Produrre agrumi e foraggi di qualità seguendo uno schema di economia circolare

È ancora quasi del tutto sconosciuto in Sicilia e nelle regioni del Mediterraneo, eppure il digestato liquido microfiltrato, ottenuto come sottoprodotto del processo di digestione anaerobica, può costituire una vera e propria rivoluzione nella concimazione dei terreni agricoli siciliani. Agrumi e prati di ficodindia saranno gli scenari su cui si svilupperanno le attività del progetto FERTIMED – “Nutrienti Sostenibili ed Innovativi per le Colture mediterranee”, rientrante nell’ambito del bando pubblico della sottomisura 16.1 “Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura” del PSR Sicilia 2014-2020, che sarà realizzato dal Gruppo Operativo Digestato.

Distribuire in campo un ammendante organico che possa ridurre in modo significativo l’impiego dei concimi di sintesi degli attuali sistemi di coltivazione, intraprendere il virtuoso percorso dell’economia circolare, sempre più appetibile alle aziende agricole, coniugare sostenibilità ambientale, innovazione e convenienza economica e ottenere, infine, agrumi e foraggi di qualità sono gli obiettivi che si propone il progetto.

Per i prossimi tre anni, FERTIMED svilupperà un percorso di studio e applicazione del prodotto ottenuto, con il coinvolgimento diretto di 8 partner: le aziende AB Group, capofila, Frasson, Scuderi, Agroalimentare Dittaino, Biometano Ibleo, l’Organizzazione di Produttori Esperidio; e per la parte scientifica, il dipartimento Di3A dell’Università di Catania e il Centro Ricerche Produzioni Animali, CRPA, di Reggio Emilia.

Il punto di partenza è la produzione e fornitura di digestato liquido microfiltratospiega Vincenzo Amato, l’amministratore della società AB Group, capofila del Gruppo Operativo. Il microfiltro è stato già noleggiato ed è stato installato in azienda. Entro il mese di febbraio si completerà l’installazione nelle aziende agricole partner dei sistemi pilota di fertirrigazione ad ali gocciolanti su agrumi e prato di ficodindia foraggero. Successivamente, l’OP Esperidio valuterà con analisi organolettica la qualità dei frutti di agrumi prodotti a seguito della fertirrigazione con digestato separato liquido.

“È ben noto – spiega la Innovation broker Roberta Selvaggi – che la produzione di biomasse per fini agro-energetici conduce, attraverso il processo di digestione anaerobica, alla produzione di energia rinnovabile e cioè biogas. È molto meno noto, invece, che dal medesimo processo si ottiene anche un altro importante prodotto rappresentato dal digestato, la cui frazione liquida rappresenta un fertilizzante a pronto effetto che può sostituire integralmente in un piano di concimazione i tradizionali concimi di sintesi”.

Tre sfide animano il progetto Fertimed: la peculiarità dei terreni sostanzialmente poveri di sostanza organica, su cui tuttavia è necessario produrre sempre di più; la potenziale produzione quotidiana di digestato che si scontra con la difficoltà di commercializzarlo; l’expertise d’impiego del digestato microfiltrato, su cui nessuna sperimentazione è stata sinora condotta su colture permanenti.

La supervisione delle attività di microfiltrazione e distribuzione del digestato spetterà al C.R.P.A. “Avvieremo presto il monitoraggio dei sistemi pilota di fertirrigazione nelle aziende agricole del G.O. e successivamente condurremo l’analisi per la valutazione della qualità del foraggio di Opuntia prodotto”, spiega il referente, Paolo Mantovi.

Il Di3A dell’Università di Catania si occuperà invece della divulgazione della conoscenza del digestato e della valutazione della convenienza economica degli investimenti “Effettueremo l’analisi dei fattori che favoriscono od ostacolano l’utilizzo del digestato – sottolinea il professore Gioacchino Pappalardo, responsabile scientifico del progetto –  oltre, alla valutazione dei costi e benefici legati all’uso del digestato liquido microfiltrato nelle aziende agricole”.

Il progetto Fertimed prevederà anche una fase più operativa in cui verranno organizzate le giornate di studio coinvolgendo imprenditori agricoli del territorio e operatori della filiera agricola, organizzando visite guidate nelle aziende e aste sperimentali, in cui si valuterà la cosiddetta Disponibilità a Pagare (DAP) degli agricoltori ad acquistare il digestato.  Centrale sarà anche lo studio di accettabilità sociale per favorire e diffondere la conoscenza delle potenzialità del digestato liquido nell’opinione pubblica che coinvolgerà gli agricoltori, i ricercatori che operano nel settore delle biomasse e valorizzazione dei relativi sottoprodotti e i consumatori.

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