro d’arte. Fonte d’ispirazione per tanti pittori astrattisti dell’Accademia Federiciana (prestigiosa istituzione culturale non profit della quale è stato socio fino al 2017), Viscuso – che figura in molti libri e annuari d’arte – nel 1997 aveva deciso di puntare tutto, dopo un primo periodo in cui si era dedicato all’arte figurativa, sulla pittura astratta e informale.
Il primo critico d’arte a credere in lui e a farlo conoscere in Italia e all’estero è stato Fortunato Orazio Signorello, grazie al quale partecipò, tra l’altro, alla Biennale dell’arte contemporanea (Firenze, 1999), all’International Exhibition of Prints (Tokio, 2000), all’Expo “ArteinFiera” (Cremona, 2003), alla Mostra d’arte contemporanea “Colori ed emozioni” (Milano, 2005), alla Triennale d’arte contemporanea” (Catania, Centro fieristico “Le Ciminiere”, 2005), all’Exposición internacional d’arts plástiques (Madrid, Spagna, Palacio Morellón, 2007; per “Artpress” nell’ambito del secondo “Encuentro internacionales de arte contemporáneo”), ad Arteria (Monzòn- Huesca, 2007) e alla Rassegna d’arte visiva “Esplitazioni Creative” (Museo Emilio Greco, Catania, 2017). Di lui si sono occupati poi, tra gli altri, Angelo Bovi, Mario Meozzi, Vincenzo Crispolti, Davide Lo Pinto e Ludovico Poli.

Un dipinto di Pasquale Viscuso

Le sue opere sono presenti in collezioni private italiane. Per il critico d’arte Mario Meozzi l’artista era “animato da fantasia e volontà di ricerca, da capacità di rinnovarsi continuamente per scoprire variazioni segniche e cromatiche sempre mutevoli, che conservano il fascino del tempo e dell’espressione nell’unione di emozione e razionalità”. 
“Sono rimasto incredulo – ha dichiarato il critico d’arte Fortunato Orazio Signorelloquando mi hanno telefonato e dato questa brutta notizia. È morto un artista d’indubbio talento. Non ci sono parole per esprimere – anche perché l’avevo seguito nel suo percorso artistico per oltre 20 anni: fui il primo critico d’arte a credere in lui e a farlo conoscere in ambito nazionale – il mio dolore. Da quando lo feci esporre nelle prime mostre d’arte, Viscuso – che ricorderò anche per la sua simpatia, allegria e vitalità – si fece apprezzare subito per uno stile del tutto personale. Lo segnalai ad altri critici d’arte, che scrissero lusinghieri giudizi critici, e lo inserii in prestigiose pubblicazioni d’arte. A ricordarci la sua creatività innovativa, compiutamente espressa in modo originale, rimangono le sue opere, di forte impatto visivo, che rivelano, oltre a evidenziare la volontà dell’artista di proporre un ricercato equilibrio tra le forme e i colori, il suo spiccato senso compositivo. Le mie più sentite condoglianze alla moglie e alla famiglia”.

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